Vento e neve dura, ma il gruppo è più tosto della neve
Cara neve ti scrivo, per dirti che mi manchi un pò! L'articolo dovrebbe avere questo giusto inizio per descrivere la giornata escursioniostico ciaspolatoria. Ma un escursionista vero va per camminare e non per usare questo o quell'attrezzo oppure per cercare neve o roccia, quindi basta assecondare i capricci della montagna e il gioco è fatto.
Così con un bel gruppetto di escursioniste ed escursionisti ci ritroviamo in quel di Crodo per una buona colazione a suon di brioches sublimi di pasticceria con tanto di cappuccio schiumoso al punto giusto. L'inizio della giornata parte dunque bene e se il cappuccio è buono è sicuramente di buon auspicio.
Raggiungiamo una Riale a metà tra l'autunno e l'inverno, con la pista da fondo funzionante e operativa ma la neve sul versante a sud è praticamente semi scomparsa.
Oggi le ciaspole meglio legarle allo zaino e salire con i ramponi o ramponcini pronti all'uso perchè il sentiero è secco ma qualche lastra ghiacciata la troveremo. Così dopo le dovute raccomandazioni del caso ci incamminiamo lungo il bel pendio che sale verso il Lago del Toggia.
Non facciamo a tempo a fare poco più di cinquanta metri che la poca neve è tutta sul sentiero, quindi onde evitare scivolamenti inutili meglio attrezzarsi a riguardo. Con la quarta marcia ingranata saliamo sicuri e decisi verso il pendio che gode già del sole di fine gennaio che inizia timidamente a scaldare.

La strada un po' noiosa la tagliamo seguendo il sentiero estivo e in un batter d'occhio siamo in quota e qui l'ambiente cambia e ci ritroviamo catapultati da un mezzo autunno ad un mezzo inverno. Finalmente la neve è ben presente anche se dura come il marmo. Riusciamo a salire ancora con i nostri ramponcini, ma non appena raggiungiamo il lago Kastel, troviamo della neve ciaspolabile e quindi via... cambio assetto, ora si mettono le zattere ramponate e finalmente siamo in pista e sulla retta via.

Il gruppetto di oggi risponde bene e regge il passo. Puntiamo all'alpeggio che ci offre un po' di riparo dalle folate di vento che a questa quota sono più fastidiose. Guardo l'orologio e non è nè tardi e nemmeno prestissimo, però si potrebbe.... Proposta indecente al gruppo: "E se andassimo sulla cima? sono solo 40 minuti da qui e comunque qualche nicchia al riparo dal vento la troviamo...." La proposta viene accolta all'unaminità con qualche titubanza che si risolve con un al primo roccione riparato dal vento chi vuole ripararsi e attendere lo può fare. Oggi a parte il vento che non è nemmeno freddo, la giornata è abbastanza gradevole ed una volta trovata una roccia ci si può spaparanzare al sole.
Sali di qui cammina di la eccoci sul pendio finale

Qualcuno getta la spugna mentre il resto sale duro verso la piccola cima e tra folate di vento che qui sono belle cariche e il bel panorama sulla valle siamo sulla cresta ed infine ecco la cima.

Con questo vento è impossibile fermarsi qui a mangiare, quindi foto di rito, foto di vetta e foto al panorama e poi giù verso il caldo roccione alla base della cima che ci offrirà un caldo e confortevole riparo.
Ora possiamo mangiare qualcosa e riposare per riprendere le energie utili alla discesa. Il gruppo di oggi è bello brillante e tra chiacchiere su intimo maschile e manichette del vento improvvisate ci prepariamo per la discesa.
Il vento finalmente cala e ci consente di fare un ritorno più mite e in poco siamo di nuovo sulla strada e sul sentiero che nasconde qualche insidia, quindi meglio seguire la strada e scendere più tranquilli per la consueta birra finale al calduccio.
Grazie a tutti per aver partecipato e complimenti per la simpatia e l'allegria. Alla prossima avventura!



