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trekking a Asiago da Milano

Trekking sull'altopiano tra colori autunnali e grandi panorami

Quando programmi un trekking in montagna una delle poche incognite è il meteo, speri sempre sia bello. Noi siamo partiti da Milano per fare le nostre escursioni sull'Altopiano di Asiago consapevoli che avremmo avuto un po' di nubi ma senza pioggia. Anzi a dire il vero dall'inizio della settimana la solita e spasmodica ricerca delle previsioni meteo davano piogge, poi le piogge sono diventate solo nubi, poi le nubi sono diventati cieli azzurri. La morale è: "Temp e cu al fa cum'è vor lù".

Quindi con la consapevolezza del prendiamolo come viene, ci siamo ritrovati quattro giorni belli! Sarà fortuna, chi lo sa!

Il primo giorno le gambe incriccate dal lungo viaggio automobilistico sono state sciolte salendo al forte Verena con una facile e tranquilla escursione inizialmente tra i meravigliosi boschi di abete di Asiago, poi una volta in cresta i panorami si allargano ma in questa giornata le nubi, anzi direi la foschia, ha lasciato tutto monocromatico e spento. Va beh l'importante è che non piova!

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Sali di qui, sali di là raggiungiamo il forte che siamo già oltre l'ora di pranzo e prima di fare lo spiegone sul forte direi che è meglio mangiare qualcosa anche percè la brioches buona del mattino è già digerita da un pezzo! La sorpresa è che il rifugio stava aprendo i battenti e così siamo riusciti ad infilarci al calduccio.

Dopo la pausa pranzo siamo più forti e una visita al forte ci sta, così il sottoscritto può iniziare i lunghi cicli di pipponi sulla grande guerra, sul forte verena, sugli italici guerrieri e gli asburgici guerrieri, il Trentino, la pianura vicentina, il carso.... pensare che alle scuole medie in storia e non solo, ero l'ultimo della classe!

Fatto sta che la materia interessa al gruppo e il forte ce lo visitiamo infilandoci nelle stanze, sulle piccole buche e su quello che rimane delle batterie, non quelle delle auto elettriche!

Ora scendiamo perchè le nubi si addensano di più, fa freschino e l'hotel ci aspetta con una merenda pronta!

L'hotel è uno dei punti forti della vacanza, carino, con annesso centro benessere, buona cucina e colazione super! Insomma la sera godereccia e rilassante è il caposaldo dei quattro giorni. Cena, quattro passi in centro, grappino e nanna.

La sveglia è di quelle tranquille, il cielo fuori pare a metà tra il sereno e il "foschioso" consulto le previsioni meteo e sono decisamente migliorate anche per i giorni a seguire. Non che sia stata una giornata di sole, ma tra qualche nebbietta, qualche cielo azzurro e i panorami verso le Dolomiti possiamo dire che siamo soddisfatti. Ma andando per ordine il gruppetto oggi si deve fare il giro più lungo e impegnativo e la giornata non eccessivamente calda è l'ideale. Saliamo per un bel boschetto tra larici e abeti ed eccoci in cresta. La nebbia attenaglia la cima ma poco sopra vediamo il cielo azzurro, quindi niente panico oggi non piove. Raggiungiamo una prima selletta, poi un'altra, poi la cresta, poi il salitone diretto e guardando indietro diciamo wow

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Raggiungiamo così la seconda cima del trekking: Cima Portule, sito importante in quanto qui si è svolta una delle battaglie più dure dell'Altipiano. Parte lo spiegopippone del sottoscritto e poi liberi tutti per mangiare in cima. Troviamo un posto al riparo dall'aria ed esposto al sole che si alterna con qualche nuvola, intanto di fronte a noi il panorama si apre su Lagorai, Cima d'Asta, Pale di San Martino, in un angolino l'Ortles e poi continuando il Pasubio, il Carega, il Baldo ecc... insomma ne abbiamo da vedere

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Poi consueta foto di gruppo in cima e giù per un sentiero alternativo per andare a raggiungere una seconda e non meno importante opera militare stradale che ci zupperemo in discesa percorrendola tutta. Ma qui diventa piacevole perchè si cammina tra Larici, Abeti e Pini mughi pensando alla birretta a fine escursione.

Rientro in hotel, liberi tutti: chi va a una mostra, chi a bere una birra, chi al centro benessere, chi per sbrigare faccende. L'hotel si riempe di persone per passare il fine settimana. Cena e poi alla sera su proposta di una escursionista andiamo al cinema a vedere un film documentario su Mario Rigoni Stern così da immergerci nel contesto di Asiago!

Il giorno successivo apro la finestra e il cielo è sereno. Solo la piana è leggermente coperta da una piccola foschia ma sopra il cielo è azzurro e direi che alla partenza del percorso siamo in pieno foliage, sole e aria autunnale

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Che meraviglia oggi! Altro pippospiegone giornaliero, ma sembrano tutti coinvolti, e via che si sale alla terza cima del trekking: il Monte Ortigara. Così senza farla lunga tra trincee, doline, buchi di bombe, bivacchini da mille e una notte e mai più, siamo sulla cima con un panorama da urlo!

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Qui pausa foto, click clack, foto di vetta e visto che c'è la solita arietta meglio andare più sotto a smangiucchiare qualcosa.

La discesa come da tradizione è per un sentiero diverso scendendo lungo una sorta di scalinata ripida e lievemente esposta seguita da scalinata in galleria, un bel passaggio suggestivo. Poi ci immergiamo nel vero autunno!

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Ma giunti più sotto evidenzio che si sale un pizzico per poi scendere, ma se guardiamo bene potremmo anche salire una seconda cima, così visto che è presto e per evitare che la birra diventi doppia!

Così visto le facce convinte o quasi di farsi la seconda vetta salimmo! e così anche la quarta cima è fatta!

Ora si scende sempre con qualche pippospiegone, anche se al sottoscritto la gola inizia a percepire quell'arsura che invoca la piacevole bevanda alcolica fatta con il luppolo, beverina e leggermente amara.

Una bella giornata che il gruppetto ha gradito, ora siamo pronti per la cena.

Il giorno successivo è quello della partenza e pare ci voglia dire di restare ancora qui, perchè al risveglio il cielo è ancora più azzurro del giorno precedente! Oggi nel menù è prevista una cimetta facile facile ma saremo accompagnati da un collega Accompagnatore di Media Montagna di Asiago che, essendo un local conoscitore della storia della sua terra, innamorato del luogo dove vive ed esperto naturalista ne avremo delle belle da ascoltare. Il sottoscritto diventa solo un mezzo accompagnato e lascia il posto al conduttore della giornata. La meta di oggi non è una cima alta, ma la sua posizione, la sua storia, gli elementi naturalistici e antropici la rendono una meta straordinaria.

Così dopo un viaggio da "Camel Trophy" tra le strade sterrate dell'altopiano con la mia macchina che chiedeva pietà, eccoci in quel del Fior e che posto!

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Michele la guida che ci ha accompagnato, ci ha raccontato molte cose su Asiago e la guerra ma anche sul suo formaggio, le vacche, le pecore e la storia dei Cimbri. Una giornata interessante per tutti che ci ha dato un bagaglio di conoscenza e un ricordo di questa magnifica terra sospesa tra la pianura e le alpi in un mondo a sè.

Una bella giornata e un bel finale con tanto di tagliere e birra, perchè il terzo tempo è sempre importante per socializzare, altro che Facebook!

Bravi tutti e grazie per la vostra compagnia, simpatia e per aver apprezzato questo trekking. Alla prossima avventura

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
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