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ciaspolata milano

Splendida ciaspolata ad anello tra vento e sole caldo.

La ciaspolata del sabato prevista in Svizzera ha subito un drastico cambio programma causa vento tempestoso in quota e nuvoloni, il massimo per dire restiamo a casa. Ma per fortuna non era così dappertutto e quindi per sconvolgere meno i piani di viaggio siamo rimasti entro i confini italici cercando un luogo con le seguenti caratteristiche: sole, neve, poco vento. I primi due li abbiamo rispettati in pieno il terzo elemento ce lo siamo trovati solo nella parte alta e ci ha dato filo da torcere.

Ci ritroviamo tutti in bassa valtellina e dopo la compattazione e auto e la lauta colazione da Tiffany, ci portiamo in alta Val Tartano tempio dello scialpinismo e delle ciaspole. Qui si trova il giusto mix di pendenze, neve e panorami in ambiente rustico e montano lontano dalle logiche del turismo di massa, dove si respira la montagna in tutte le sue sfumature di uomini, donne, alberi e roccie.

La salita la facciamo seguendo fedelmente la traccia ben battuta che ci consente di salire agevolmente, non che sia rilassante... con le ciaspole la fatica è sempre maggiore... però riusciamo con i giusti tempi a percorrere la nostra bella traccia godendoci il panorama. La partenza è decisamente calda! Si riesce a salire senza guanti e cappello e con la giacca leggera

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Quando raggiungiamo gli alpeggi più in quota il vento inizia ad essere presente, d'altronde oggi in quota è previsto vento forte quindi lo sapevamo benissimo, ma la scelta di una valle al riparo dalla direzione prevalente dei venti in questi casi è una scelta più che obbligata.

Questo ci ha permesso di arrivare fino a quote superiori restando ben riparati. Dove andiamo?

Visto che non era definita la meta precisa in quanto la valutazione era sulla base di quanta neve ci sia stata nella realtà punto in direzione dei laghetti dove una baita posizionata strategicamente ci avrebbe permesso di restare al riparo dai venti grazie alle sue mura.

Così arriviamo alla baitinina giusto per il pranzo.. un po' in anticipo diciamo in orario di ospedale, ma meglio mangiare qui che sopra dove il vento era più forte.

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Oggi in questa valle c'è un gran movimento, ci sono diverse persone che stanno attrezzando e segnando con le bandierine il percorso di una gara scialpinistica. In ogni caso qui la confusione non esiste e riusciamo comunque a essere abbastanza soli.

Tra chiacchiere, quelle verbali, e the caldo ci riposiamo prima dell'ultimo strappo per il passo, ma appena ci rimettiamo in moto il vento inizia ad aumentare di intensità. Le folate arrivano forti come sberle sulla faccia. L'aria per fortuna non è fredda quindi a livello di temperatura non è proibilitva ma il vento invece è piuttosto forte.

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Saliamo verso il passo che si trova a meno di 100 m sopra di noi ma l'aria è decisamente fastidiosa. Elaboro, penso... che farè? La croce posta sul passo è poco davanti a noi, la neve è ben stabile e non da segnali di pericoli, c'è solo tanto vento... Quindi decido che la toccata e fuga al passo si può fare, inoltre una volta dalla parte opposta dovremmo essere al riparo del vento.

La fatica è amplificata, mi metto di "piantone" sul tratto più difficile dove un traverso un po' scomodo richiede qualche aiuto, nel frattempo le folate di vento strappano letteralmente la neve dal suolo. E' incredibile la sua forza e oltre a pensare che siamo dei granelli di sabbia in confronto alla forza della natura, penso che forse è meglio scendere perchè questa è una vera e propria galleria del vento.

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Ormai ci siamo il passo è a pochi metri, la neve perfetta e scendere ora sarebbe un peccato, inoltre basta scollinare dalla parte opposta per avere un po' di riparo.

Così dopo aver atteso tutti raggiungiamo il passo e la foto di gruppo la facciamo di schiena perchè il vento è davvero forte sotto la croce.

Pronti partenza via! si scende, percorro il primo tratto i diagonale perchè piuttosto ripido e con neve dura, poi quando la pendenza si fa più consona alla ciaspola scendiamo diretti. Qui il vento è decisamente calato, siamo più riparati e la neve inizia ad essere più polverosa. Di fronte a noi la discesa diretta e su neve ottima che ci fa divertire, qualche capitombolo ma si scende veloci

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Il premio della fatica e della sopportazione di Eolo è stata la discesa e il diradamento delle nubi sulla cresta di confine che ci ha permesso di ammirare il Pizzo Badile e il Cengalo.

Raggiungiamo il fondovalle, il vento è ormai un ricordo e ad attenderci un bel rifugio caldo dove fare una bella pausa ristoratrice prima di scendere di nuovo sulle pianure lombarde.

Grazie a tutti e complimenti, oggi il vento ci ha messo a dura prova ma mi auguro che il divertimento ci sia stato per tutti.

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
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