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LE ZECCHE, COSA FARE E COME PREVENIRE

Una piccola guida per limitare al minimo il rischio di puntura

ZeccaDito smallNegli ultimi anni a causa del cambiamento del clima, all’aumento di animali selvatici e altri motivi ecologici le zecche sono aumentate comparendo anche in zone dove la presenza era minima se non nulla.

Le zecche sono artropodi, appartenenti all’ordine degli Ixodidi compreso nella classe degli Arachnidi, la stessa di ragni, acari e scorpioni, e si tratta di parassiti esterni, delle dimensioni che variano da qualche millimetro a circa 1 centimetro secondo la specie e lo stadio di sviluppo.

Il corpo, tondeggiante e il capo, non distinguibile dal corpo, è munito di un apparato boccale (rostro) in grado di penetrare la cute e succhiare il sangue. Il ciclo biologico della zecca si sviluppa in 4 stadi distinti: uovo, larva, ninfa e adulto. Dopo la schiusa delle uova, il passaggio da uno stadio a quello successivo richiede un pasto di sangue. Le femmine adulte, inoltre, necessitano del pasto di sangue per la maturazione delle uova.

IL “PROBLEMA” PER L’UOMO

I rischi per l’uomo sono limitati, se si seguono alcune piccole precauzioni non esistono problemi, quindi non allarmarti perché non esiste nessun allarme!
La zecca è un parassita che nei mesi estivi e nei periodi caldi e umidi è piuttosto attiva. Questo piccolo invertebrato rimane appostato nella vegetazione (erba, piante e arbusti) in attesa del suo ospite, il malcapitato escursionista con le braghe corte! Nel momento in cui passiamo nella vegetazione lei si prepara a sfruttare il nostro passaggio e attaccarsi con la sua bocca tanto piccola quanto efficiente in fatto di capacità di morso.

Noi di questo morso, non ce ne accorgiamo perché è talmente piccolo e indolore che non si sente nulla. Una volta che ha serrato con forza il suo rostro sulla nostra pelle inizia a succhiare il nostro sangue dai piccoli capillari.

Nelle prime ore dal morso è pressoché innocua ma con il passare delle ore potrebbe (solo in alcuni casi) trasmettere alcune malattie e virus tra le quali: l’encefalite da zecca o Tbe (causata da un virus), la malattia di Lyme, causata dal batterio borrelia, la rickettsiosi (trasmessa principalmente dalla zecca dei cani), la febbre ricorrente da zecche, la tularemia, la meningoencefalite da zecche, l’ehrlichiosi.

COSA FARE PER PREVENIRE

  • Indossare abiti lunghi e chiari, brutta notizia per gli amanti delle braghe corte, servono sia a tenere la pelle lontana dal contatto con la vegetazione e grazie al colore chiaro è possibile notare l’eventuale presenza del parassita.
  • In zone predilette dalle zecche occorre spruzzare la pelle con dei repellenti contenente N-dietiltoluamide o icaridina in quantità superiore al 10%, mentre sugli abiti esistono in commercio prodotti piretroidi da spruzzare.
  • Trattare gli animali domestici (cani) con sostanze acaro repellenti prima dell’escursione.
  • Evitare di sdraiarsi nei prati, soprattutto dove l’erba è alta e dove la presenza di animali è alta (pascoli o zone dove la presenza di cinghiali e ungulati e forte).
  • Controllarsi periodicamente, senza però farla diventare una mania!
  • Portarsi le pinzette per zecche, si trovano comunemente in farmacia, per eventualmente rimuoverla sul posto. La probabilità di contrarre un’infezione è direttamente proporzionale alla durata della permanenza del parassita sull’ospite. Infatti, solo dopo un certo periodo (alcune ore) in cui è saldamente ancorata per alimentarsi, la zecca rigurgita parte del pasto, inoculando nel sangue dell’ospite eventuali patogeni. Bisogna comunque tenere presente che solo una percentuale di individui è portatore di virus o malattie.

COSA FARE PER RIMUOVERLA

Alcuni consigli presi dal sito dell’istituto superiore di sanità. E' consigliabile, anche se rimossa autonomamente, consultare il medico informandolo del contatto e del morso annotandosi l’ora e il giorno che è stata rimossa ed la data presunta del morso, potrebbe essere necessaria una profilassi antibiotica.

ZeccaPinzette

A fine escursione è bene darsi una controllata su tutto il corpo, nel momento della doccia per esempio, chiedere a qualcuno in casa di farsi dare una controllata nelle parti non visibili autonomamente come schiena, testa ecc.... In alternativa se avete uno specchio a muro e uno specchio portatile usateli per osservarvi nelle parti posteriori o in testa.

  • Disinfettare la cute prima e dopo la rimozione della zecca con un disinfettante non colorato. Dopo l’estrazione della zecca sono indicate la disinfezione della zona (evitando i disinfettanti che colorano la cute, come la tintura di iodio).
  • Evitare di toccare a mani nude la zecca nel tentativo di rimuoverla, le mani devono essere protette (con guanti) e poi lavate.
  • La zecca deve essere rimossa utilizzando le apposite pinzette, il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimossa tirando dolcemente cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione. Durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni.
  • Spesso il rostro rimane all’interno della cute: in questo caso deve essere estratto con un ago sterile.
  • Distruggere la zecca, possibilmente bruciandola.
  • Dopo la rimozione è consigliata la profilassi antitetanica, chiedere al proprio medico.
  • Annotare la data di rimozione e osservare la comparsa di eventuali segni di infezione nei successivi 30-40 giorni per individuare la comparsa di eventuali segni e sintomi di infezione.
  • Rivolgersi al proprio medico curante nel caso si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi.

COSA NON FARE

Non utilizzare mai per rimuovere la zecca: alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto.

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