Traversata di due giorni a picco sul Lago di Garda
Trekking sul Monte Baldo intelligente! Viaggiare nei ponti festivi significa restare bloccati nel traffico. Noi abbiamo scelto di rientrare il giorno prima così da evitare ogni traffico e avere un giorno di relax.
Dopo la complessa logistica auto dove il sottoscritto ha fatto una piccola “acrobazia” per risparmiare tempo, siamo sul sentiero.
Partiamo decisi e visto la giornata bella e stabile e il tempo a disposizione, la prendiamo più larga così da percorrere la cresta dall’inizio. La prima parte della giornata è molto boscosa e questo ci fa piacere, vista la giornata molto calda. Lungo il percorso facciamo amicizia con una simpatica vipera che si lascia fotografare senza minacce.
Salutata la nostra amica raggiungiamo l’inizio della cresta dove ci fermiamo per un pranzo veloce.
Il caldo oggi è pesante, se ci aggiungiamo che è la prima vera giornata calda tutto diventa più faticoso. Riprendiamo il cammino, siamo in campo aperto e il paesaggio è meravigliosamente bucolico. Prati e fiori ovunque e i profili del crinale del Baldo sono stupendi.
Raggiungiamo la selletta del crinale ed ecco che la vista si apre sui due versanti dove il panorama spazia dall’Adamello ai gruppi del Carega e del Pasubio. Un ultimo sforzo e siamo al Rifugio dove la sete prende il sopravvento.
Dopo una buona pausa, saliamo sulla vicina cima della Costabella. Al rientro ci rilassiamo prima della buona e abbondante cena in rifugio.
Il giorno successivo le nebbie sono tornate a farla da padrone. Le previsioni anche stavolta non sono state molto attendibili. Partiamo decisi per la traversata, e lungo il percorso al primo mattino ci ritroviamo in mezzo a tanti camosci. Ovviamente ci fermiamo a fotografare e ammirare questi bellissimi animali.
Ripartiamo e dopo una bella salita raggiungiamo il Rifugio Telegrafo. Qui breve salita alla cima, una delle più alte del gruppo per poi scendere di nuovo e proseguire lungo il fianco della cresta.
Raggiungiamo anche il bivio per la cima Valdritta, la più alta del gruppo. Qui solo due impavidi partecipanti decidono di seguirmi fino in vetta. Questa è la cima più alta del gruppo e fortunatamente abbiamo anche un discreto panorama.
Tornati sui nostri passi affrontiamo il tratto tecnico dell’intero percorso. Qui il sentiero si stringe in traverso, qualche tratto è ghiaioso e qualche altro è roccioso ed è assistito da catene. L’esposizione non è tanta, ma scivolare è vietato. Il tratto è di circa 500 m in lunghezza e le difficoltà vere sono molto brevi e discontinue e con qualche saliscendi che inizia a pesare sulle nostre gambe.
Oltrepassato questo tratto siamo di nuovo sul sentiero più tranquillo anche se gradoni rocciosi e radici di mugo rendono il percorso simile alla corsa a ostacoli.
Pausa pranzo e riprendiamo il cammino per raggiungere l’ultima cima, passaggio obbligato prima di scendere alle funivie di Malcesine che con un viaggio panoramico e decisamente affollato di turisti ci riporta a quota lago.
L’attesa dei mezzi pubblici e orari poco chiari ci fanno attendere oltre 30 minuti prima di prendere il bus che ci riporta alla complessa logistica del recupero auto.
Due belle giornate piene, con un bel gruppetto di escursionisti. Bravi tutti e alla prossima avventura.
QUALCHE FOTO DELL'ESCURSIONE
Sui pratoni all'inizio del percorso

Il bel crinale in direzione del Rifugio Chierego

Cena panoramica

Un tratto tecnico del percorso

Il gruppo sulla cima delle Pozzette



