Escursione antropica tra antichi borghi e sentieri
Ogni tanto ci vuole un giro più culturale e meno sportivo e oggi complice anche una giornata poco favorevole per salire su cime e alte montagne ho portato un bel gruppetto a scoprire qualche piccolo angolo nascosto e sconosciuto ai più a pochi passi da Domodossola.
Le previsioni per il fine settimana non solo floride ma ce la fa buona il sabato per buona parte della giornata quindi escursione confermata e data la tranquillità del percorso oggi ce la prenderemo comoda e rilassata. Lungo il viaggio verso Domodossola abbiamo ancora ampi spazi di sereno in alta valle ma dal bacino padano più sud le nubi arrivano insieme a noi.
Veloce colazione alle porte della città e via a camminare, prima passiamo in rassegna del Sacro Monte Calvario con la sua via crucis e la salita lastricata che porta in cima al Colle di Mattarella, che porta il nome del Presidente ma non è quello del presidente! Omonimia? no perchè l'origine del nome è tutt'altra cosa!
Noi intanto ci facciamo un Selfie
Fatta la passeggiata nel parco e tra le corti del santuario imbocchiamo il sentiero che sale dentro a un bel bosco di latifoglie tipico del piano collinare ancora ricco di colori e foglie, tante foglie anche a terra che nascondono il lastricato della mulattiera rendendola degna di attenzione per non scivolare. La mia battuta del giorno: "era meno scivoloso il pratone della scorsa settimana" e chi ha orecchie per intendere in tenda!
Passiamo in rassegna di una piccola frazioncina che passeremo anche al ritorno ma intanto perchè non catturare l'ultimo raggio di sole prima che le nubi padane arrivino a colonizzare le alpi?
Intanto curiosiamo tra cartelli, un po' datati, informazioni e nozioni storiche e poi saliamo ancora per andare a visitare un bellissimo manufatto umano, un attrezzo di alta ingegneria vitivinicola: il torchio! Non è per prendere in giro ma anzi questi attrezzi, enormi e possenti erano un modo per pigiare le uve e ottenere velocemente e fino all'ultima goccia il famoso nettare che qui in Ossola si chiama Prunent.
Dopo la parentesi antropico-culturale riprendiamo di nuovo il sentiero a volte selvaggio e un pochino infrascato poi di nuovo un bel sentiero che con un lungo traverso ci porta ad una terza frazione ma che lasciamo per il ritorno, tanto di qui ci arriveremo ancora per un sentiero differente.
Puntiamo dritti al piccolo mulino, ormai in completo stato di abbandono. E' segnalata persino una cava di pietra ollare (serpentino) ma la vegetazione e il fango ricopre tutto e non è nemmeno facile trovarla. Peccato perchè tempo fa erano ancora visibili le lavorazioni al tornio per ricavarne pentolami. Non basta mettere un cartello, ci vuole anche mantenere e pulire i percorsi.
Riprendiamo il cammino con un bel traverso
ed eccoci finalmente dopo una ventina di minuti alla nostra ultima frazione dove ci accoglie un delizioso agriturismo che oggi troviamo insolitamente affollato il che fa vanificare il desiderio di un buon piatto accompagnato da un calice di vino.
Meglio optare per una pausa pranzo frugale all'aperto lontani dalla confusione di una lunga tavolata oggi la temperatura è mite e si riesce a stare fuori senza battere i denti. Così per deliziare i palati dei golosi estraggo dallo zaino una nutrita confezione di noccioline caramellate per anticipare la birretta a fine escursione.
Il rientro lo facciamo per un sentiero parallelo e alternativo, più diretto anche perchè inizia a scappare qualche goccia di pioggia che ci preclude il giretto urbano tra i vicoli di Domodossola, preferendo il calduccio del bar davanti a una buona birra in compagnia.
Complimenti e grazie a tutti per esserci stati, anche oggi abbiamo sgranchito le gambe, scoperto un luogo nuovo, chiacchierato e come sempre il divertimento non è mancato.


