Giornata meravigliosa e cima tra il selvaggio e il panoramico
Giornata perfetta per questa escursione nel Parco Nazionale Valgrande per salire su Cima Sasso. Siamo partiti da Milano con una temperatura decisamente più consona al periodo e il cielo limpido e sereno, si prospetta una giornata da urlo.
Raggruppo tutto il gruppo e in gruppo ci colazioniamo al piccolo circolo del paese a suon di brioches, cappuccio e fette di torta, dopo aver cercato di parcheggiare l'auto nella piccola e nascosta Cicogna la "capitale" della Valgrande.
La colazione è servita a fare scorta di energia per affrontare la salita e subito ci troviamo un bel boschetto di faggi che ci accompagna fino a quando "entriamo" in Valgrande.

Il concetto di entrare in Valgrande è quasi mistico, forse su Cima Sasso non lo si percepisce perchè si è sempre in ampi spazi ma dall'alto la visione della stretta teoria di valli è assoluta e anche se da un lato siamo spettatori di una civiltà frenetica dall'altro possiamo ammirare la bellezza delle montagne e la severità della natura.
Proseguiamo la nostra salita, raggiungiamo prima l'Alpe Pra dove è doverosa una deviazione per ammirare quanto lasciato in eredità da chi qualche millennio fa ha inciso queste pietre. Non si sa bene chi e per cosa hanno inciso questi messaggi, sta di fatto che la nostra esistenza ha radici remote delle quali non sappiamo ancora molto e molto dovremo scoprire.

Riprendiamo a salire e transitiamo nello stretto intaglio che in breve ci porta all'Alpe Leciuri, siamo dentro!
Ora una seconda risalita nel bosco e finalmente usciamo allo scoperto sulla bella e lunga cresta di Cima Sasso.

Affrontiamo alcuni passaggi più delicati dove occorre maggiore attenzione e raggiungiamo alcuni speroncini. Qui la traccia si divide, il "comodo" traverso oppure seguire fedelmente il filo di cresta. Ovviamente non siamo qui per fare comodi traversi e quindi su per cresta restando sempre sul filo con qualche passaggio anche qui degno di attenzione.
Ci ricongiungiamo con il sentiero pùà classico, altri due passaggini esposti e poi siamo sul tratto finale. Qualcuno accusa la stanchezza e preferisce attendere alla base, daltronde le gambe servono anche per scendere e l'ultimo tratto anche se non è particolarmente espsosto è comunque su sfasciumetti, terreno infido e ripido, quindi ci vuole "benzina" nelle gambe!
L'ultimo tratto richiede sforzo ed infine eccoci in cima

Non siamo soli, evidentemente la giornata è stata piuttosto gettonata visto anche il meteo. Scattiamo foto al bel panorama, il Monte Rosa oggi in bella mostra mentre a sud la vista raggiunge gli appennini e al centro la pianura padana con ben visibili i grattacieli milanesi.
Pranzo frugale infreddolito, meglio scendere anche perchè dopo la cima, la seconda priorità è il terzo tempo! Scenndiamo con cautela, ripercorriamo a ritroso il nostro percorso, scavalchiamo di là della cresta, poi il bivio, facciamo quello comodo? No dai c'è un così bel panorama.... allora vai di crestina

Beh la discesa va come la salita, alpeggio, il bosco, il rifugio, il sole che inizia a calare e la voglia di birra che aumenta. In discesa si unisce a noi un piccolo gruppo di capre che ci seguiranno fedelmente fino al bar... però mannaggia a loro non hanno mica pagato da bere!

Grazie a tutti per aver partecipato, oggi oltre alla cima abbiamo scoperto qualche cosa di più che una semplice salita da testa bassa e pedalare ma le storie di Valgrande, la sua natura e le sue genti sono sempre belle e interessanti.



