Quattro giorni sull'Altopiano
In questo ponte del due giugno siamo stati nella bellissima Asiago con il suo meraviglioso altopiano. Il meteo per questo ponte era molto incerto: non erano previste perturbazioni ma instabilità specie pomeridiana serale. In particolare le giornate brutte sarebbero le ultime due... ma procediamo per ordine.
Il viaggio di andata è come ormai da tradizione di ogni ponte festivo funestato dal traffico. Code, autogrill presi d'assalto e difficoltà a trovare un posto per fermarsi a fare una pausa dal viaggio. Troveremo posto solo nei pressi di Vicenza!
Il gruppo di oggi è eterogeneo ma abbastanza compatto e riusciremo sempre a salire con i giusti tempi per goderci le meraviglie di questo posto.
Arriviamo ad Asiago con un bel ritardo e viste le previsioni e la bella giornata garantita per il primo giorno, decido di invertire le uscite facendo quella più panoramica ma più lunga. Non abbiamo nessun viaggio di rientro e possiamo permetterci di scendere più tardi. Saliamo in cima al Monte Ortigara con la sua storia di battaglie infinite che non hanno portato a niente se non quello delle tantissime perdite di vite umane. Il panorama da questa cima è bellissimo, oggi si vedono le Pale di San Martino, il Lagorai, il Brenta e in parte l'Adamello e sullo sfondo lo Stelvio e le dolomiti di Fassa. Dopo una buona pausa scendiamo e completiamo il giro ad anello tra queste splendide montagne e i suoi meravigliosi boschi fino all'auto. Così possiamo rientrare in hotel e sistemarci per i prossimi quattro giorni.
Saremo per quattro giorni ospiti in un grazioso hotel in centro ad Asiago, con le camere decisamente confortevoli.
Il giorno a seguire le previsioni sono ancora buone ma con la possibilità di qualche isolato temporale. La meta è il Monte Portule con la sua lunga e panoramicissima cresta. Anche in questa giornata il cielo è azzurro e la mattina promette bene. Raggiungiamo la partenza dell'escursione nei pressi di una malga e poi via verso i bellissimi prati contornati dagli abeti. Saliamo la prima cimetta la Punta Larici e il panorama inizia a mostrarsi. Da qui in poi saremo sempre sul filo di cresta tra Veneto e Trentino. Ci portiamo con qualche sali scendi sul fil di cresta del Portule e mano a mano che ci spostiamo vediamo sempre più ampio il panorama. Saliamo una seconda elevazione e ci portiamo sul pendio finale. Lo strappone finale per la cima è decisamente ripido, ma con calma arriviamo tutti e il panorama si apre in un tripudio di cime verso nord. Dal Portule il panorama è pressochè totale: dal Pasubio e Carega, al Monte Baldo, ai laghi di Caldonazzo e Levico, poi più su l'Adamello con il ghiacciaio, il Brenta, Lagorai, Pale di San Martino e più in fondo quasi a fare da sfondo sfocato la Val di Zoldo. Le nubi iniziano a "montare a panna scura", l'instabilità annunciata si sta palesando. Decido di non pranzare in cima anche se il luogo invita a farlo, ma di percorrere una buona parte della cresta fino a raggiungere l'altra cima dalla quale poi inizia la discesa. Questo perchè nel caso arrivi qualche piccolo temporale siamo già in discesa verso luoghi molto meno pericolosi.
Tra chiacchere e qualche storiella pranziamo e non appena l'aria inizia ad incalzare e le nubi scure da nord ad arrivare scendiamo verso la lunga strada sterrata che ci riporta alle auto. Scesi alla bocchetta prendiamo appunto la strada e qualche colpo di tuono si fa sentire in lontananza. Sopra di noi il cielo è ancora azzurro ma intorno è tutto grigio. Resterà così fino a quando arriveremo alla malga dove ci godiamo il terzo tempo. Peccato che i gestori del locale ci fanno intendere che sono in chiusura... alle 15.00! Va beh il tempo di salire in macchina ed ecco l'annunciato acquazzone che durerà circa dieci minuti.
Altro giorno altra escursione. In questa giornata recuperiamo quella non fatta il primo giorno. Il meteo inizia a cambiare ma le previsioni da terribili sono passate a: mattino sole, pomeriggio temporali. Così dopo che siamo partiti il cielo diventa ancora azzurro e saliamo tranquilli. Percorriamo un bel sentiero nel bosco che ci porta dapprima all'ingresso di un "abisso" una grotta carsica profonda circa 400m tra cunicoli, salti verticali e "stanze". Poi riprendiamo a salire e raggiungiamo così il forte Verena dove è stato sparato il primo colpo di cannone che annunciò l'ingresso dell'Italia alla prima Guerra Mondiale. La cima è raggiunta da una seggiovia e in cima oltre al forte c'è un rifugio. Sicuramente ci sono posti migliori ma il panorama è comunque molto bello. Mangiamo ai tavoli al sole ma dopo poco dei bei nuvoloni scuri arrivano da est. Meglio scendere! Scendiamo lungo la pista sull'erba che risulta meglio della strada sterrata e arriviamo al rifugio sottostante appena dopo pranzo. Ci beviamo qualcosa ma è presto per rientrare e il tempo pare sia decisamente migliorato. Allora invento sul momento un piccolo giro ad anello in una zona molto carina dell'Altipiano dove ci godiamo i prati e i panorami. Davvero una piacevole passeggiata.
Rientro in hotel e relax, per qualcuno c'è anche il tempo di godersi qualche tempo nel centro benessere!
L'ultimo giorno le previsioni sono peggiorate, è prevista una perturbazione ma che sarà attiva solo dal pomeriggio quindi sembra che riusciamo a fare anche l'ultima giornata.
Alla partenza il cielo è decisamente grigio con nuvole basse, poi dopo colazione le nubi si alzano ma resta sempre nuvoloso. Raggiungiamo la partenza dell'escursione dopo una lunga strada sterrata ma facilmente percorribile. Oggi passeremo alla così detta città di roccia con la sua formazione calcarea particolare data dall'erosione. Il tempo tiene è solo decisamente più fresco e partiamo belli imbottiti.
Saliamo dolcemente verso il lungo traverso sotto il monte Fior dove si trovano queste splendide formazioni rocciose: le ammiriamo e le scopriamo. Il sentiero è costellato di rocce e sassi rossi ricchi in fossili. Raggiungiamo una bocchetta e nonostante le nubi verso sud il panorama è ancora ampio e visibile e si intravede la costa di Venezia... occorre aguzzare bene la vista ma siamo sicuri che era la costa. Percorriamo l'ampia dorsale del monte tra le trincee di guerra e raggiungiamo la cima. Brevissima pausa perchè fa freddo e il venticello non permette una pausa lunga. Scendiamo verso una seconda elevazione più bassa dove si trovano altre trincee questa volta camminabili. Una veloce visita e scendiamo alle auto nell'ora di pranzo.
Pausa bar e viaggio di rientro con qualche rallentamento ma tutto sommato alle 17.30 eravamo a Milano!
Tutto molto relax!
Grazie a tutti per esserci stati.
QUALCHE FOTO DELL'ESCURSIONE
Sulla cresta verso il Portule

Le bellissime praterie in fiore dell'Altopiano

Il gruppo in cima al Portule



