VieSelvagge
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Due giorni tra neve, nebbie e sole condite con la Seupa Valpellinenze

Ciaspolate in Valpelline e nella zona del Monte Bianco

Quando programmi un fine settimana e il meteo ci mette lo zampino a sconvolgere i programmi è sempre un duro lavoro per una guida che lo ha organizzato. Se ci mettiamo anche la neve e il pericolo valanghe la cosa si complica. Questa è una parte del lavoro molto difficile perchè occorre prendere decisioni: sicurezza inanzitutto, godibilità delle giornate, armonia e aspettative del gruppo.

Fortunatamente, le previsioni da terribili hanno iniziato a diventare meno brutte lasciando solo il sabato come giornata uggiosa e la domenica con la speranza del miglioramento nel corso della mattina.

Così per il Sabato decido di trovare un luogo dove ci si possa ristorare al caldo e magari con un itinerario non troppo aperto per evitare di stare perennemente nella nebbia. Tra i rifugi valdostani aperti, decido per il Bonatti in Val Ferret. Un classico della zona, forse troppo turistico per gli standard delle Vie Selvagge, ma perlomeno siamo fuori dalle nebbie, non piove ma nevica, il rifugio è aperto.

Dopo la colazione al bar ci dirigiamo nella turistica Courmayeur già affollata di turisti nonostante il meteo. Tante persone sul percorso e sulle piste.

La neve nella parte iniziale è parecchio umida e papposa. Qualche fondista si accinge a sciare ma credo riuscirà ma farlo per poco viste le temperature positive fin dal mattino. Noi percorriamo il fondovalle e in circa un'ora raggiungiamo l'inizio della salita. Il bosco è sempre bello quando le giornate sono uggiose, perchè lo si riesce ad apprezzare di più. Qualche turista sale al rifugio senza ciaspole e senza ramponi creando buchi e rovinando la traccia. Raggiungiamo il rifugio e qualche timida apertura delle nubi verso le Jorasses sembra volerci far vedere qualcosa ma dopo qualche minuto si richiude di nuovo.

Dopo pranzo scendiamo veloci lungo il breve e facile pendio, neve pesantuccia ma riusciamo a fare una discesa diretta. Poi la lunga piana della Val Ferret fino all'auto.

Dalla Val Ferret ci spostiamo in auto in Valpelline e prendiamo posto in agriturismo. Camere accoglienti e spaziose, una doccia calda e pronti per la succulenta cena tipica valdostana.

Nell'ordine ci arriveranno: Antipasto con salumi regionali tra i quali il buonissimo lardo, una insalata di tarassaco con mele, poi il piatto forte è la seupa valpellinenze e per secondo la carbonada valdostana con polenta, il dolce una buona torta di mele con crema al genepì. Una cena ottima, abbondante e soprattutto molto buona.

Durante la notte la pioggia torna a insistere, se da noi è pioggia 300 m sopra è tutta neve, penso mentre sono in camera. Domani se continua così ci sarà da fare attenzione perchè ci sarà neve e probabilmente pesante in quanto l'aria è mite e umida. Mi studio la mappa e leggo il bollettino meteo e valanghe per capire dove è meglio andare.

La sveglia suona. Colazione da campioni, molto buona e salutiamo i gentili proprietari dell'agriturismo. Decido di andare sul versante più pronunciato verso la valle centrale di Aosta dove stando alle previsioni e a un pizzico di esperienza sull'orografica di queste montagne mi fa pensare che le schiarite arriveranno più decise su quel lato della valle, mentre l'alta valle è più probabile che resta ancora prigioniera di nubi basse.

Raggiungiamo la partenza dell'escursione nella nebbia e le domande sorgono spontanee: "Ma siamo sicuri che si aprirà?", "Sono ottimista ma la vedo grigia!". In effetti la partenza è grigia, nemmeno nella milano dei tempi d'oro la nebbia era così densa. Poi neve bianca e nebbia significa pochissimo orientamento. Per fortuna che ci aiuta il gps e la mappa georeferenziata per intuire la giusta direzione. Inoltre la fortuna vuole che qualcuno poche decine di minuti prima di noi è salito e troviamo una traccia. 

QUalcuno per stanchezza e probabilmente anche per le condizioni meteo, pensa di fermarsi, ma una pausa e un opera di convincimento gli da l'energia per continuare.

Nella nebbia raggiungiamo un bellissimo bosco con gli alberi carichi di neve. Al suolo ci saranno circa 20 cm di neve fresca ma pesante. Mano a mano che saliamo la situazione migliora e la neve diventa migliore.

Raggiungiamo il bel rifugio, chiuso, ma è un riferimento. Poco prima di arrivare al rifugio iniziano le prime schiarite, e sopra di noi i buchi di cielo azzurro fanno capolino. Il rifugio ha un locale invernale aperto, ma vista la schiarita propongo di salire agli alpeggi superiori poco sotto il colle dove, se le previsioni sono accurate ci regaleranno sole e panorama.

La salita è decisa, la neve ancora migliore e già ci pregustiamo la discesa sul manto soffice. Dopo qualche minuto ecco apparire il sole, le nubi si alzano e ci lasciano vedere la valle. Sopra di noi il crinale dello Chaligne è bello carico di neve brillante e bianchissima, i larici intorno ai noi hanno ancora la neve sui rami e tutti diventa un vero incanto. Questo è lo spettacolo che si può godere solo immediatamente dopo una nevicata. Non appena usciamo dal bosco il sole è caldissimo, si potrebbe stare in maniche corte!

La neve è ancora buona ma i pendii più rocciosi hanno già le prime scariche di neve a debole coesione. Segno cheè meglio non disturbare troppo la neve sulle creste e sui pendii più ripidi.

Raggiungiamo il gruppo di baite dell'alpeggio e ci accomodiamo per consumare il pranzo frugale, al sole. Il premio delle fatiche e una pacca sulle spalle a me per aver pensato bene di scegliere il versante giusto. L'alta valle è ancora nelle nubi e lo sarà per tutta la giornata.

La discesa sarà divertente e come tutte quelle su neve fresca sono veloci e si vorrebbe durassero di più.

Raggiungiamo di nuovo il rifugio, e una ciaspola di una persona si rompe! Fortunatamente con le provvidenziali fascette riusciamo a ripararla.

Dal rifugio alla macchina le neve torna ad essere umida e in quantità decisamente inferiore. C'è un netto cambio di condizioni dai 2000 m.

Scendendo il panorama si apre verso l'Emilius e le cime tra il Gran Paradiso e l'Avic in lontananza e facciamo il pieno di panorama, sole e fotografie.

Terzo tempo per brindare al fine settimana che tutto sommato è solo stato guastato in parte dal meteo e via verso casa felici e pronti per sognare le prossime uscite.

Grazie a tutti per aver partecipato.

QUALCHE FOTO DELL'ESCURSIONE

Salendo in Val Ferret

ciaspolata in Val ferret

Al Rifugio Bonatti sotto una leggera nevicata

ciaspolata rifugio bonatti

Il Rifugio Chaligne in Valpelline, inizia a schiarire!

ciaspolata in Valpelline rifugio Chaligne

Salendo in Val Ferret

ciaspolata neve fresca

Il Mont Emilius appare tra le nubi in diradamento

ciaspolata in Valpelline

Una parte del gruppo al sole

ciaspolata di gruppo

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
  Via Monte Rosa 40
20081 ABBIATEGRASSO (MI)

 Tel.: +39 347 38 63 474
 Email: info@levieselvagge.it

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