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Escursione al colle nivolet

Una bella cimetta di soddisfazione

Eccoci alla domenica escursionistica milanese e non solo. Oggi a fare questa bellissima escursione in montagna abbiamo un gruppo molto eterogeneo. Dai navigati ed esperti, ai neofiti da quelli che parlano e da quelli taciturni.

In pratica tutti elementi che messi insieme fanno un bel gruppo escursionistico! Ebbene oggi sarà la giornata delle varianti in  corso d'opera, ma quando hai un meteo bello, un dislivello e una distanza contenuti possiamo permetterci delle varianti.

Come Milanesi Imbruttiti ci dirigiamo a mille verso il Nivolet senza pause e senza soste dribblando i soliti autisti della domenica. Riusciamo a raggiungere l'alpe prima della chiusura della strada e ci possiamo finalmente rilassare. Pausa caffè, bagno e foto ricordo al Rifugio Savoia e siamo già sul pezzo!

La salita fino ai piedi del passo è tutta liscia e tranquilla, un po di nubi e afa anche in alta quota disturbano un pizzico il panorama, ma il gioco di luci è comunque gradevole.

Poi si inizia a pompare verso il passo, qui la salita si fa ripida, terreno faticoso, ghiaioso e terroso. E' talmente secco che alziamo la polvere e sembra di stare nel deserto!

Mantengo un passo tranquillo così da far salire tutti.

col rosset

Dopo i vari zig zag eccoci al passo! click clack, ghiacciai, pareti rocciose, cime che parlano francese e patois. Qui siamo molto vicini al confine francese con il Parco della Vanoise.

Che si fa ora? Beh andiamo verso la cima! Qui iniziano le varianti. 

Cima facoltativa, ma fino all'anticima il percorso non è particolarmente difficile. C'è qualche pietrame, un pizzico di esposizione, ma basta dare fiducia e tutto si supera senza grosse difficoltà.

leynir

Così siamo tutti sulla prima anticima, quella facile, per tutti. Poi c'è il passaggio "chiave" della giornata una placca rocciosa appoggiata. C'è chi abbandona subito, c'è chi vorrebbe, c'è chi ci prova. Il sottoscritto non conoscendo tutti porta i più decisi verso la vetta ma mentre percorre la cresta si rende conto che la difficoltà maggiore è solo quel punto "placcoso" il resto della via è facile, forse più facile del precedente.

cresta leynir

Raggiunta la seconda anticima che sentenzio come cima vera e propria ci adagiamo qui per una breve sosta fotografica. Dalle retrovie qualcuno spinge per la cima vera e propria, io cerco di convincere che non cambia nulla perchè la quota è la stessa e perchè da qui il panorama è migliore, ma c'è chi deve mettere la bandierina. Quindi lancio la sfida. Se mi stai dietro ti porto! Beh il ragazzo si difende bene sulla facile cresta a 3200 m così mettiamo il piedino sul triangolino di vetta e facciamo ritorno, mentre il mio sguardo cade sul sentiero che scende nel pianoro sottostante. La parte iniziale sembra bella ghiaiosa ma poi diventa più facile e soprattutto bello come ambiente.

Prendo la decisione finale. Torno alla prima anticima e mi porto dietro anche gli indecisi e i neofiti. I passaggi sono facili e gestibili dal sottoscritto. Così mi porto con me a farmi da chiudifila il frenetico del triangolino di vetta e mi faccio dare una mano con le gentil donzelle e il gentil maschione rimasti alla base.

Con un po' di karma, fiducia e un metti il piede li, cammina in questo modo, fai finta di essere una danzatrice, spalma i piedi qui e li salgono tutti senza problemi. Un pizzico di paura, un frammento di ansia ma quando si arriva in cima la soddisfazione arriva! Questa è la montagna, un pizzico di paura la deve incutere. Ma la paura se gestita bene è anche quella che ti fa fare le cose prudentemente e ti porta le chiappe a casa.

cima leynir

 Nel frattempo il gentil maschietto rimasto alla base, preso dall'euforia anche lui vuole mettere il piedino sul triangolino di vetta e allora parte di nuovo il tour. Qui vedo un individuo completamente diverso che come un razzo raggiunge anche lui la tanto sognata cima e si loda per le sue performance.

Foto di gruppo e via che si scende.

Il primo pezzo di discesa è di quelli schifosi, terriccio fine, pietrisco scivoloso. Però basta muoversi nella maniera giusta e tutto è più facile. Poi qui il terreno non è particolarmente pericoloso, è sufficente lasciarsi scivolare sui piedi e si scende meglio che tentando di frenare. Non sono i divertenti ghiaioni dolomitici ma qui se vai di tacco scendi bene.

discesa sfasciume

Ora il percorso torna facile e godereccio, ma anche qui perchè seguire il sentiero quando abbiamo queste splendide alture morbide da seguire con il panorama fantastico? Quindi si va fuori sentiero cercando una linea logica di discesa fino a incrociare di nuovo il sentiero nel punto dove diventa meno morbido e siamo nel paradiso del paradiso!

Bello, il Nivolet ora è decisamente più bello, la luce del pomeriggio e le nuvole che si sono alzate hanno lasciato spazio a giochi di colori, ombre e visioni spettacolari.

Così ora aumentando un pochino il passo per non scendere troppo tardi raggiungiamo di nuovo il colle dove ci fermiamo per in consueto terzo tempo a suon di birra!

Grazie a tutti per aver partecipato e complimenti a tutti, soprattutto per chi è andato oltre le proprie difficoltà ma che le ha superate bene e spero con un pizzico di soddisfazione.

Alla prossima avventura

gruppo trekking milano

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
  Via Monte Rosa 40
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