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Corni di Canzo fumosi

Traversata integrale dei Corni tra roccette e qualche scorcio

La nostra escursione ai Corni di Canzo doveva essere una giornata bella e soleggiata, ma l'instabilità dei giorni precendenti si è protratta portandoci ad attendere la fine delle piogge al bar. Poco importa perchè l'attesa ci ha premiato con la giornata asciutta ma le nubi erano ancora insistenti sulle cime creando le tipiche nebbie.

Iniziamo a salire con calma, ci godiamo il bel percorso fino a Terz'Alpe, dove una pausa caffè è doverosa.

Riprendiamo il sentiero ma le nubi ancora attanagliano le cime. Mannaggia non doveva essere bello dal mattino? Si vede che il cielo è ancora assonnato e inumidito dalle piogge della notte.

Raggiungiamo il primo corno, l'orientale tramite un facile sentiero. Panorama nullo. Scattiamo qualche foto alle bellissime peonie che si trovano in cima e mentre ci accingiamo a scendere ecco le prime aperture. Di fronte a noi si apre timidamente il corno centrale, poi appare il Rifugio Sev. L'umore torna alto.

Evito la salita dal versante orientle del corno centrale in quanto si deve percorrere un pratone ripido che con la fanghiglia potrebbe risultare poco "sano", mi porto al Rifugio dove le schiarite sembrano avere più spazio. Ci appare il Lago di Como al sole e i corni iniziano a mostrarsi. Dopo una breve pausa, passiamo all'attacco del Corno Centrale.

La prima parte è su una facile e ampia cresta rocciosa, l'unica difficoltà è il terreno sconnesso. Poi raggiungiamo una sella erbosa dove veniamo accolti dalle pecore. Le avvisiamo di non  buttarci sassi in testa e proseguiamo verso la paretina.

Qui la salita si fa dura, sono poche decine di metri ma un tratto è verticale, non ci sono catene e occorre arrampicare un pizzico. Le ragazze salgono bene e sicure. Poi un breve traverso che in salita non desta problemi e in un baleno siamo in cima al Corno Centrale. Foto di rito in cima e si scende dalla stessa parte. Ora occorre molta più attenzione di prima. Il traverso rocciso in discesa diventa più delicato, mentre la paretina risulta più facile a parte un breve passaggio più verticale.

Rientrati al colletto ci fermiamo per pranzare lasciando l'ultimo corno, l'occidentale, dopo il pranzo.

L'occidentale è più verticale ma la paretina è meno esposta e molto ben appigliata. Salgo più in alto per fare un po' di foto effetto alle ragazze in arrampicata, un mini free solo!

Facciamo una bella pausa in cima, ogni tanto le nubi si diradano e ci regalano la vista, ci godiamo il momento e la soddisfazione di averli saliti tutti e tre.

Per la discesa proseguo lungo la cresta rocciosa e scendo da un canalino alternativo, meno verticale ma che richiede attenzione in due punti. Terminiamo la cavalcata alla sella dei Corni con la sua caratteristica croce per poi scendere lungo il sentiero fangoso fino a Terz'alpe dove ci accomodiamo per una birretta in compagnia accompagnata da una buona crostata.

Scendiamo seguendo il sentiero degli spiriti del bosco fino a raggiungere il prim'alpe e infine la nostra auto mentre il cielo si apre definitivamente.

Brave ragazze, escursione non banale ai corni e nemmeno lungo il sentiero a causa del fango.

QUALCHE FOTO DELL'ESCURSIONE

Nel bel bosco iniziale

Corni di Canzo

Il Corno Centrale

Corni di Canzo corno centrale

La paretina verticale del Corno Occidentale

Corni di Canzo paretina corno occidentale

In cima al Corno Occidentale

Corni di Canzo in cima al corno Occidentale

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