Una salita da gambe dure con panorami da urlo
Oggi va così poche adesioni, periodo strano? guerra? pandemia? troppe guide in giro? boh chi lo capisce, ci vorrebbe una indagine di mercato. Fatto sta che oggi la giornata ha forse frenato le persone più per il meteo che, come al solito, viene pompato dai media con eccessi quando di fatto gli eccessi non ci sono... Ma si sa anche loro devono guadagnare sui clic dei creduloni, poi leggi l'articolo ed è scritto da un presunto giornalista che scrive con una grammatica italiana peggiore della mia e capisci tutto!
Il micro gruppo sale sulla mia grande auto e ci dirigiamo nella nota pasticceria e panetteria della Val Seriana, dove facciamo colazione a suon di brioches fresche con annesso acquisto di Scarpinocc per la cena! Lo ammetto sono un golosone e buon gustaio ma dai con tutto il correre, camminare e pedalare che faccio qualche strappetto ce lo concediamo!
Ora siamo pronti per la nostra camminata, dove raggiungiamo gli Spiazzi di Gromo deserti, ci siamo solo noi e una spaurata macchina.
Iniziamo la nostra salita tra le solite chiacchiere che ci rompono il fiato, oggi sono strano, a dire il vero più strano del solito! Salgo di buon ritmo e il gruppo segue a ruota. Cavoli ste ragazze ora galoppano bene. Si parla di allenamento, di come migliorare la qualità della camminata ma qui direi che sono promosse.
Intanto il bosco è magico!
Raggiungiamo finalmente le praterie sommitali e lo spettacolo è unico, abbiamo il Pizzo Diavolo di Tenda, timido timido ci appare il Redorta e in bella mostra il Madonnino. Ma abbiamo ancora da sgaloppare prima di vedere la vera protagonista, lei, la Regina!
Ora abbiamo il ripido pendio che ci porta in cresta e lo risaliamo così "dris per dris" non c'è neve e visto che l'erba tiene saliamo belli tosti, intanto un camoscio si affaccia dalla cresta e ci fa la pernacchia, lui si che corre!
Noi invece raggiunta la cresta iniziamo a rallentare, la fatica avanza e il vento inizia a tirare, non è forte ma sufficiente a farci mettere guanti e cappello e cappuccio!
Da ragazze e ragazzo, la cima ormai è vicinissima, un ultimo sforzo! Eh sì peccato che più sali e più si impenna sta salita! Per fortuna che l'ultimo tratto smolla un pochino e siamo tutti in vetta. Ed eccola la Regina delle Orobie, la Presolana. Non è la più alta ma sicuramente una delle cime più eleganti e interessanti della Lombardia!
Qui il vento inizia a farsi sentire, le previsioni quelle serie, annunciavano vento forte a partire dal tardo pomeriggio. Siamo in cima alle 11.45! bravissimi! Va beh che si fa? uno sguardo alla cresta che porta alla cima Benfit, in parte innevata ma sembra buona e pare che dal lato opposto sia pulita... pare!
Così ci armiamo con ramponcini e ramponi, bacchette e con cautela la percorriamo, in queste condizioni non è difficile, in altre è meglio avere una attrezzatura più alpinistica. Alla fine la neve in cresta è sfondosa e marcia, visto che appena sotto sul versante a sud è sgombra da neve decido per fare un lungo traverso. Con i ramponcini e ramponi ai piedi le punte mordono il pendio e ci permette una camminata più sicura.
Risaliamo la parte finale della cresta ed eccoci alla Benfit con il vento che tira ma sopratutto con degli strani nuvoloni neri che incombono tra Presolana e Lago d'Iseo. Mhh non so che dire oggi non annunciavano probabilità di temporali, però le previsioni come dice la parola sono previsioni. Intanto mi affaccio sul versante opposto di cresta e sorpresa! La brece cresta del Benfit più ripida del Timogno è completamente innevata di quella neve schifosa e pucciosa. Direi che non è una buona idea scendere da li!
Dietro font! annuncio, un po' di sconforto si percepisce ma è innegabile che la prudenza non è mai troppa. Poi guarda quei nuvoloni, meglio non fare festa in cresta oggi! Così torniamo sui nostri passi. Anche se la neve è assente parte della cresta è coperta da fanghiglia e consiglio di lasciare i ramponcini così la camminata più sicura e veloce. Ritorniamo sul Timogno, "ancora tu, ma non dovevamo vederci più?!" e poi giù veloci dalla cresta.
La pausa pranzo la spostiamo dalla vetta alla baita sotto la cresta, così se dovesse fare qualche tuonetto siamo al riparo.
Il nuvolone poi decide di andarsene e ci lascia stare, il sole non è mai mancato ma anche il vento! Raggiungiamo la baita all'arrivo delle piste e ci sistemiamo a mangiare al riparo dal vento e in posizione soleggiata. Insomma una goduria perchè il sole è comunque caldo!
Con la pancia piena si ragiona meglio e in questo caso si cammina meglio, dai facciamo un po' di gambe scendiamo dalla pista così ci rinforziamo i quadricipiti e soprattutto siamo sempre al sole che oggi non guasta, ed è meglio dell'ombra del bosco.
Siamo di nuovo a valle ed è anche presto, una birretta finale sui tavoli del bar al sole ci sta alla grande e così sia! Poi rientro a casa dove una seconda tappa per chi voleva acquistare scarpinocc e colombe pasquali.... puoi dire di no?!
Grazie per aver partecipato e per la fiducia, ma soprattutto complimenti per la forma fisica super!


