Neve nel tratto più ripido ed esposto, meglio abbandonare
La nostra escursione al Monte Tamaro, è stata un pò sfortunata. Il meteo era buono, ma con nubi sulle cime più alte e sulla cresta di confine delle alpi. Raggiungiamo la boscosa e verdissima Val Veddasca, dove la sua testata è in svizzera mentre il resto della valle è in italia.
Partiamo dopo una buona colazione in pasticceria, per iniziare con la giusta dolcezza. L'aria è frizzantina in quota ed è meglio tenere il pile per le prime decine di minuti.
Il sentiero in salita è bello largo e comodo e ci permette di salire senza grosse fatiche. Raggiungiamo il Tamaretto, una sorta di pulpito panoramico con un piccolo alpeggio.
Da qui il sentiero sembra essere sempre bello e pulito dalla neve. Dal basso sembra proprio che ce ne sia poca.
Raggiungiamo la parte più alta in ambiente più alpino e qui il sentiero inizia ad avere più neve ma si riesce ancora a passare senza difficoltà.
Raggiungiamo un punto più innevato dove, vista la pendenza dei traversi, decido di far indossare i ramponcini a tutti. Il percorso continua con l'alternanza di tratti con residui di neve da valanga e tratti completamente puliti.
Raggiungiamo il bivio tra la Capanna e la cima e qui ci troviamo di fronte all'ultimo tratto di sentiero invaso dalla neve. E' evidente che qui è scesa una valanga che ha accumulato tanta neve e l'esposizione a nord non ha ancora favorito la fusione della neve. Provo a salire un tratto ma in alcuni punti il pericolo di scivolare per diversi metri è alto. I ramponcini non sono attrezzi adatti alle pendenze e non avrebbero di sicuro aiutato nella salita, figuriamoci in discesa.
Cerco il passaggio sul traverso che porta alla capanna, ma anche qui la neve e la pendenza del traverso non mi convincono. Troppo pericoloso per chi non ha dimestichezza su questi terreni.
Niente da fare, a solo 80 metri dalla cima occorre scendere!
Cerco una alternativa percorrendo un sentiero più basso che ci avrebbe portato verso la capanna. Lungo il percorso a volte rovinato dalle nevicate il panorama è l'ambiente sono suggestivi. Qui qualcuno decide di fare un tuffo carpiato in un impluvio. Tutto bene quel che finisce bene. Solo qualche graffio e un grosso spavento. Il sentiero diventa più sretto quindi meglio fermarsi qui per pranzare e scendere a valle. Oggi il Tamaro non ci vuole!
Morale quando la giornata puzza di bruciato, meglio tornare a casa con la coda tra le gambe che non tornare a casa.
Grazie e a tutti per esserci stati, il Tamaro lo faremo un'altra volta.
QUALCHE FOTO DELL'ESCURSIONE
La vista alla partenza

Lungo il sentiero

Il Monte Tamaro, apparentemente con pochissima neve

Il gruppo all'Alpe Neggia



