VieSelvagge
VieSelvagge
Ciaspolata svizzera

Splendida e panoramica cima tra le meraviglie delle retiche

Siamo in buona compagnia in Svizzera di lingua romancia e più precisamente in Engadina per salire con le ciaspole sulla cima del Piz Campagnung a 2800 m. Una ragguardevole quota che in inverno regala emozioni e panorami bianchi... o quasi.

Il viaggio da Milano fino al Passo Julier non è brevissimo, però la giornata prevista bella, la neve stabile e la voglia di alta quota ci fa dimenticare la noia del viaggio. Oggi la giornata e la neve stabile, praticamente senza particolari rischi, ci consente di salire con calma. Ci destreggiamo in una affollata piazzola di sosta della strada del passo Julier tra auto sportive rombanti che squarciano il silenzio e la bellezza della montagna, si sa che i passi di montagna sono terra prediletta del "tamarro arricchito" che si aggira con la sua auto sportiva palesemente smarmittata per fare rumore. Al parcheggio troviamo già un esercito di scialpinisti intenti a salire la bella vetta e qui una riflessione sul fatto che anche questo inverno i posti dove poter trovare neve sono sempre minori e ci si ritrova negli stessi posti tutti assieme!

La salita inizia dolce, ma le temperature, le pendenze lievi sul piattone di fondovalle e la quota fanno fiatare non poco. Oggi il gruppo è dal passo molto eterogeneo, c'è chi ha il passo da cavallo al galoppo e chi invece richiede i suoi tempi. Cerco di mediare il tempo ma oggi la fisarmonica è ben ampia, per fortuna le condizioni della neve e del percorso molto tranquille mi permettono di mediare con molta elasticità.

Per fortuna il contesto ambientale crea molte distrazioni

23 02 Campagnung 3876 600JPG

Saliamo al piano di mezzo dove finalmente vediamo la nostra meta, metà del dislivello è fatto e lasciata la strettoia della valle ora ci troviamo tra ampi pendii. La seconda parte è decisamente breve e diretta.

Purtroppo per una persona la lunga ripresa dall'influenza risente della quota e il fiato è decisamente corto, la salita la vede come una doppia scalata all'Everest e sarebbe più una sofferenza che un divertimento, che fare? Lo rimando indietro da solo fino al ristoro del passo? Lo elimino sul posto e lo seppellisco nella poca neve facendo finta di non conoscerlo? Non è nel mio stile! La decisione in questi frangenti è sempre difficile e non esiste una risposta univoca. Se torno indietro torna tutto il gruppo creando malcontento e nello stesso tempo non posso lasciare la cosa ferma nell'indecisione. Quella più sensata per me è stata quella che dopo aver accertato che non ci fossero sintomi riconducibili ad un malore ma solo a della stanchezza e da un lungo periodo di inattività potesse aspettarci in un luogo sicuro e privo di pericoli mentre il resto del gruppo lo portavo in cima per poi scendere e "pranzare" assieme. Gli elementi per una sosta c'erano tutti, giornata soleggiata o quasi, temperature non proibitive, luogo sicuro, copertura telefonica e sopratutto il malcapitato era sempre a vista durante la breve salita in cima e il sottoscritto pronto a un veloce dietrofront nel caso ci fosse la possibilità.

23 02 Campagnung 3892 600JPG

Così riprendiamo a salire! dietro di noi svetta il Corn d'Alv.

23 02 Campagnung 3888 600JPG

La pendenza aumenta decisamente e la temperatura diminuisce così da soffrire meno il caldo. Alcune innoque nubi coprono parzialmente il sole che va e viene ma il panorama è sempre ben visibile. Ora abbiamo davanti tutto il gruppo del Bernina e il Masino Bregalgia con il Pizzo Badile e il Pizzo Cengalo a far da sfondo alla quinta granitica a confine con la Valmasino.

23 02 Campagnung 3893 600JPG

Gli ultimi zig zag sono i più faticosi e qui ancora la fisarmonica si allarga ma alla fine eccoci in vetta assieme ad altre persone. Oggi la cima è decisamente affollata! Lo sguardo va a chi ci aspetta giù che vedo muoversi quindi ok, sta bene, poi va verso il Piz Surgonda che sfiora i 3200 m ma che a causa del vento delle settimane precedenti, dall'assenza di precipitazioni e dalla risalita delle temperature è praticamente pelato dalla neve. Situazione invernale ormai consolidata da alcun anni con inverni sempre più secchi, spesso miti e con decisa ventilazione.

Qualche foto di vetta e visto che qui il sole inizia a mancare e l'arietta è frizzantina essendo a 2800 m, scendiamo per raggiungere chi è rimasto in basso così possiamo sgranocchiare qualcosa assieme.

23 02 Campagnung 3898 600JPG

Durante la discesa il sole fa di nuovo capolino ma inizia a spirare più aria. Scendiamo nel pianoro sottostante e ci ritagliamo un angolo al riparo dalla brezza per rifoncillarci.

Ora ci aspetta il ritorno lungo il valloncello tra la strettoia e il percorso poco pendente che ci porterà fino all'Ospizio del Passo dove ci possiamo concedere una fresca e cara bevanda sfizzera al costo sfizzero che è sempre troppo sfizzero.

Grazie a tutti e come sempre complimenti per la vostra simpatia e allegria, ci vediamo alla prossima avventura... sperando di rivedere la neve!

23 02 Campagnung 3933 600JPG

GUARDA IL FOTOALBUM COMPLETO SU GOOGLE FOTO

  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
  Via Monte Rosa 40
20081 ABBIATEGRASSO (MI)

 Tel.: +39 347 38 63 474
 Email: info@levieselvagge.it

SEGUICI SUI SOCIAL

InstagramFacebookYoutubeTripadvisor

Escursionisti in linea

Abbiamo 530 ospiti e nessun utente online