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Trekking in costa azzurra

Quattro giorni tra le prealpi francesi del mare

Si dice trekking bagnato, trekking fortunato? Non lo so! in realtà quando prevedi un trekking e le previsioni ci si mettono contro diventa tutto più difficile. Per fortuna farlo stanziale in hotel permette di proporre varianti ma alla fine un po' di acqua bisogna prenderla! Però diciamola tutta alla fine se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno, nelle giornate brutte ti basta quel pizzico di rasserenamento per rendere tutto più suggestivo.

Però partiamo per ordine! il primo giorno ci siamo ritrovati in piena Costa Azzurra per fare un bel giretto del promontorio di Cap Ferrat ma qui non c'era nessuna ferrata anzi il giro molto facile e tranquillo ci ha permesso di goderci una passeggiata a bordo mare suggestiva e dai colori gialli accesi.

Una fioritura quasi primaverile in pieno inverno.... solo il mediterraneo sà regalare queste suggestioni.

 Cap Ferrat

La giornata trascorre tranquilla rompendo il ghiaccio con il gruppo che è già allegro e spensierato. Raggiungiamo il piccolo borgo del Capo Ferrato e qui ci concediamo un caffè seduti sui tavoli esterni, il clima è mite e si può restare all'aperto senza patire il freddo dell'inverno.

 Prima di rientrare visto che il meteo regge ancora ci concediamo un piccolo giro lungo la penisoletta e poi ci dirigiamo verso il nostro hotel per un po' di relax e un breve giro di Mentone.

La cena.... francese..... chissà magari lo chef aveva dormito male... andrà meglio domani.

Il giorno della pioggia arriva, stavolta le previsioni in continua mutazione ci annunciavano la mattinata piovosa e il pomeriggio asciutto con solo le nuvole. Per la gioia dei miei escursionisti posticipo la partenza così da partire che sgocciola e arrivare che magari schiarisce. La colazione è buona e abbondante, meno male, abbiamo recuperato punti dopo la cena deludente.

Si parte e una volta che siamo sul posto, la pioggia cessa per qualche decina di minuti. La speranza corre e noi nonostante siamo ben equipaggiati con antipioggia e anti tutto iniziamo la nostra salita verso la cima.

Peccato che Mr Meteo ci gioca lo scherzetto con un episodio di pioggia battente che inizia a mettermi in testa qualche dubbio sull'esito della giornata. Quindi mettiamo in campo tutta l'attrezzatura da pioggià possibile

Ormea

Rimango fiducioso che smette di li a poco, intanto mi metto a controllare in maniera spasmodica i radar meteo per cercare di capire se la macchia blu di pioggia sulla nostra zona si comporta come l'olio oppure si riassorbe come un torrente sulla cima della grigna!

Dopo qualche minuto ecco che la pioggia cala e dopo poco smette, il morale torna alle stelle quando le nubi si diradano e il panorama inizia a mostrarsi con le nubi che accarezzano le montagne.

schiarita su ormea

ora ci mancano gli ultimi cento metri per raggiungere la cima, siamo già all'ora di pranzo e la pancia langue. Così raggiunta una piccola sella dove le nubi tornano a coprire ogni visuale, ci fermiamo per il frugal pasto dell'escursionista nell'attesa che il miglioramento promesso dalle previsioni ci conceda il panorama.

Il risultato è un nulla da fare per il panorama, ma il gruppo chiede la salita delle due cime gemelle e così pedalando a testa bassa raggiungiamo le due vette... immaginando il vasto panorama tra mare e Alpi Marittime... ma per ora vediamo solo la punta delle nostre scarpe!

Altra cena, questa volta lo chef non ha dormito proprio e con votazione unanime decidiamo per l'ultima cena fuori dall'hotel alla ricerca di qualcosa di più commestibile.

Altro giorno, si parte per le prealpi di Nizza. Il cielo ci saluta con un bel azzurro che ci fa ben sperare. Raggiungiamo un tipico paesino dell'entroterra nizzardo dove tra mercatini e giostre di legno devo tirare il gruppo per i capelli per evitare l'infinita sosta alle bancarelle.

Così presa la direttrice del "io non vi aspetto se vi fermate", raggiungo l'attacco del sentiero indenne e riusciamo ad iniziare la nostra escursione che alla partenza ci presenta una discesa.

Per fortuna è breve e alla risalita ci togliamo qualche strato, viste le temperature miti. 

 salita Nizza

Ma Mr Meteo oggi ci vuole giocare lo scherzetto e tra un sali di qui, passa di la, guarda in su e guarda in giù quando raggiungiamo la cima la nube fantozziana ci raggiunge. Arriva l'aria che ci impone la giacchetta e sullo sfondo le Alpi Marittime in pieno sole, sono coperte da una muraglia di cumuli che non ci lasciano lo spazio per poterle ammirare. Riusciamo comunque a intravedere un pezzo di Monte Gelas e del Mercantuor prima che la tenda a doppio strato di nuvole ci preclude la visione. Fortunatamente verso il mare si riapre di nuovo il panorama e qualche sprazzo di sole ci rincuora.

Dopo il pranzo proseguiamo lungo la cresta della montagna per poi scendere al piccolo Castel Nuovo o meglio quel che ne rimane

 Castel nuovo

Qualche spiegone e poi scendiamo in paese per il finale.

Il sottoscritto tenta di entrare a Nizza per la conquista della Promenade des Anglais ma viene prontamente respinto dalla gendarmeria francese in favore della banda cittadina. Così mentre parte del gruppo è riuscito a sfondare il varco per sfilare lungo la promenade, io e altri spaurati italici facciamo il rientro a Mentone con la coda tra le gambe e una escursionista festante per la vincita del Marocco!

La cena questa volta è italica, sconfiniamo in quel di Ventimiglia per gustarci un sano piatto di pasta e un buon dolce.

Ultimo giorno lo dedichiamo la Principato mai nato. Tutti a Seborga per l'ultima escursione. Il meteo oggi doveva garantirci il sole pieno ma anche oggi ci ha lasciato il palato a metà! Giornata bella ma non serena. Intanto arrivati al principato che non c'è qualcuno dedice di fare la guardia al parcheggio

Seborga

La salita oggi prevede una cimetta che ci da la vista verso la costa francese e verso Sanremo e tutto l'imperiese. Saliamo per un bel sentiero con la costante del terreno umido e scivolosetto. Per fortuna che le pendenze non sono eccessive così da raggiungere il primo pulpito panoramico

cima seborga

Più saliamo e più un nuvolone fantozziano ci insegue.... sarà mica il suo fantasma?

Per fortuna che una volta giunti in cima il nuvolone si tranquillizza ma se da un lato vediamo il mare dall'altro le montagne innevate hanno sempre il tendone! A questo giro proprio non hanno voluto mettersi in mostra.

Fatto sta che noi ci godiamo la vista sulla costa imperiese con Sanremo in prima fila

sanremo

Il viaggio di rientro incombe e il rischio coda è elevato, quindi scendiamo giù diretti e dopo i saluti ci congediamo e via verso casa. Traffico scorrevole a parte due minuti di un piccolo rallentamento, così siamo anche arrivati a casa a un orario decente.

Grazie a tutti per aver partecipato e complimenti per la vostra simpatia e allegria. Alle prossime avventure e si spera con un cielo più azzurro.

trekking costa azzurra

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
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