VieSelvagge
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Gruppo ciaspolata

Quando al mattino si cerca il piano B e si finisce con il piano C

Il duro lavoro della guida! Non in senso fisico ma in senso psichico! Quando hai un gruppo che vuole ciaspolare, ma la neve si trova solo in alta quota dove danno vento forte e nubi sulla cresta di confine è davvero una lotta all'ultimo sangue per trovare un posto al riparo dal vento, non troppo lontano da dove avevi programmato la ciaspolata, con la neve e possibilmente abbastanza soleggiato visto le temperature polari.

Ebbene tra la buona conoscenza dei posti, il saper guardare mappe, conoscere in dettaglio bollettini e aggiungiamo un pizzico di fortuna riesco a risolvere la questione. Così dopo aver fatto acquisti di bollini e e brioches in terra italica ci spostiamo nell'elvezia profonda, il cuore delle alpi.

Il Passo del San Bernardino in questa giornata sarebbe stata una galleria del vento con scrub viso incluso, quindi opto per il Lucomagno dove sembra che sia meno interessato dalle nubi. Per il vento cerco un itinerario più basso e al riparo, ma all'arrivo la neve è praticamente assente. Per fortuna la zona offre delle vallette più in quota al riparo dai venti settentrionali e sembra che il sole lì ci sia.

Così dopo il piano B attuo il piano C e il risultato che il freddo c'era e lo sentivamo ma almeno il vento era calmo e si riusciva a camminare senza necessariamente diventare dei ghiaccioli.

Il percorso è più tecnico rispetto alla proposta originale, però con qualche istruzione all'uso ci siamo divertiti come bambini.

Si parte con un bel venticello, ma ci basta inoltrarci nella valle perchè si riduca notevolmente. Le nubi sono sottili ma la tendenza è al progressivo diradamento e quindi il sole inizia a fare capolino

Salita

Il vento si placa ma la traccia in alcuni punti è stata coperta dalla neve di riporto e quindi occorre battere traccia. Fortunatamente la neve è dura e si riesce a non fare eccessivamente fatica. Così raggiungiamo un primo canalone con una discreta pendenza. Qui non sapendo bene la situazione meglio procedere con le dovute distanze di sicurezza. Salgo per primo, la neve è comunque ben assesstata e dura e così raggiunta la sommità posso decretare che in discesa ci sarà da divertirsi!

Ora inizia la parte più ampia e panoramica, traversiamo un bel boschetto di larici una piccola discesa e una risalita più decisa et voilà

colombe

Siamo nel bel mezzo del vallone, ampio e decisamente panoramico. Nelle retrovie vediamo arrivare alcuni gruppi di sciatori, segno che anche loro hanno cercato lidi meno ventilati!

Proseguiamo verso il passo, ma oggi non lo raggiungiamo altrimenti infrangiamo il dislivello promesso. Ma poco sopra al centro del vallone c'è un bel panettoncino panoramico che sembra fatto apposta per noi!

Così percorriamo il piatto vallone e ci avviciniamo alla strettoia. Qui si nota molto l'azione del vento che ha creato degli accumuli che richiedono attenzione. La scala del pericolo valange è 2 ma questo non significa che non ci sono insidie. Infatti al nostro passaggio in prossimità di un cambio pendenza la neve fa whoom e si forma una bella crepa lungo tutto il piccolo pendio al nostro fianco. Mi dico subito tra me e me "no buono". Abbandono subito l'idea di traversare nella valletta che ci avrebbe fatto arrivare al vallone parallelo per fare così un anello. Sul pendio opposto una piccola valanga a lastroni recente è ben visibile... eppure oggi il rischio valanghe in zona era a 2! Tutti segnali che ci avvisano che è meglio stare all'occhio specie se ci si muove con le ciaspole con i suoi limitri e le sue criticità.

Insomma i soldi spesi in formazione serviranno pure a qualcosa o no? Quindi risaliamo sul panettoncino, facciamo qualche foto e la foto di gruppo nel frattempo che i miei prodi escursionisti smangiucchiano e sbevazzano qualcosa vado a tastare il pendietto, meglio vedere cosa c'è là dietro, facciamo un po' di peso qui, un po di peso là, com'è? Eh di li la neve è stata spostata di là e quella di sopra è stata portata di sotto... insomma un bel rebelot, quindi con attenzione e con le dovute distanze ripercorriamo il pezzettino che mi puzzava e una volta fuori dalle criticità ci possiamo rilassare e raggiungere il luogo stabilito per la pausa pranzo al riparo da vento e ben esposto al sole.

discesa

Nel frattempo osserviamo gli scialpinisti che ci precedevano fare un corso di autosoccorso in valanga e così aprofitto per dare qualche info e spiegone su come ci si comporta, sperando che le cose vengano apprese perchè diciamolo, alla fine se vai tra amici e nessuno sa come comportarsi e come "autosoccorrersi" è un pò come il titolo del film "come un gatto in tangenziale".

Dopo il pranzo in freezer meglio rimetterci in moto per scaldarci, ora andiamo alla ricerca delle discesine divertenti e il sottoscritto si impegna a fotografare e documentare le varie cadute scenografiche e coreografiche, un esempio di caduta con effetto boowling!

caduta ciaspole

Scherzi a parte, la caduta fa parte del gioco, cade anche la guida esperta!

Poi è la volta del canaloncino, che ritenuto sicuro, sciolgo le briglie a chi vuole cimentarsi sul ripido e aiuto chi è alle prime armi e ha bisogno di istruzioni per l'uso... daltronde come si dice non si nasce imparati.

Così la giornata scivola via divertente e spensierata. Riusciamo a scendere anche presto e a fare un terzo tempo a suon di cioccolate calde al bar... Siamo nel paese della cioccolata!

Grazie a tutti e complimenti per la tenacia nonostante le temperature rigide e alla prossima avventura bianca!

gruppo ciaspolate

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
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