TIRES, CATINACCIO, SIUSI, PERSONAGGI FAMOSI, URBINI, PALE EOLICHE E DI ELICOTTERI E PALLE DI CANEDERLI
Un trekking stanziale tra grasse risate, meteo fortunato e tanta bellezza
Capisco il titolo particolarmente complesso e articolato, ma chi ha vissuto questa quattro giorni ben sa di cosa stiamo parlando! Un trekking fortunato sotto tanti punti di vista, con un finale che poteva andare meglio, ma anche peggio e quindi si guarda sempre il bicchiere mezzo pieno. Comunque sia è stato un gran bel fine settimana lungo, con un gruppo molto affiatato che ha saputo far davvero gruppo ma ultimo e direi anche molto importante il meteo che è stato ben oltre le aspettative con giornate belle, freddine ma con ottima visibilità per gran parte del tempo.
Ma come sempre andiamo per ordine!
Il Venerdì partiamo da una Milano che sembra Katmandhu durante uno dei più terribili eventi monsonico-alluvionali. Il tempo di percorrenza Molino Dorino - Casello di Agrate è stato di 2 h il che ha trasformato un viaggio di circa 3 h 15 minuti in una odissea di oltre 5 ore! Ma signore e signori questo è il 2020 un anno pieno di eventi sfortunati. Non oso immaginare a capodanno quando ci lasceremo alle spalle questo anno!
Intanto dopo un roccambolesco viaggio siamo all'Alpe di Siusi, dove scendendo dalla funivia mi ritrovo completamente in stato confusionale, stordito, frastornato e necessito di un caffè per iniziare. Dopo aver gradualmente preso coscenza di dove sono iniziamo subito a camminare. Il cielo è grigio ma sembra che non voglia fare cose terribili, ogni tanto scappa qualche rara goccia di pioggia.
Così abbiamo prima il Sasso Piatto che ci saluta

Poi la nebbia della valpadana in vacanza

Ma tra una salita e l'altra siamo al passo ai piedi dei Denti di Terrarossa

Ma il rifugio? dai ora un bel traverso discendente e ci siamo, così dopo poco più di 10 minuti eccolo!

Ora il compito è trovare la sistemazione ideale per tutti così tra un trasloco, una rimescolanza e un gioco delle coppie siamo in linea. Ora possiamo rilassarci prima di cena... a propositò a che ora è la cena? Alle 18.00! Eh si qui si usa l'orario del centro anziani!
Ma scusa se si mangia alle 18.00 dopo cena cosa facciamo per tirare l'ora del sonno? Ecco che qui ci spremiamo le meningi e visto che tutti i giochi da tavolo sono in lingua tedesca ci inventiamo o meglio riscopriamo il gioco delle parole. Così scopriamo che esiste un Papa Urbino che è sindaco di Urbano e il guerriero va te la pesca chi si ricorda più. Ma abbiamo anche la dama che è uno sport come la Lap Dance e da qui in poi ci sono le censure. Insomma le serate si prevedono divertenti, ma il giorno successivo ci aspetta una bella e lunga cavalcata dolomitica quindi meglio andare in branda.
Svegliaaaa, sole pieno, cielo azzurro, ohhh oggi si va in giro in maniche corte! Esco per assaggiare l'aria e cambio subito idea, altro che pantaloncini e maglietta, qui ci vuole cappello e guanti!
Così dopo l'abbondante colazione e il solito panino arrotolato nel tovagliolo per il pranzo siamo pronti per la nostra lunga escursione, dove già il primo tratto ci fa capire subito il mood della giornata

Ma il gruppo oggi risponde abbastanza bene, raggiungiamo i piani alti ed entriamo nel cuore di questo complesso dolomitico. Siamo tra il Catinaccio, il Catinaccio di Antermoia, il Molignon e le Torri del Vajolet. Il Passo di Molignon ci introduce in questo cuore di roccia impressionante. Come è impressionante la risalita che ci attende per il Passo Principe, dopo aver ovviamente disceso il primo passo!
Intanto che scendiamo il ripido sentiero detritico, che comunque risulta abbastanza agevole, il mio sguardo cade sul lungo traverso con tanto di nevaio che visto da qui sembra piuttosto ripido ed ostico. Cerco di capire se lo posso evitare, sembra davvero ripido e tutti e 13 non li vedo bene su quel traverso. Più sotto c'è un sentiero che evita il nevaio e pare che si possa salire da li.

Mentre scendiamo noto però che diversi escursionisti passano sul nevaio, ma non solo con le persone sopra e scendendo di quota si inizia a capire che il traverso tanto ripido non è e soprattutto che il nevaio ha una bella e ben marcata traccia. Mi tranquillizzo e per sicurezza vado in avanscoperta. Ebbene il traverso è sicuro!
Siccome la prudenza non è mai troppa, divido i miei escursionisti in maniera strategica così in caso di necessità riusciamo ad attuare una piccola catena di aiuto. Tutti quanti passano con molta tranquillità e piede sicuro, bravissimi.

Ora uno strappetto bello deciso ed eccoci al Passo Principe dove la visione del Catinaccio e del Vajolet si apre davanti a noi. Senza farlo apposta siamo al primo rifugio della giornata nel momento esatto della pausa caffè del mattino, quindi perchè non aprofittare di una pausa?

Dopo le foto di rito e qualche battuta con il simpatico gestore del rifugio, riprendiamo il nostro lungo viaggio dolomitico. Ora è la volta del Passo di Antermoia! Qui si risale ancora un po' faticosamente tra le rocce e ai piedi della vertiginosa parete dell'Antermoia. A quota raggiunta ora un bel traverso e qualcuno si appresta ad una salita "Messneristica"

Ora abbiamo una bella discesa detritica tra tedesche in difficoltà e i miei super escursionisti che se la cavano alla grande e poi il bel pianoro che ci porta al Lago di Antermoia

Oggi i tempi sono rispettati come un treno svizzero. L'arrivo al Rifugio Antermia corrisponde alla pausa pranzo! allora meglio tuffarsi nella bolgia del rifugio, con le dovute distanze, per un rinfrescante skiwasser e per qualcuno anche una fetta di strudel gigante! Siamo milanesi allora vogliamo il tavolino super con vista panoramica taaaac!

I camerieri del rifugio sono la perfezione del servizio: veloci, tranquilli e gentili. Nonostante la confusione le bevande e le torte sono arrivati in tempi record. Potere dell'organizzazione altoatesina perfetta!
La pausa ce la prendiamo lunga, d'altronde se il giro è lungo... Oggi non si deve guidare al rientro e al rifugio troviamo la cena pronta, quindi che fretta c'è? nessuna.
A fatica ci alziamo dalle comode sedie del rifugio e ci incamminiamo, con una brevissima risalita siamo al passo, il quarto della giornata, ora una lunga discesa in Val Duron dove facciamo un incontro viperoso.

Ora la parte difficile di tutta la giornata, la faticosa e forse un pizzico noiosa salita al nostro rifugio, ma il paesaggio è sempre da urlo!

Finalmente rifugio e finalmente doccia calda, ma solo per tre minuti! Cena giochi, giochini, dolcetto, scherzetto, cicchettino e tutti a nanna domani ci attende un'altra meraviglia.
Vogliamo parlare del Sasso Piatto? Vista la faticaccia di ieri oggi ci concediamo un giro con poco dislivello ma con qualche chilometro. Percorso dolce e facile senza gradoni, quindi piacevole e rilassante, così riposiamo anche le ginocchia ancora fumanti da ieri, se ci aggiungiamo che la giornata è partita con il cielo grigio ed è arrivata con il cielo azzurro, direi che siamo più che contenti. Il racconto della giornata è breve ma un paio di foto valgono la giornata.
Sua maestà il Sasso Piatto.

Denti di terrarossa e Alpe di Tires con gruppo in sosta.

Rientro in rifugio per la "maledetta" strada e poi via con i bagordi serali tra cene, cicchetti e giochi.
Ultima giornata ultima meraviglia! prima con un alba bellissima.

Poi con diligenza teniamo un passo tranquillo mentre davanti a noi sfilano le cime dolomitiche del gruppo del Catinaccio.

Raggiungiamo il piano alto che più alto non si può e finalmente vediamo l'altopiano dello Scillar purtroppo un po' annebbiato, meno male che la giornata doveva essere più bella di quella precedente.
Con una bella discesa tra pascoli e sassi arriviamo al Rifugio Bolzano, dove Rosita si mette alla porta per contingentare gli accessi al rifugi. Rosita è la simpatica mucca del rifugio assunta per sicurezza!
Giù gli zaini, intanto che siamo caldi saliamo in cima così poi ci possiamo rilassare prima della lunga discesa. Così il manipolo di escursionisti szainati raggiunge l'agognata vetta, mentre altri hanno preferito allungare la pausa.

Ora possiamo rilassarci in chiacchiere prima di scendere, così un bel caffè al rifugio mi fa ritornare in mente un fine settimana passato li diversi anni fa. Segno che gli anni iniziano a passare!
Pronti? via che scendiamo mentre flotte di turisti iniziano ad arrivare al rifugio per la tanto desiderata polenta!
Procediamo in fila indiana, il sentiero largo e tranquillo ci permette un'andatura rilassata, che per qualcuno diventa troppo rilassata, tanto che un nano del Re Laurino gioca un brutto scherzo. Il piccolo nano mette un minuscolo sasso proprio di fronte al piede della malcapitata che con un rovinoso inciampo finisce a terra in malo modo. Casi della vita: affronti itinerari difficili, esposti, ripidi e poi vai a cadere su terreno elementare sembra una beffa, ma l'attività escursionistica comporta dei rischi sia che si fanno cose facili e sia quando si affrontano sentieri vertigginosi. Ovviamente la storia del nano è pura fantasia, ma il sasso non visto ahimè è vero. Morale una spalla lussata e un bel viaggetto in elicottero nella calda Bolzano. Magra consolazione: poteva andare peggio. Ora uno stop forzato di un mesetto per la malcapitata! ma tranquilli che sarà un rimando a settembre!
Un po' frastornati per l'accaduto scendiamo per il sentiero che con qualche balza rocciosa e un lungo traverso ci porta verso la malga dove ci attende la doverosa e necessaria pausa per rinfocillarci e bere vista la giornata particolarmente afosa.
Ora si rientra alla funivia con i saluti purtroppo frettolosi tra chi va diretto a casa e chi con il sottoscritto va a farsi un giro nel traffico bolzanino per raggiungere l'ospedale.
Anche se l'epilogo del fine settimana non è stato dei migliori, tra infortuni, preoccupazioni e qualche nevrosi, posso dire che per il resto è stato davvero un gran bel fine settimana, un gran bel gruppo, un gran bel rifugio (che se faceva porzioni leggermente più abbondanti sarebbe stato perfetto) e montagne davvero incantevoli.
Una postilla la somma dei chilometri e del dislivello di 4 giorni è ragguardevole, 50 Km per 2800 m di dislivello! bravi tutti davvero.



