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trekking emilia da milano

Traverstata escursionistica da Ciapa Liscia a Monte Nero

Domenica sprint, no grazie vado a camminare in montagna oggi! Siamo agli sgoccioli delle partite di calcio ma noi ce ne freghiamo altamente ed eccomi con un bel gruppetto Milano-pavese-piacentinbolognese con il sottoscritto, una guida mezza sicula in quel dell'Appennino Piacentino. Siamo in alta Val Nure in un luogo secondo me stupendo per boschi, panorami e bellezze naturali. Qui l'appennino sa di alpino o forse è l'alpino che sa di appennino? Lasciando perdere i dilemmi Marzulliani dopo una lauta colazione con la brioches alla crema chantilly.... meno male che corro tutti i giorni altrimenti scoppierei.... predisponiamo una intelligente logistica auto che però ammetto poteva essere ancora più intelligente. Va beh dai non sono così perfetto!

Partiamo con un bel sole che ci scalda già le fronti sudazzate, per fortuna che entriamo subito nella faggeta e ci rinfreschiamo. Oggi il menù prevede la Valle Tribolata come antipasto... e che antipasto

Valle tribolata

Siamo in mezzo a guglie rocciose dentro un vallone complesso scavato e solcato da antichi ghiacciai e successivamente frane ed erosioni hanno creato questa valle così tribolata!

Qui è veramente alpino, mentre sullo sfondo svettano il Monte Alfeo, il Lesima e il crinale del Chiappo ed Ebro, mentre più in fondo occhieggia il mare e se ci fosse visibilità avremmo anche le Alpi a fare da contorno.

Intanto risalendo di nuovo la valle nelle splendide faggete le nubi previste per il pomeriggio tendono già a formarsi sopra di noi. Meglio tenerle d'occhio. Per ora sono tranquille.

Intanto la prima cima la raggiungiamo tutti senza big problem. Il groppo rosso è nostro. Il panorama si apre sulla Val d'Aveto e sotto i nostri piedi le pareti verticali scendono dritte nei boschi sottostanti. Altro che appennino dolce e tranquillo.

Il giro è lunghetto, la strada è lunga e le nubi è meglio che cerchiamo di anticiparle. Così tengo un ritmo di giornata più serrato in modo da riuscire a fare tutto.

Raggiungiamo il bel prato cipolla, per il qualche non abbiamo trovato riferimenti di toponomastica. E' curioso capire perchè si chiama così, noi di cipolle non ne vediamo se non il famoso dente della cipolla.

Dente cipolla escursione

Nel tirare il gruppo per scampare le piogge del pomeriggio decido per la pausa alle pendici del Monte Nero, così siamo già sulla via del ritorno e pronti a scappare nel caso sia un peggioramento.

Ci concediamo una buona pausa pranzo con panorama, io mi gusto la buona torta salata alle verdure prese in un negozietto di Ferriere, una delizia!

Ora, visto che di la si vede un bel nuvolone sarei più propenso a una discesa, ma la vedo che c'è anche una aspettativa di raggiungere il Monte Nero vera punta di diamante del giro, con le sue roccette finali che sanno di alpinistico.

Propongo la salita ma con un ritmo più sostenuto, e senza troppi tentennamenti. Diciamo che le difficoltà sono basse ma è meglio non avere troppi tentennamenti per non sforare con i tempi del temporale che in fondo in fondo sembra si stia preparando.

Parto deciso con un esile gruppetto consapevole che potremmo di li a poco invertire la rotta. Fatto sta che appena prima di imboccare l'ultimo canalino che ci porta in vetta si sente borbottare il cielo. Per fortuna siamo praticamente in vetta, quindi dopo aver ragguagliato per risalire il breve ma verticale canalino eccoci in vetta. Foto di rito, click clack... alla fine il panorama migliore è sull'anticima! e poi giù veloci. Lungo il canalino faccio un po' di istruzione, metti il piede li, la mano la... no non qui! e siamo lungo la splendida e selvaggia cresta del Monte Nero.

Monte Nero aveto

Ora non ci resta che percorrerla velocemente e portarci nel fitto bosco lontani da punti esposti. Entriamo nella splendida faggeta, è un vero incanto. Il nuvolone nero è ormai sopra di noi oscurando il bosco. Inizia a sgocciolare siamo a dieci minuti dalla macchina ed ecco il tuono bello dirompete che ci annuncia la lavata di capo. Modalità giacca a vento on e via a scendere.

Ora la logistica complessa per le auto si risolve con un riparo sotto le piante per non bagnarsi eccessiavamente e poi un veloce recupero di tutti gli escursionisti rimasti ad attendere. Come si dice escursione bagnata, escursione fortunata? ecco noi siamo stati fortunati perchè siamo stati in un luogo magnifico.

Finale come sempre davanti a una buona birra.

Grazie a tutti per aver partecipato e complimenti per la compagnia e simpatia, alla prossima avventura

gruppo in cima

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
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