Escursione in Val Vigezzo tra faggete e neve.
Fine settimana di giornate stupende e come prima uscita del Sabato siamo andati in Val Vigezzo. Quest'anno la neve è presente anche a quote medie e l'escursione in programma è stata per metà senza neve e l'altra metà con le ciaspole.
Dopo la colazione al bar risaliamo la valle e parcheggiamo ai confini del Parco Nazionale Valgrande. La domanda sorge subito spontanea: "Cosa portiamo? Ciaspole, ramponcini, niente?" Alla partenza tutto secco, come se fosse autunno, ma il crinale che dobbiamo raggiungere è ben innevato. La risposta che gli escursionisti non vogliono mai sentire: "Tutto".
In pratica in una condizione così del percorso è possibile che si usi tutto.
Partiamo salendo il sentiero nella faggeta. Tanto silenzio e nessuno in giro. La montagna a noi piace così senza folla, senza troppi umani. Dopo una salita di circa 200 m ecco apparire la prima neve, dura come il marmo. Riusciamo comunque a salire senza calzare nulla in quanto non è particolarmente scivolosa. In salita poi è più facile.
Mano a mano che saliamo nel bosco la neve diventa continua e non appena raggiungiamo l'alpeggio ecco che il paesaggio cambia drasticamente. Siamo nella quota neve dei giorni precedenti e qui il manto è decisamente più spesso. In meno di 50 metri di dislivello siamo passati da una condizione autunnale ad una condizione di percorso invernale.
La neve però in questo punto è stata parecchio bagnata dalla pioggia, segno che le ultime precipitazioni nevose sono arrivate più in quota.
Raggiungiamo le baite e calziamo le ciaspole. La neve è ancora dura ma il sole inizia a scaldare e mano a mano che si sale di quota, anche la neve sarà più da ciaspola. Qualcuno prima di noi si è avventurato sul percorso senza ciaspole e ci ha devastato la traccia rendendo il percorso un pizzico più disagevole.
Ora saliamo tra il bosco e qualche radura che ci offre la vista meravigliosa sulle cime tra il Sempione e Devero, come sempre la Val d'Ossola è incantevole e nel suo piccolo ha quel lato selvaggio che mi ha sempre affascinato. Il percorso è abbastanza diretto ma mai ripido, qui le pendenze sono comunque tranquille. Qualche strappetto toglie il fiato ma una volta raggiunta le cresta finale ci troviamo in un mondo spettacolare.
Gli ultimi metri sull'ampia cresta ci offrono una vista meravigliosa che va dalle prealpi lombarde e ticinesi con Il Resegone, le Grigne, il Generoso e la zona lariana e spostandoci più a nord ecco apparire in lontananza il Bernina coperte in parte dal vicino Gridone e girandoci ancora tutte le cime del Canton Ticino mentre in primo piano di fronte a noi i 4000 e i 3000 del Sempione e del Devero per poi avere le cime della Valgrande con il Monte Rosa che fa capolino da dietro la cresta del Pizzo Ragno e Pizzo Nona.
In cima oltre a noi sono passate velocemente solo due persone, per il resto siamo stati noi, la montagna e i grandi panorami. Nessun disturbo, e un acquila reale che ci svolazzava sopra le teste forse incuriosita dalla nostra presenza.
Scendiamo per lo stesso itinerario, la neve buona in alto ci permette di scendere velocemente e con qualche tratto divertente, qualche foto all'alpe e giù lungo il sentiero ritornando all'auto.
Giornata meravigliosa, siamo rientrati presto e abbiamo avuto anche il tempo di farci quattro passi nella piazzetta di Santa Maria Maggiore.
Grazie a tutti per aver partecipato
QUALCHE FOTO DELL'ESCURSIONE
Usciti dal bosco siamo nel pieno dell'inverno

Risalendo l'ampia cresta della Cima

La bella posizione panoramica dell'Alpe Cortino

Il gruppo in cima



