GLI INTREPIDI DELLA CAPANNA MARGHERITA
Fine settimana alpinistico nella classica bolgia del Monte Rosa
La Capanna Margherita posta sulla Punta Gnifetti a 4554 m è una delle cime più alte del gruppo del Monte Rosa che si raggiungono senza grosse difficoltà tecniche, ci vuole solo allenamento e non soffrire la quota... ma quello lo scopri solo andandoci!
Così un gruppetto di intrepidi aspiranti alpinisti si ritrova in quel di Alagna Valsesia per salire su questa prestigiosa cima. In questi casi, il prestigioso diventa ambito che si traduce in tanta gente che vuole salire.
Gruppo misto, stavolta in maggioranza maschile con una folta delegazione novarese, una delegazione milanese, una alessandrina e una delegazione parmense!
A questo giro il racconto è condiviso dal sottoscritto fino ad un certo punto, poi è tutta storia alpinistica del buon Mauro che ha condotto il gruppetto di aspiranti alpinisti sulla vetta. Ma andiamo per ordine, per prima cosa le previsioni! le dannate previsioni che se le segui attentamente capisci che ci sono buone speranze, ma le solite iconine del sole, con la nuvoletta e due gocce di pioggia fanno subito pensare al peggio. Beh il peggio lo abbiamo vissuto per circa 10 minuti e a 15 minuti dal primo rifugio con una grandinata e una piccola bufera di vento che ci ha fatto fermare per qualche minuto al riparo lungo il sentiero. Per fortuna tra giacche a vento, caschetti e cappucci vari le uniche a soffrire un pochino sono state le punte delle orecchie! Il momento della grandinata è stata immortalata con un video del provetto alpinista dell'alto novarese che ringrazio.

Ma anche qui la fortuna bacia i belli e dopo poco passa tutto e riusciamo a raggiungere il nostro caldo e accogliente rifugio dopo aver salito la facile ma per qualcuno spaventosa via attrezzata che porta alle scale del rifugio. Queste tratto in realtà e evitabile prendendola larga dal ghiacciaio. Qui ci siamo divisi tra chi voleva la via più lunga e tranquilla e chi invece voleva la via più breve e tecnica.
Rifugio caro ma sufficentemente accogliente, cena ottima e abbondante, tanto che c'era qualcuno tra noi che ha fatto anche il tris del bis, chissà poi dove mette tutta quella roba visto che è magro come un chiodo... mi ricorda qualcuno di mia conoscenza!

Ore 4.00 driiin, ma ho sbagliato la sveglia? ma dove sono? ma la spiaggia? Ah no siamo a 3600 m e dobbiamo salire sul ghiacciaio, mannaggia alla notte insonne in rifugio!
Pronti o quasi, visto che i provetti alpinisti avevano qualche riflesso rallentato, ma alla fine eccoci sul ghiacciaio

Ah ma le previsioni? beh il risveglio o quello che sembra esserlo, è stato con una bellissima stellata! però sapevamo che il pomeriggio sarebbe stato temporalesco, quindi meglio muoversi.
Però si dice che il mattino ha l'oro in bocca

Le cordate partono, risaliamo il ghiacciaio ma ahimè qualcuno inizia ad accusare qualche affaticamento, la quota gioca brutti scherzi. Si rallenta ma il tempo passa, meglio fare un cambio posizioni e formare la squadra diversamente. Così con un barbatrucco magicamente la cordata si ricompone senza staccarsi dalla corda o quasi, miracoli dell'ingegneria alpinistica avanzata!
Così facendo la giornata si è salvata per tutti: Chi la quota gli ha giocato lo scherzetto ha comunque raggiunto la ragguardevole cifra dei 4246 m del colle del Lys, mentre il resto della ciurma raggiunge la Punta Gnifetti, dove anche qui la quota ha messo a dura prova lo stomaco, le meningi e le gambe di qualcuno.

In cima vento, nebbia verso la pianura e sereno verso le alpi, panorama a tre quarti, qualche foto e via giù rapidi, sia per non soffrire troppo la quota e sia perchè il meteo e meglio non sottovalutarlo a certe altezze!

Comunque tutti soddisfatti, cima o colle raggiunti, sorrisi, un po' di attesa alla funiva per il sottoscritto ma tutto sommato un bel fine settimana. Foto di gruppo assente perchè mancando il fotografo ufficiale, devo recuperare un po' di foto a destra e a manca ma possiamo dire che ci siamo stati!
E il meteo? i temporali? mah da noi nulla di tutto ciò, tanto fumo e niente arrosto, però mai sottovalutare e la prudenza si sa non è mai troppa, è il finale non poteva essere che tutto valsesiano con birra e miacce!



