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Trekking sulle Dolomiti Friulane, un successo

Quattro giorni tra gli Spalti di Toro e la Cridola tra ripide forcelle e luoghi idilliaci.

Questo trekking sulle Dolomiti Friulane è stato decisamente fortunato. Le previsioni meteo inizialmente erano piuttosto pessimiste mentre a pochissimi giorni dalla partenza si capiva che il brutto ci sarebbe stato solo il Venerdì. Partiamo da una Milano grigia e poco promettente e non appena varchiamo i confini del Veneto troviamo inaspettatamente il sole ad accoglierci. Giunti a destinazione il cielo era nuvoloso ma con spazi di cielo azzurro.

Aprofittiamo di questa finesta di tempo asciutto per iniziare la salita al primo rifugio. Il percorso è breve e in circa un'ora lo raggiungiamo. Ci sistemiamo e pranziamo vista l'ora e dopo pranzo un piccolo giro ricognitivo mentre il cielo rimane sempre nuvoloso ma con spazi sereni. Poi solo nel tardo pomeriggio arriva l'annunciata pioggia che durerà per buona parte della notte. La cena buona e gustosa ci darà le forze per affrontare la giornata che seguirà.

Il giorno successivo ci svegliamo con il cielo sereno. Oggi è prevista una giornata instabile, quindi le probabilità sono al 50%. Dopo una buona colazione iniziamo a salire e viste le condizioni iniziali decido per il percorso come da programma. La salita alla forcella è piuttosto impegnativa, la pendenza di circa 40° non lascia scampo ogni passo però si guadagna quota. Dopo un primo tratto ripido ma facilmente percorribile, inizia la ghiaia faticosa. Ogni passo si scivola indietro, occorre capire come usare bene i piedi per progredire con il minimo sforzo possibile ma capisco che è difficile per tutti. A circa tre quarti troviamo un tratto più compatto che ci permette di salire più agevolmente, ma è il tratto finale che mette tutti a dura prova. Qui troviamo un mix di roccette e ghiaia e non sempre il percorso segnato è quello più facile. In ogni caso riusciamo a raggiungere la tanto sofferta forcella dove veniamo accolti da un paesaggio idilliaco e solitario. il versante opposto alla forcella è decisamente più dolce, con una bella distesa verde tipica delle alte quote dolomitiche. Qui nessun umano in giro, ci siamo solo noi, le pareti dolomitiche e una nutrita colonia di camosci. Poco sotto il puntino rosso del bivacco rende il paesaggio più umano e ti prende la voglia di restare a vivere in questo micro mondo. Nella discesa veniamo distratti dai numerosi camosci che popolano questo luogo. Dal bivacco poi iniziamo la discesa nello splendido vallone dove avvistiamo anche due pernici bianche. Tutto questo è la ricompensa per la fatica e alla fine ne è valsa veramente la pena! Il cielo tende ad annuvolarsi sempre di più ma siamo ancora lontani da una pioggia. Ci godiamo il momento e affrontiamo la discesa con tutta calma. Qui l'ambiente è decisamente vario e interessante.

Arrivati in fondovalle ci accomodiamo in un piccolo ricovero per mangiare il pranzo mentre di fronte a noi svettano le pareti del Pramaggiore. Seguiamo il corso del torrente e dopo una risalita ci guadagniamo la nostra più che meritata birra al Rifugio Pordenone. Alla sera una ottima cena e un po' di intrattenimento da parte del simpatico rifugista che organizza un piccolo gioco a premi e grazie alla forza di Luigi si guadagna una sgnappa digestiva e poi via a dormire.

Al risveglio il cielo è limpidissimo e l'aria decisamente frizzante. Dopo una buona colazione ci incamminiamo, prima in una bella faggeta, poi una volta entrati nel canalone della Val Montanaia iniziano le rocce e le ghiaie. Questa volta decisamente più facili del giorno prima ma sempre faticose. A circa metà canalone ecco apparire il Campanile di Val Montanaia. Ci avviciniamo sempre di più e ad ogni passo ci si emoziona per la sua forma elegante e slanciata. Una guglia solitaria che si erge maestosa e imponente da alcuni definita "l'urlo di pietra" per la sua imponenza. In effetti è davvero imponente e visto dalla sua base dalla quale parte la via normale si capisce quanto sia invitante per chi arrampica.

Raggiungiamo l'idilliaca piana verde del Bivacco Perugini al cospetto degli Spalti di Toro e ci sediamo una buona mezz'ora per ammirare questa opera d'arte della natura mentre in vetta arrivano le prime cordate che oltre all'urlo di felicità suonano la campana di vetta per annunciare che la via è stata salita!

Ripartiamo e ogni pochi passi che facciamo è un voltarsi per fotografare da varie angolazioni questo monolite di roccia. Un breve tratto di ghiaione infine ci porta sulla famosa e scenografica Forcella di Valmontanaia. Siamo nel bel mezzo degli imponenti Spalti di Toro. Se dal versante Friulano il campanile fa la sua scenografia, sul versante Veneto si apre il panorama verso il Cadore con le Marmarole, l'Antelao il Sorapis e sullo sfondo le Tre Cime di Lavaredo. Sotto di noi il ripido ghiaione ci attende per la discesa.

Qui ci fermiamo per la pausa pranzo e visto il meteo stupendo ci godiamo fino in fondo il panorama.

Dopo il pranzo e le dovute foto, iniziamo a scendere. A prima vista sembra impressionante e difficile ma pochi metri sotto ci si accorge che è meno complicato di quanto sembra. La prima parte è quella più difficoltosa in discesa. Qui la ghiaia è dura e scivolosa, si fatica a stare in piedi e occorre appoggiarsi alla roccia della parete per non scivolare. Occorre scendere così per circa 150 m poi il centro del ghiaione è più morbido e con un piccolo traverso eccoci sul tratto divertente. Sembra di essere sulla neve e con un pizzico di fiducia e coraggio ci si lascia scivolare dalla ghiaia che scivolando verso il basso ci trasporta a valle. Alla base della ghiaia si torna su sentiero inizialmente ostico poi via via sempre più tranquillo. Una volta raggiunto il bosco sottostante è una piacevole camminata fino alla verdissima conca del Rifugio Padova. Qui il paesaggio è un vero e proprio quadro! Altra tappa altra birra guadagnata!

Un'altra buona cena e qualche chiacchera prima di andare a dormire, anche oggi è stata faticosa.

L'ultimo giorno la giornata è un pizzico più nuvolosa ma sempre bella e asciutta. La tappa di oggi è breve e decisamente più facile delle altre. Saliamo nel bel bosco per poi raggiungere i piani alti tra mughi e prati ed infine l'ultima ampia forcella ai piedi della Cridola ci porta in un altrettando bellissimo anfiteatro.

Ora non resta che scendere al Rifugio Giaf per un buon pranzo prima di scendere a valle e ripartire per il lungo viaggio di rientro.

Bravissimi tutti, un bel gruppetto di persone in gamba e decise. Questo non è sicuramente un trekking facile ma nemmeno impossibile.

QUALCHE FOTO DELL'ESCURSIONE

La ripida forcella ci aspetta

Forcella dolomiti friulane

Verso la fine del canale roccioso

ripido canale dolomitico

Il bellissimo vallone sul versante opposto alla forcella

il vallone del bivacco Marchi

Gli Spalti di Toro e il Bivacco Perugini

Gli Spalti di Toro e il Bivacco Perugini

Il ghiaione della Forcella di Valmontanaia

ghiaione valmontanaia

Una delle merende a fine escursione

birra a fine escursione

Ai piedi della Cridola

Forcella scodavacca

Il gruppetto di questo trekking

Gruppo escursionistico milano le vie selvagge

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
  Via Monte Rosa 40
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