Quattro giorni sulle Dolomiti Venete lontani dal caos e lungo il Marmarole Runde
L'estate 2025 è stata segnata dall'anticiclone africano, che ha portato un caldo asfissiante al sud e temporali sulle Alpi. In situazioni come queste, è fondamentale agire con prudenza, ma anche con obiettività. Prima della partenza, le previsioni annunciavano un fine settimana estremamente variabile, di quelli in cui nemmeno i meteorologi sanno dire con certezza cosa accadrà.
Consapevoli di ciò, siamo partiti per il nostro trekking! Alla fine, abbiamo preso pioggia intensa solo per un giorno, mentre i restanti abbiamo avuto nuvole alte e una giornata soleggiata, che non ci hanno affatto impedito di godere dei panorami e delle meraviglie delle Dolomiti selvagge delle Marmarole.
Primo giorno: L'arrivo e la pioggia... prevista!
Siamo giunti ad Auronzo di Cadore sotto un cielo plumbeo e con qualche pioviggine. Dopo una breve pausa e esserci equipaggiati adeguatamente per la pioggia, abbiamo preso la seggiovia. Una volta in quota, il cielo sembrava volerci regalare una schiarita, e l'ottimismo è salito! Abbiamo pranzato velocemente, anche perché più avanti non ci sarebbero stati luoghi dove potersi "appoggiare o sedere". Ci siamo messi in cammino, ma dopo pochi minuti ha ripreso a piovere. Pioggia! Pioggia! E ancora pioggia!
Abbiamo raggiunto un piccolo cantiere forestale dove stavano tagliando gli abeti colpiti dal bostrico e dall'ammaloramento delle piante. Abbiamo dovuto attendere che finissero di spostare i tronchi prima di poter proseguire. Nel frattempo, ha ripreso a piovere seriamente! E noi, immobili, a osservare gli operai tagliare la legna. Come dei bravi "umarell", abbiamo atteso e ammirato il lavoro altrui.
Finalmente, abbiamo potuto passare e abbiamo seguito fedelmente la strada fino al Rifugio Baion, dove ci aspettava una bella e ampia stufa con tanto di panca tutt'intorno. Qui abbiamo trascorso il resto del pomeriggio ad asciugarci e ad asciugare vestiti e scarponi! La cena, un po' scarsa nelle quantità ma ottima nella qualità, è stata seguita da una meritata notte di riposo nelle confortevoli camere. Il giorno successivo si sarebbe visto!
Secondo giorno: Tra indecisione e speranza
Ci siamo svegliati e... pioveva ancora! La connessione internet da queste parti è debole e instabile, ma sapevamo dal giorno prima che la pioggia avrebbe dovuto cessare in mattinata, lasciando spazio a schiarite nel pomeriggio. Che fare? Ho atteso l'orario di pubblicazione degli aggiornamenti meteo e ho controllato. Ho radunato il gruppo e ho esposto la situazione: "Ragazze, oggi dovrebbe smettere verso la tarda mattinata, poi pare che avremo un pomeriggio asciutto ma nuvoloso, domani bello o quasi, e lunedì di nuovo pioggia! Le opzioni sono due: scendiamo e le Marmarole le vedremo il prossimo anno, oppure proseguiamo e vediamo se per lunedì le previsioni cambiano." Quando si propone di rinunciare, alla fine tutti dicono: "Beh, se domani è bello perché non proseguire?". Giustamente è così, e in cuor mio speravo proprio in quella risposta. In ogni caso, in questo trekking le vie di fuga sono sempre possibili, quindi perché gettare la spugna proprio quando le cose sembrano migliorare?
Siamo partiti non appena la pioggia è cessata e, contemporaneamente, le nubi si sono alzate, permettendoci di scorgere un po' di panorama. Il terreno era bagnato e fare il sentiero alto era impensabile, troppo scivoloso. Tuttavia, le varianti sono sempre possibili, così ho improvvisato un percorso diverso che ci ha permesso di salire a una forcella e di raggiungere il rifugio successivo, mentre il cielo iniziava a diventare più azzurro. Arrivati al rifugio, il sole ha fatto capolino e, più passava il tempo, più le montagne si mostravano nella loro bellezza. Una buona cena e un magnifico tramonto ci hanno annunciato la splendida giornata di domenica!
Terzo giorno: Panorami mozzafiato e storia escursionistica
Ci siamo svegliati con il cielo sereno! Davanti a noi, le Dolomiti Friulane con le loro severe guglie ci osservavano, mentre alle nostre spalle si ergevano le pareti selvagge e verticali delle Marmarole. Sullo sfondo, si vedeva tutto il nostro percorso fino ai piedi dell'Antelao. Dopo un'ottima colazione, siamo partiti in discesa. Abbiamo raggiunto il fondovalle con un dislivello significativo di 700 metri, già di primo mattino. Poi, siamo saliti dolcemente nell'ampio vallone dell'Oten. Una pausa alla Capanna degli Alpini e poi via, faticosamente, in salita fino al Rifugio Galassi, ai piedi dell'Antelao. Il pomeriggio è tornato a farsi nuvoloso e faceva discretamente freddo. Abbiamo mangiato velocemente e siamo ripartiti per salire alla forcella.
Un ultimo breve strappo e siamo arrivati in cima, accolti da un panorama mozzafiato verso l'Antelao, la Marmolada, le Tofane e tutte le famose cime dolomitiche tra Veneto e Alto Adige. Una breve pausa fotografica, imposta dal vento freddo, e via verso il Rifugio San Marco, un vero gioiello di fine '800, ancora quasi originale. Un rifugio bellissimo e antico, molto ben curato e mantenuto, dove si respira la storia dell'escursionismo e dell'alpinismo. Una bella doccia all'aperto con gli ultimi raggi di sole e una cena meritatissima. Intanto, uno sguardo alle previsioni ha mostrato un deciso miglioramento della situazione: dal diluvio annunciato, forse solo qualche pioviggine. La decisione sul da farsi è stata rimandata alla mattina: se ci fossimo alzati con le nubi alte, avremmo fatto il giro; se fossimo stati nella nebbia, saremmo scesi direttamente in paese.
Quarto giorno: Una conclusione avventurosa
Dopo una notte di diluvio, ci siamo svegliati con le nubi alte e sottili; sembrava quasi che il sole volesse fare capolino. Ho annunciato la buona notizia: si parte per il giro come da programma! Siamo saliti lungo un bel sentiero che solo in un breve tratto è diventato roccioso. Poi, ci siamo inerpicati lungo l'ampio pratone che ci ha condotto a Forcella Grande, dove siamo stati accolti dalla Torre dei Sabbioni e dal Corno del Doge, mentre sul lato opposto la cima del Sorapis era parzialmente coperta da una nube. Al passo, a parte il solito vento freddo, siamo stati accolti da qualche timido raggio di sole velato. L'aria che arrivava da nord ci avrebbe dovuto garantire, per lo meno, tempo asciutto.
Dopo le pause fotografiche di rito, siamo scesi nella bella foresta di Somadida, ammirando il lato più selvaggio e solitario delle Marmarole. Una persona è caduta, ma per fortuna niente di grave. Tuttavia, come da "Legge di Murphy", è successo proprio mentre iniziava a gocciolare un po' di pioggia, il che ha reso tutto piuttosto snervante, soprattutto per il sottoscritto. Per fortuna, la caviglia non dava problemi o segnali di rotture o pesanti distorsioni e siamo riusciti a scendere fino alla fermata dell'autobus, che avremmo preso dopo poco più di 15 minuti di attesa. Anche con le coincidenze dei mezzi, tutto è filato per il meglio!
Tirando le somme, ci siamo portati a casa quattro giorni di trekking meravigliosi, sicuramente una sfida sia per gli escursionisti che per la guida. Il meteo incide molto, sia sul morale delle persone che, soprattutto, amplifica le difficoltà dell'itinerario, che richiede maggiore attenzione, abbigliamento adeguato e allenamento.
Grazie montagna e grazie a tutti i partecipanti.
QUALCHE FOTO DELL'ESCURSIONE
Primo giorno sotto la pioggia

attorno alla stufa per asciugare i vestiti

Una volta raggiunto il Rifugio Chiggiato il cielo schiarisce

Alla domenica bello, in salita verso il Rifugio Galassi

Alla forcella piccola, la vista verso il Pelmo

Alla Forcella grande al cospetto della Torre dei Sabbioni e del Corno del Doge



