VIA DEGLI DEI DEL FANGO!
Da Bologna a Firenze con un gruppo super
Riassumere in un solo articolo cinque meravigliosi giorni di trekking è piuttosto difficile! Ma per non annoiarti con un lungo racconto ti dico che il gruppo era composto da: il trio medusa, le sorelle diverse, il Re Giorgio, la non allenata che invece era allenata, la fotografa campano-bolognese esperta di zaini e cammini, la guida con consorte.
Abbiamo avuto 5 giorni di cammino per 4 cene da urlo dove l’ospitalità non ha eguali in Italia, mi spiace dire ma: ospitalità dell’appennino tosco-emiliano vs ospitalità altoatesina 2 – 0, vinta senza tempi supplementari! Poi c’era il fango, perché l’Appennino è tipico per gli itinerari melmosi, ma noi abbiamo avuto anche la fortuna di avere delle belle giornate che un pochino, ma proprio poco, lo ha asciugato. Ma poi abbiamo… va beh troppe cose belle, meglio riepilogare con qualche foto e brevi commenti.
Intro!
Quando poco prima di Natale ho fatto la via degli dei come sopralluogo da solo in inverno e con la neve ho cercato di avere un mezzo sempre a portata di mano per poter tornare sui mei passi. Quindi ho percorso la via a pezzi correndo in modalità trail su e giù di corsa per crinali gelati, poca visibilità e tanta fretta. Non ho potuto percecepire quello che si prova a farla per intero e con un gruppo meraviglioso come quello di questo giro. Cosa ti rimane dopo averlo fatto? te lo dico alla fine.
Giorno 1 lasciamo la città!
Arrivo a Bologna foto di gruppo sotto lo sguardo austero del Nettuno che è stata per così dire confusa dalla folla di persone accorse per le celebrazioni del 25 aprile. Ma noi ci siamo messi nell’angolo giusto… notare come siamo lindi e puliti

Poi si parte diretti a San Luca attraversando la confusione cittadina e raggiungendo il santuario in breve… eh si troppo breve, la guida che soffre il mal di città voleva togliersela dalle scatole subito ma forse meglio rallentare, di chilometri da macinare ne abbiamo ancora oltre cento!

Poi abbiamo il fiume Reno con la sua palta infinita, ma il morale è alto

Infine eccoci alla salita verso Brento che in breve, o quasi, superiamo e siamo pronti per la cena. Ma il nostro B&B è piuttosto in alto e la trattoria piuttosto in basso! meglio un passaggio in jeep!

Se la jeep era divertente, la cena è abbondante e anche se siamo in Emilia, andiamo di fiorentina

Giorno 2, la cima più bella!
Eh sì, il Monte Adone pur essendo la più bassa delle cime, è però la più bella: rocciosa, interessante e panoramica. La mattina parte quindi bene

Qui è d'obbligo una bella foto di gruppo

Ora ci tocca una bella discesa! "dai che arriviamo sotto Brento e abbiamo un pullman che ci risparmia i 5 Km di asfalto noioso e anche un pizzico pericoloso". Così allegri e baldanzosi raggiungiamo la fermata dell'autobus, pregustando un buon caffè di mezza mattina in quel di Monzuno! Attendiamo i nostri 15 minuti ed ecco arrivare il bus, piccolo piccolo e pieno pieno. Morale 5 km a piedi, è la dura vita del viandante! Non ci scoraggiamo e camminando come delle formichine tutti in fila, sfiliamo per la strada provinciale mentre consulto le mappe per cercare di fare il percorso più breve possibile, visto che le varianti escursionistiche ci allungano di molto il percorso.
Ma a Monzuno ci arriviamo giusti per il pranzo mentre veniamo accolti festosi!

Con la pancia piena si ragiona meglio e si cammina più lentamente, ma prima facciamoci un giro mistico

Poi sali di qui, sali di là, qualche goccia di pioggia scappa, ma niente di importante e raggiungiamo il famoso Monte Galletto con le sue pale eoliche che segnano la parte finale di questa tappa collinare, bella e panoramica ma il bello quello vero arriverà con i giorni successivi. Io però mi soffermo a fotografare qualcosa di meglio delle pale eoliche

A Madonna dei Fornelli ci ospita Elisa, la mitica proprietaria dei Romani. Un posto fantastico, semplice, che sa di albergo di un tempo ma la sua passione, la sua buona cucina e la simpatia ci rendono la serata divertente e spensierata, ma sopratutto abbiamo mangiato le tagliatelle più buone dell'Emilia!

Segue una birra in compagnia visto che siamo nella metropoli dell'appennino bolognese!
Giorno 3 - Il bosco che avanza e la Toscana
Altro giorno altro regalo! Una mattinata frizzante, anzi fredda, ma con un cielo da urlo! Mentre lasciamo alle spalle Madonna dei Fornelli il panorama si fa largo, ma talmente largo da riuscire a scorgere a distanza le Alpi Orobie e le Dolomiti. Difficile da fotografare vista la distanza, ma il cielo è stupendo e il gruppo oggi ha il morale alle stelle mentre il tasso alcolemico e i grassi animali ribollono nei nostri stomaci, goduti e compiaciuti per le cene!
Qui la collina lascia il posto alla montagna

In montagna varchiamo il confine tra Emilia e Toscana, siamo quasi a metà trekking, la felicità è massima e qualcuno salta la riga immaginaria di due lati della nostra bella Italia

In Toscana ci troviamo dritti dritti sull'antica Flaminia Militare, una strada Romana che ha compiuto ormai i suoi oltre 2000 anni ed è ancora li un po' coperta di terra è un po' smontata dalla modernità, mentre chissà come mai ai giorni nostri i ponti crollano dopo cinquant'anni!

Raggiungiamo la metà esatta del trekking, ci vuole una bella pausa e che spettacolo di posto

Contempliamo la bellezza respirando l'aria toscana dove la parlata è ancora emiliana

Anche oggi, la giornata volge al termine e prima di raggiungere il nostro confortevole camping facciamo una visita al cimitero germanico al Passo della Futa

Terza sera terzo cenone, se i primi due giorni era Natale, qui sembra Capodanno! Il gruppo si è amalgamato bene, si parte con gli spriz e si finisce con il vino e le foto delle carte di identità. Beh quando vedo le persone che partecipano ad un trekking diventare amici, penso di aver raggiunto una missione: il vero social network è quello del camminare, stare all'aria aperta, parlare guardandosi negli occhi e salutarsi con un abbraccio commosso alla fine. Intanto la terza cena

Giorno 4 - La quasi pioggia il passaggio provvidenziale!
Il risveglio è nebbioso con qualche goccia che già scappa. Il morale del gruppo è bassino e lo si percepisce nelle prime ore di cammino con lunghi silenzi e facce annoiate. Cerco di sdrammatizzare con l'atmosfera del bosco fatato con cappuccetto rosso, il lupo cattivo e la pubblicità della Brondi!

Meno male che qualcuno ogni tanto esce dagli schemi

La salita alla cima del Monte Gazzaro la evitiamo viste le condizioni del percorso molto scivoloso, optiamo per la via più facile anche se più lunga. Intanto cammina cammina che il sole inizia a fare la sua comparsa e le facce da piva si trasformano in sorrisi

Al passo dell'Osteria Bruciata si racconta la leggenda che narra di osti piuttosto cannibali che vista la carenza di viandanti preferiscono cucinarseli per cena, così i poveri viandanti del giorno dopo, vengono prima spennati dei loro averi e poi dati in pasto ai prossimi che verranno. La fine dell'osteria è ovvia! ecco perchè si chiama Bruciata! Sarà vero? non si sa, noi scendiamo più a valle che c'è ne una più buona e con gente simpatica! Intanto che piove noi ci rinfocilliamo all'asciutto e attendiamo Jacopo il nostro Oste di Tagliaferro che ci da un passaggio per evitare la pioggia. Ma qui gli escursionisti puri e crudi pretendono di camminare: Il passaggio non lo vogliamo! La guida che fà? cammina!
Beh veniamo premiati con un bel temporale proprio in quel del Trebbio dove troviamo riparo sotto un bel portico. Però dopo la tempesta, la quiete

Altro cenone, ma stavolta siamo in una tenuta di caccia, ogni sera un posto diverso, con una esperienza diversa! La tavolata sembra quella di un castello, il vino prodotto dal padre di Jacopo, l'olio pure, il cinghiale cacciato nella loro riserva... vi lascio immaginare la cena. Ottima? di più!

Il tasso alcolemico è alto, si confonde il cinghiale con il coniglio e nel frattempo viene eletto Re Giorgio che con poche parole riesce a fare divertire una truppa di camminatori sgangherati. L'ora è tarda e la sveglia è presto dietro l'angolo... meglio andare a dormire.
Ma che dormire! ho un cinghiale che mi gira nello stomaco, forse ho esagerato un tantino, ma era troppo buono!
Giorno 5 - Firenze!
Si parte presto, oggi abbiamo una bella salitona, anzi due! La prima ci porta sulle alture del Monte Senario dove un piccolo capriolo ci da il "buona fortuna", come se volesse salutarci e ringraziarci per aver camminato nella sua terra.

Al Monte Senario non si capisce se vuole piovere o meno, ma un cartello ci rincuora!

Il Santuario è un luogo silenzioso, ma ci offre la prima vista su Firenze emozionandoci! la meta è ormai a portata di piede, arriveremo per l'orario stabilito?
Intanto noi ci facciamo una veloce visita all'interno e poi ci rimettiamo in cammino nel bel bosco di abeti del Monte Senario

Si scende, di un bel pezzo e raggiungiamo i confini di Fiesole

Ora tocca risalire al Poggio Pratone che visto da lontano sembra vicino, ma non lo è affatto!
La salita è dura, perchè la stanchezza di cinque giorni si fa sentire e la voglia di arrivare è tanta, ma nel frattempo se ci guardiamo alle spalle vediamo l'ormai minuscolo Monte Senario lontano lontano!

Poggio Pratone ci accoglie con un bel sole e noi ne aprifittiamo per una sosta pranzo mentre alle nostre spalle Firenze luccica con il suo inconfondibile cupolone!
Finalmente discesa, finalmente Fiesole

Finalmente Firenze

Trekking concluso

Finale!
Tra la folla fiorentina e quella dei turisti corriamo verso la stazione e saliamo sul Frecciarossa, un treno che tra Firenze e Bologna raggiunge i 250 Km/h percorrendo i circa 90 Km di linea ferroviaria in poco più di 35 minuti. Nemmeno il tempo di fare due chiacchiere e una telefonata e ci troviamo già in Emilia e tra un tunnel e l'altro del treno scorgo un piccolo pezzo di Appennino. Cosa penso? il treno non ha emozioni, noi in cinque giorni abbiamo avuto emozioni, vita, abbiamo incrociato persone, stretto mani, mangiato, bevuto... abbiamo conosciuto un territorio che solo viaggiando a piedi e ad un ritmo umano puoi scoprire e apprezzare assieme alla tanta umanità che abbiamo dato e ricevuto!
Complimenti a tutti, siete stati mitici ma soprattutto avete completato un bel trekking che spero vi ricorderete



