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escursione gruppo milano

Epifania un pizzico meglio delle aspettative

Quando organizzi un trekking hai molte cose da valutare ma una cosa importante è il piano B per il meteo. Quando hai la rogna del non poter cancellare la prenotazione di un hotel ti devi attivare al meglio. A questo giro le previsioni erano peggio di una altalena impazzita Venerdì meglio, Sabato brutto, poi forse brutto Venerdì e Sabato meglio... attendibilità "bassa". Da qui si intuisce che se lancio i dadi forse ci azzecco di più, però una cosa è certa non saranno giornate da cartolina e questo ce lo aspettavamo.

Mi ritrovo con parte del gruppo a Milano e il resto direttamente sul posto e via lungo l'autostrada della Cisa il cielo da grigio diventa azzurro... oh ma che sorpresa! Raggiungiamo il mare è la giornata non è azzurra ma il cielo ci da ottime speranze che sarà una giornata tutto sommata bella con qualche velatura e le temperature tra il vorrei fare autunno ma mi sento in primavera!

Presentazione del gruppo, ciao ciao io sono Davide e voi chi siete, dove andate, che fate? Un fiorino! No un bagno please. Così prima di incamminarci cerchiamo disperatamente un bar aperto nella più nera periferia di La Spezia dove l'unico che troviamo con la serranda aperta ci dice che in realtà è chiuso! Dove andiamo al bagno? Ehi ma lì c'è un cimitero! Luogo pubblico = bagno pubblico e così come inizio trekking l'esperienza della toilet del cimitero mi mancava nelle cose strane che accadono durante i trekking.

Così dopo l'esperienza degna di un post sul social del noto Taffo ci incamminiamo sui sentieri della periferia spezzina, inizialmente malconci ma poi ci restituiscono una splendida e antica mulattiera che ci porta fino alla bella località di Campiglia

salita

Inizialmente il panorama è assente e il bosco di quelli pseudo montano collinari ma una volta che ci affacciamo definitivamente sul mare veniamo accolti dalle eriche arboree, i lecci, i corbezzoli e tutte le essenze e i profumi mediterranei con la splendida vista dei terrazzamenti delle Cinque Terre. Per fortuna il baretto della piccola frazione è aperto e l'acquisto focaccia è obbligatorio, vuoi restare a digiuno? Anzi visto che il caffè ci è rimasto sul gargarozzo ci facciamo un aperitivo a base di caffè con vista mare e quel pallido sole che tanto ci basta viste le previsioni dei giorni precedenti.

Il gruppo scalpita e assecondiamo la richiesta delle famose scale di Monesteroli che il sottoscritto credo non riuscirà mai a pronunciare. Così prima di procedere verso Portovenere, allunghiamo prima a Schiara e poi con qualche sali scendi raggiungiamo la famosa scalinata. Qui lascio decidere a chi vuole sciropparsi la discesa lungo gli infiniti gradini o mangiarsi in santa pace e con vista mare la focaccia appena acquistata.

Monesteroli

Le giornate purtroppo sono corte ed è meglio non assopirsi troppo, la deviazione ci ha portato via del tempo e quindi via che si va! Risalita, altro giro di su e giù lungo il traverso ed eccoci a Campiglia. Ora inizia il sentiero dell'infinito vero e proprio con la bellissima vista verso Muzzerone, Portovenere, Palmaria, Tino e Tinetto una infilata di roccia, macchia mediterranea e mare da urlo.

Prima qualche passaggino roccioso, giusto per mettere un po' di pepe "tecnico" alla giornata

roccette

Poi dopo un po di macchia ecco il punto "wow" dove abbiam gli scatti in pose varie

muzzerone

ovviamente questo è anche il punto ideale per la foto di gruppo!

Ora via in discesa nonostante le pause foto sono davvero tante perchè anche se abbiamo qualche velatura il cielo, il mare e il posto sono incantevoli.

Finalmente al calar della sera eccoci a Portovenere, il sole lascia il posto ad una bellissima luna che fotografiamo.

Lascio il gruppo nel centro del paese e come un razzo mi dirigo al residence per fare il check-in e già che ci sono doccia calda e pronti per la cena. Stasera si va a mangiare il pesce. Tutto buono a parte l'antipasto che erà si buono, ma smilzo e caro come il fuoco. In ogni caso dopo cena una bella passeggiata serale per ammirare Portovenere e la grotta di Byron. Che luogo meraviglioso!

Giorno successivo come da previsioni arrivano le nuvole. Scappa qualche goccia ma rileggendo le previsioni dell'unico sito meteo ligure di cui ripongo reale fiducia mi dice che la mattinata ce la farà buona, forse qualche goccia ma la pioggia vera arriverà solo da mezzogiorno.

Il giro dell'isola Palmaria è breve e ce lo possiamo consentire. Così dopo aver preso accordi con il barcaiolo ci imbarchiamo sulla piccola barca ed eccoci approdare sull'isola, oggi tutta per noi a parte i quattro residenti, le capre e i gabbiani.

La vista su Portovenere e la Chiesa di San Pietro che sorge sui resti di un tempietto dedicato alla Dea Venere è sensazionale anche con le nuvole questo luogo rimane suggestivo. Uomo, natura, storia qui si fondono perfettamente.

Palmaria

Lungo la salita facciamo quattro chiacchiere con le famose capre della palmaria e ammiriamo i Gabbiani che qui hanno messo su casa, chiamali stupidi!

Poi giriamo in giro, saliamo in cima e poi scendiamo fino ai bordi delle grotte, una pausa spiegone e qui inizia a scocciolare più seriamente, ma il tempo di dire sbrighiamoci che smette di nuovo e così chiudiamo l'anello senza bagnarci più di tanto e troviamo anche spazio per smangiucchiare il pranzo frugale in attesa della barca che ci riporta sulla terra ferma.

Così felici e poco bagnati ritorniamo a Portovenere, per il terzo tempo in compagnia i saluti e gli arrivederci.

Grazie a tutti e complimenti, il meteo non ha del tutto rovinato le giornate e siamo riusciti a fare tutto e di più quindi siamo tutti soddisfatti.

gruppo trekking 

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
  Via Monte Rosa 40
20081 ABBIATEGRASSO (MI)

 Tel.: +39 347 38 63 474
 Email: info@levieselvagge.it

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