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Quattro passi al Gradiccioli

Una lunga escursione tra boschi, creste, gruppone e birretta

Il Monte Gradiccioli è una panoramica cima posta lungo la famosa traversata Lema Tamaro. E' a mio giudizio la più panoramica e scenografica perchè trovandosi quasi nel mezzo della traversata offre una bella visione d'insieme del percorso e il panorama non è disturbato da antenne, funivie, strade, edifici ecc... che invece i più conosciuti Lema e Tamaro hanno.

La giornata era prevista buona con nuvolosità cumuliforme nel pomeriggio ma una volta giunti sul posto l'aria umida dei laghi che circondano questa cima ha fatto arrivare il grigiume nuvolaglioso intorno alla cresta e alla cima.

Il gruppo è bello assortito oggi, chiaccherone e spiritoso, in più abbiamo qualche viso nuovo, meno nuovo, saltuario, statutario, autorevole. Poi c'è la guida che in questo fine settimana aveva l'allergia alle stelle, da non confondere con l'allegria che è decisamente meglio.

Partiamo a camminare e zittisco subito gli animi del: "ma non potevamo parcheggiare lì, là, su, giù!" Siamo qui a camminare... poi in svizzera se parcheggi fuori dagli schemi, rischi la fustigazione in dogana! però in effetti l'asfalto non piace neanche a me, ma ci tocca! 

Percorriamo i bei boschi di faggio con colori brillanti, la cresta ogni tanto la vediamo annebbiata dalle nubi. Ma cerco di tenere su il morale della truppa dicendo che una volta in cima ... magari... le nubi si diradano un pochino. Ovviamente pensate che mi credano?! Ovviamente no!

L'andatura è costante e non sento tanti sbuffi oltre i soliti dati dalla pendenza. Usciamo in campo aperto e la cima è coperta, ma la parte ripida della cresta si vede eccome... siamo solo a metà!

Saliamo prendendo qualche breve pausa e tenendo un passo abbastanza regolare, raggiungiamo lo strappone ripido e qui gli sbuffi aumentano, ma tranqulli che i cima spiana!

In questo tratto la fisarmonica del gruppo si allunga, ma non troppo. Arriviamo in prossimità della cima e l'aria si alza un pochino, dalla versione maniche corte passiamo alla giacca a vento. Ma come promesso una volta in cima ecco la provvidenziale apertura. Si apre il dibattito del: "mangiamo qui o mangiamo giù al rifugetto?" E' da poco scoccato il mezzodì e a scendere al rifugetto ci vorranno al massimo 40 minuti. Li oltre ad un riparo troviamo generi di conforto tra i quali una fresca birretta. Quindi propongo lo sgranocchio in cima che si sta bene ora, ma se fra 5 minuti arriva la nube fantozziana della pausa pranzo dobbiamo mettere via pizze, pizzette, focacce, banane, lamponi e come Gianni Morandi alla maratona di New York dobbiamo scappare via con il trancio di pizza tra i denti.

Scendiamo dalla cresta opposta, più gentile e sinuosa, incrociamo qualche escursionista che arriva dal versante italiano e scendiamo diretti al piccolo rifugio.

Il rifugetto è molto spartano ma come da tradizione svizzera trovi snack e bibite che si possono prendere dietro pagamento e depositando i soldi dentro una cassettina. In pratica vanno totalmente sulla fiducia del senso civico delle persone. Questo fa davvero piacere e sembra che il mondo sia ancora pieno di gente onesta.

Noi ci serviamo e ci godiamo il momento, tra chiacchere, racconti, risate e foto.

Poi di nuovo giù per prendere una strada sterrata che ci riporta in paese dopo un lungo giro ad anello. Bravi tutti!

QUALCHE FOTO DELL'ESCURSIONE

La bella cresta in discesa e le timide aperture

Gradiccioli cresta discesa

Il gruppo in cima

Monte Gradiccioli

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