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Sentiero dell'Inglese in Calabria, un percorso culturale tra le montagne dell'aspromonte

Una settimana a piedi tra borghi antichi e abbandonati, fiumare e la cultura greco-calabra

Il Sentiero dell'Inglese in Calabria è considerato un trekking e un cammino nello stesso tempo. Si percorrono le montagne del basso Aspromonte tra strade sterrate, qualche tratto asfaltato e sentieri. Si attraversano le ampie e scenografiche fiumare e si attraversano borghi oggi in parte abbandonati dove i pochi abitanti stanno cercando di farli rivivere con le iniziative turistiche.

Siamo partiti da Milano Linate e in poco meno di due ore siamo a Reggio Calabria con un deciso sbalzo termico. Lasciata la giacca a vento nello zaino raggiungiamo Pentedattilo con un transfer. La giornata non è delle migliori, c'è nuvolosità e si prevede per i prossimi due giorni qualche goccia di pioggia. Le temperature sono quelle di fine estate. Il borgo è un vero gioiellino ristrutturato in buona parte oggi offre ospitalità diffusa e ci sono delle piccole attività. Non ci sono ristoranti ma saremo ospiti in un "home restaurant" dove inizia ufficialmente la nostra esperienza di condivisione di vita tra gli abitanti.

Qui non ci sono strutture o alberghi e le sistemazioni sono in case private e stanze condivise nei piccoli borghi. La cena deliziosa con le specialità tipiche del sud della Calabria, tra verdure, legumi, capocollo.

Il giorno successivo si parte, lasciamo Pentedattilo con la sua elegante e scenografica rocca di conglomerato e iniziamo ad addentrarci nell'entroterra calabro. Le prime due giornate sono decisamente stradali. Dopo un breve tratto di sentiero siamo sulle carrabili e su strade asfaltate. Le giornate dovevano essere leggermente piovose ma non abbiamo avuto pioggia per niente a parte un po' di nuvolosità pomeridiana.

Raggiungiamo il primo paese, meno pittoresco, ma troviamo un bar gestito da una signora anziana che ci intrattiene con le sue chiacchere. Il giorno successivo la tappa avrà una prima parte molto stradale, ma una volta raggiunto il crinale scendiamo sul versante opposto dove ci accoglie un ambiente decisamente più naturale. Finalmente siamo sulla fiumara più grande, quella di Amendolea. Dopo una lunga discesa su un percorso decisamente più selvaggio la attraversiamo per raggiungere il nostro agriturismo. Qui cambia tutto, la struttura è meravigliosa! Siamo ai margini della fiumara tra piante di bergamotto e ulivi, a circa 200 m sopra la nostra testa svetta il vecchio borgo con il castello. Ma prima ci godiamo un fresco drink di benvenuto al bergamotto e tutto passa. Lasciamo gli zaini e non ci facciamo scappare la salita al Castello che ci regalerà un tramonto bellissimo e un luogo perso nel tempo.

Il giorno successivo abbiamo fatto una delle tappe più belle del trekking. Saliamo per coltivi a volte si perde il sentiero e occorre verificare la traccia sul GPS. Al momento per percorrere questo itinerario è indispensabile avere la traccia perchè spesso il sentiero non è visibile e dovendo passare proprietà e coltivi non è per niente facile orientarsi. Altra cosa da considerare è l'eventuale presenza di cani da protezione e di randagi.

Dopo una lunga salita raggiungiamo il piccolo borgo di Gallicianò. Questo è senza dubbio il luogo che ho più apprezzato. Ci riceve Mimmo l'Artista che ci porta per un tour del paese raccontandoci un pò di storia della cultura greco-calabra. Purtroppo dovendo camminare ancora diversi chilometri dobbiamo ridurre i tempi della visita. Ci aspetta il pranzo tipico su una terrazza molto panoramica.

Con la pancia piena riprendiamo il percorso, sempre su sentiero a volte poco visibile e con qualche piccola difficoltà tecnica. Raggiungiamo la fiumara e dopo averla traversata riprendiamo a salire sul versante opposto. La nostra meta è il piccolo borgo di Bova. Il tempo corre, le ore di luce sono poche. L'ambiente è davvero bello! Facciamo foto, troviamo due Nibbi Reali che ci volano sopra la testa e mentre il sole inizia a calare raggiungiamo finalmente il crinale. Sul crinale insiste una nube scura. Non appena cambiamo versante siamo nella nebbia e dopo circa 15 minuti raggiungiamo il borgo mentre la pioggia arriva decisa e ci ripariamo sotto due balconcini. Fortunatamente dura poco e raggiungiamo il centro del paese dove possiamo ristorarci al bar.

Qui passeremo due giorni. Siamo in tre differenti appartamenti, purtroppo molto decentati nel borgo, per la cena e per la colazione ci dobbiamo sgaloppare dieci minuti di camminata in salita. Per contro Bova è un bel paesino che sta rinascendo. Nel suo centro si trova una locomotiva a vapore come simbolo dell'immigrazione che questi borghi hanno subito causandone lo spopolamento quasi totale.

Il giorno successivo restiamo stanziali a Bova dove saliamo sul Monte Grosso o meglio dire sulla sua anticima. L'escursione parte dai coltivi e raggiunge dei bei boschi di castagno e faggio. La giornata era prevista bella e invece anche qui una veloce pioggia ci ferma sotto una pianta. Dura davvero pochi minuti e poco dopo torna il sole. Raggiungiamo la cima con un bel panorama sulla fiumara ma ci aspettavamo una apertura panoramica in più verso oriente.

Rientrati a Bova altra cena tipica e ci prepariamo per la tappa successiva.

Proseguiamo sempre su strada e poi iniziamo a percorrere dei sentieri più selvaggi, ogni tanto imbrocchiamo la strada sbagliata ma tenendo d'occhio la traccia si ritorna sempre sui passi giusti. La traversata di oggi è breve ma la stanchezza inizia a farsi sentire, in più le temperature sono aumentate e fa caldo.

Raggiungiamo il borgo di Palizzi chiuso dentro una valletta fluviale. Il borgo anche qui è abbandonato per tre quarti e resistono solo poche persone. Siamo ben accolti da Emanuele che assieme alle sue due aiutanti ci preparano una ottima cena. Le sistemazioni sono sempre in case vecchie che piano piano stanno ristrutturando per rendere sempre più accoglienti, ma questo è lo stile di questo tipo di accoglienza.

Il giorno successivo sarà l'ultima tappa! la più lunga circa 22 Km.

Sveglia presto, riusciamo a concordare una colazione anticipata e ci mettiamo subito in cammino. Passato il paese di Palizzi saliamo al piccolo borgo di Pietrapennata, qui in totale abbandono.

Dal borgo si riprendono i sentieri, passiamo dalla Rocca di San Ippolito con la sua singolare forma che assomiglia ad un viso. In realtà il nome Pietrapennata deriva dalle rocce affioranti nella zona simili a delle penne. Giriamo intorno alla rocca e dopo circa un'ora di cammino raggiungiamo una piccola chiesetta bizantina abbandonata. Il luogo è suggestivo e molto verde. Qui probabilmente il terreno rimane umido grazie a qualche falda molto vicina al terreno. L'ora di pranzo è arrivata e decidiamo di raggiungere il bivio per la salita facoltativa alla cima così da fare pausa e decidere se salirla o scendere diretti in paese.

Ci accomodiamo al sole, oggi si sta bene e c'è un leggero vento fresco. Dopo pranzo ci consultiamo e alla fine tre del gruppo decidono per la salita mentre altri due si fermano a riposare. La salita non ha tanto dislivello, circa 270 m, ma ha uno sviluppo di 3 km. Lasciamo gli zaini al bivio e saliamo leggeri. Anche qui il percorso a volte si perde, anche perchè c'è la possibilità di seguire una traccia più diretta non segnata che ci crea qualche problema con la vegetazione alta. Riusciamo comunque a raggiungere la cima dalla quale il panorama è bellissimo. Da qui si domina la vista su tutto il percorso fatto: La Rocca di Pentedattilo, La rocca di Bova, le fiumare e tutta la cosa da Reggio Calabria fino a Locri e Siderno mentre sullo sfondo l'Etna e la Sicilia sono leggermente offuscati dall'umidità.

Scendiamo dallo stesso percorso raggiungiamo il resto del gruppo e scendiamo a Staiti. Qui veniamo accolti da Roberto che dopo una pausa relax al bar e averci mostrato gli alloggi, ci porta al museo delle Icone dove scopriremo qualcosa di più sulla cristianità greco-calabra grazie ai racconti della sindaca del paese che ci consegna gli attestati di partecipazione al trekking. Una ultima cena a base di buoni prodotti e una torta di compleanno arrivata in ritardo e siamo ala fine del nostro giro.

Il giorno successivo ci perderemo per le vie di Reggio Calabria e visiteremo il famoso museo dei Bronzi di Riace, stanchi ma felici di aver fatto un lungo percorso di 102 km tra le montagne dell'Aspromonte.

Grazie a tutti per esserci stati in questa avventura.

QUALCHE FOTO DELL'ESCURSIONE

Alla partenza tra gli ulivi

sentiero inglese calabria percorso

La rocca di Pentedattilo

sentiero inglese la rocca di pentedattilo

Fiumara

Fiumara

Castello di Amendolea

Castello di Amendolea

Il pranzo a Gallicianò

Il pranzo a Gallicianò

Sulla Rocca di Bova, sullo sfondo l'Etna in Sicilia

Sulla Rocca di Bova

La Chiesa di Santa Maria dell'Alìca

Chiesa Santa Maria Alica

La consegna dei diplomini al Museo delle icone di Staiti

Diplomi sentiero inglese

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
  Via Monte Rosa 40
20081 ABBIATEGRASSO (MI)

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