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trekking lombardia

Escursione ad anello tra colori autunnali nebbie e pioggerellina

Previsioni meteo ballerine, avevano promesso solo nubi ed invece è stata anche pioggerellina, mannaggia ai vari 3b, il, am e vattelapesca! In realtà l'alternativa c'era, ma guardando i vari radar, satelliti e compagnia bella davano nubi anche nel luogo segreto. Quindi nubi per nubi meglio quelle dove ci sono i larici infuocati, quelli ci scaldano sicuramente. A parte che da scaldare c'era ben poco perchè tolta la pioggerellina e le nubi le temperature erano quelle di fine settembre. 

Le mie tre donne, anzi uso il Donne con il maiuscolo perchè sono le uniche che hanno lasciato divani, centri commerciali, lavori di casa, linea verde e il telegiornale per salire all'Alpe Veglia e divertirsi a guardare i colori e lasicare il puzzo dello smog urbano a valle.

Quando al mattino raggiungiamo il bar per la consueta colazione, sgocciolava e la proposta è stata: "tiriamo lungo la colazione e vediamo cosa succede". Il tempo passa e la situazione è immutata, vedo sopra una timida parvenza di schiarita e dico: "Mah dai che forse... facciamo così saliamo e vediamo". Salimmo e vedemmo altre persone la cosa incoraggia e si penda di non essere gli unici anticentrocommercialisti.

Partiamo e lo sgocciolio leggero continua, in queste situazioni è più fastidioso il cappuccio che ti scricchiola nelle orecchie che la pioggia stessa e quindi, visto la sporadica acqua, me lo tolgo.

L'aria è calda, non fa freddo per niente e siamo a 1600 m tutto bello se non fosse che siamo al 23 Ottobre e il clima non è proprio ottobrino. Noi saliamo con calma la noiosa strada dell' Alpe Veglia, ma ci basta arrivare nei pressi della piana per avere le prime impressioni autunnali

Alpe veglia

Non c'è praticamente nessuno in giro, un silenzio quasi surreale rotto solo dai nostri passi e dal nostro chiacchierare. Passiamo per alcuni alpeggi e visto che le nebbie sono piuttosto basse decido per restare nei pressi della piana, ma anche qui la nebbia, gli alpeggi, le rocce e i larici danno spettacolo ugualmente. Forse per alcuni potrà essere triste e cupo ma a me così piace molto

Alpe Balma

Ci godiamo lo spettacolo, qualche foto e poi ci spostiamo verso la bella cascata dell'Alpe anche qui qualche foto. Poi ci dirigiamo verso il Rifugio Arona dove vista l'ora di pranzo ormai quasi giunta ci infiliamo nel bivacco invernale per consumare il nostro pranzo frugale.

Poi via andiamo fuori per finire il nostro giro, passiamo per gli alpeggi, dove spiego qualcosina: "qui c'è un alpeggio dove producono del buon formaggio, li ci passa l'acqua, l'erba che si mangiano le vacche, li c'è un ristoro, là il campeggio e li avanti un piccolo alberghetto....." poi lo sguardo si posa sul comignolo dell'alberghetto e dico "Cavoli, ma fuma! quindi c'è qualcuno! Allora andiamo a vedere se ci fanno un caffè!" Ebbene il caffè si è trasformato in una buona fetta di torta, una birra e in fondo un caffè!

Ora siamo pronti per uscire e tornare a valle, facendo prima un bel giro dell'Alpe, senza pretese vista la giornata ma l'aria fine, i colori, la solitudine e la tranquillità era piacevole. Discesa a valle poi per lo stesso itinerario ma alla fine il giro senza pretese è stato lo stesso un bel 600 m di dislivello con 13 Km.

Grazie alle donne coraggiose e fiduciose di oggi e ci vediamo alla prossima avventura tra i monti

Gruppo trekking milano

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
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