Quattro giorni di trekking enogastronomici tra vigne e borghi
Quando decidi di fare escursioni sulle langhe nel canonico periodo di un ponte festivo, devi mettere in conto la confusione. Ecco il piatto principe di questi quattro giorni sono state le persone, tante! Dai trekker amanti del buon vino e del buon cibo ai degustatori inmbruttiti seduti nelle enoteche a snasare e ammirare il calice di vino in controluce come se fosse una apparizione divina da contemplare.
Noi ci siamo tuffati in questo mondo umano ricco di contrasti, noi con i pantaloni chiazzati di terra sacra del vino e altre persone eleganti e puliti che giravano per i borghi, tutti però con un obbiettivo: magnàa e bév!
Il primo giorno ci siamo fatti un bel tour tra il borgo di Neive e Barbaresco! Dopo le consuete presentazioni al ritrovo in un parcheggio affollato da camper e auto, cerchiamo una nicchia più tranquilla per qualche spiegone, ma anche qui le varie persone si apprestavano a raggiungere una delle tante e inutili panchine giganti, ma così dicono che fanno turismo!
Noi finalmente riusciamo a staccarci dal marasma di persone ed eccoci tra le vigne

Finalmente la tranquillità regna sovrana, tanti affollano i borghi ma per fortuna non sono tanti quelli sui percorsi "escursionistici". via che si va lisci, anzi direi che il clima è quasi estivo, dopo pochi passi siamo già in maniche corte e si reclama quasi anche il pantalone corto che in queste giornate non sarebbe stato male.
Raggiungiamo Barbaresco, bel borgo, ma nella classifica Neive resta quello che più è piaciuto... ma poi ci sarà un secondo che ha comunque affascinato! Qui ci concediamo una bella pausa, libera. Chi si mangia il panino e chi cerca un buco in un bistrot ma alla fine il caffè raduna tutti!
Vigna di qui, vigna di là, il suolo è così, le marne, le argille, l'uva.... ma a noi alla fine interessa il prodotto finale e una volta tornati a Neive ci fiondiamo in una enoteca per una degustazione di Barbaresco.

Il presunto sommelier ci porta ben sei tipi di Barbaresco, tutti buoni, ma ci si aspettava qualche dettaglio in più e soprattutto un pizzico di entusiasmo, ma sembrava più un "assonnelier".
Primo giorno andato e ora dell'hotel dove camere basic a parte, la cena era degna e gustosa. Il sottoscritto è anche riuscito a sbevazzare vino in quattro giorni resistendo alla tentazione della birra di fine escursione, cosa per me più unica che rara!
Il secondo giorno faccio un rimescolamento delle carte, sia per la certezza del meteo e sia perchè siamo ancora freschi e il giro più lungo è meglio farlo subito. Così ci portiamo nel piccolo paesino di Novello e di qui ci dirigiamo a Monforte d'Alba. Il giro è ad anello e sarà decisamente lungo, ma oggi abbiamo tempo e voglia di camminare. Nel frattempo tra la foschia padana e qualche velatura ecco spuntare il Monviso

Noi scendiamo nei vigneti, poi più scendiamo e più si lascia spazio ai prati verdi. Eh sì perchè le vigne restano solo ad una fascia di quota ben specifica, ne troppo alta e nemmeno troppo bassa. I paesaggi diventano più bucolici

Ci concediamo alcune pause, il percorso è lunghetto ma finalmente Monforte è in vista e dopo una bella risalita eccoci nell'affollato borgo dove abbiamo fatto parecchia fatica a trovare qualche posto libero per smangiucchiare qualcosa.
Dopo la visita del piccolo Borgo facciamo il rientro diretto a Barolo, ora il percorso è decisamente inferiore come chilometri e in poco più di un'ora siamo a destinazione, trovando una Barolo invasa dai turisti.
Altra cena, altro barolo chinato e via a dormire che domani si cammina.
Il terzo giorno il menù prevede una escursione molto breve e tranquilla in compagnia di quei scalmanati sette fratelli che perirono a causa delle loro essere malvagi. Noi però li abbiamo visti pietrificati e così non ci hanno fatto nulla. Anche a Treiso i vigneti sono belli e anche oggi il Monviso appare tra la foschia a fare da guardia severa alla pianura cuneese. Ma visto che il giro dei sette fratelli era breve, il pomeriggio siamo scesi ad Alba per un giro turistico nelle vie del centro.
Ultimo giorno il risveglio è cupo, le nuvole coprono il cielo azzurro dei giorni scorsi, ma è asciutto. Le previsioni? leggera pioggia per qualche ora poi passaggio a tempo più soleggiato. La giornata prevedeva un bel giro ad anello tra Barolo e La Morra, un classico dei classici. Ma qui bastano due gocce per trasformare i percorsi nei vigneti in vere porcilaie di fango. Quindi opto per una escursione veloce e breve.
Partiamo asciutti, raggiungiamo la chiesetta delle Brunate asciutti e arriviamo a La Morra che sgocciola. Appena in tempo per infilarci nel tepore di un bar per un cappuccio e poi via verso Barolo di nuovo sotto un pioggerella che non provoca nessun fastidio, ma sotto i nostri piedi si formano delle zeppe degne di qualsiasi "tamarro" degli anni novanta. Così concludiamo l'ultimo giorno un po' uggioso in queste terre dove i vigneti disegnano il territorio. Grazie a tutti per aver partecipato e complimenti, ci vediamo alla prossima avventura



