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Trekking valle stretta

Tre giorni stupendi sulle montagne francesi

Trekking di più giorni con le ciaspole ai piedi ma la neve? Questa era la domanda di tutti! Beh la neve sappiamo tutti che è sempre meno presente nei nostri inverni. Però il lato positivo di questa situazione negativa è che il pericolo valanghe è decisamente basso, quindi ci possiamo spingere laddove le ciaspole non vanno! Beh in realtà ci vanno solo che con il pericolo basso, il rischio lo azzeriamo, a patto che non cada un meteorite sopra le nostre teste!

Dicevo meteo perfetto, temperature primaverili, sole, un po' di vento e un bel gruppetto compatto e affiatato e la guida si è divertita un mondo!

Il primo giorno arriviamo al parcheggio e fatti armi e bagagli valichiamo il confine francese a piedi ed eccoci pronti per la nostra tre giorni. Percorriamo la strada innevata che ci porta al bel nucleo alpestre delle Granges de la Vallée Etroite dove si trova il nostro super confortevole e accogliente rifugio. L'orario è ottimo e ci consente di riempire la giornata con una camminata. Rinfocillati e allegeriti i nostri zaini partiamo! Il gruppo è eterogeneo ma si dimostrerà affiatato e simpaticissimo, abbiamo: il ginnico, il finnico, la geografa e l'infermiera direi che il gruppo ha le sue qualità. Saliamo per un ripidissimo bosco dove qualche camoscio ci passa sopra la testa. Questo è uno di quei posti che con un pizzico di più di neve sarebbe molto delicato. Sali di qui sali di la, raggiungiamo un traverso poco simpatico e da fare con molta attenzione. Per fortuna è breve e la neve perfetta ci consente di transitare in sicurezza, ma per prudenza meglio procedere uno alla volta e il sottoscritto va in avanscoperta per tastare con piede le condizioni. Neve dura ma non ghiacciata, così mi metto sull'uscio del canalone e faccio passare tutti singolarmente.

Un pendietto ripido ancora ed eccoci nello splendore di questa meravigliosa valle

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Raggiungiamo un colle dove ci concediamo una piccola pausa contemplativa, per oggi meglio scendere a risparmiare energie per la lunga escursione di domani. Anzi ora scendiamo per la merenda a suon di acciughe al verde e una buona birra!

Ma del rifugio ne vogliamo parlare? Cene ottime e tutto buono e abbondante!

Drin drin suona il telefono! ma è la sveglia! ce la siamo presa comoda oggi, le condizioni della giornata ce lo consentono. L'alba del nuovo giorno ci preannuncia una meravigliosa giornata

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Un controllo al cartello che ci dice che il Refuge du Thabor è a soli 5,5 Km! Fatto due conti mi dico, beh non è così lontano come pensavo! Ma noi saliamo, saliamo. Poi visto che c'era poca neve sul pendio decido per una variante più innevata seguendo delle tracce di sci che seguono un piccolo torrente asciutto. Vista l'assenza di neve sopra le nostre teste mi infilo il torrente si stringe, si stringe e poi troviamo il vicolo cieco! quindi opto per risalire il pendietto a fianco che con una striscia di neve residua ci riporta sulla retta via in un bel lariceto. Ma qui ora le tracce si perdono: una va di qui, l'altra va di la, una sparisce l'altra riappare. Alla fine visto che la neve è dura come il marmo, anche se stiamo fuori dalla traccia non occorre batterla. Vado dritto per dritto, tanto la direzione è quella. Peccato che il dritto per dritto ci fa fare un paio di dossi che avremmo potuto evitare ma si sa quando sali mica vedi se dietro un dosso c'è ne un'altro e poi fai la giravolta e falla un'altra volta!

Fatto sta che lungo il percorso sperimentiamo anche la ciaspolarock

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Qui ci vuole la tecnica giusta... o forse l'attrezzatura giusta!

Guardo il gps e abbiamo già fatto 4 Km e mi dico, come fanno a mancare 1,5 km se dobbiamo percorrere l'ampio pianoro che abbiamo raggiunto, salire il colle e traversare al rifugio? Ecco che scopriamo che i Km reali da 5,5 scritti sul cartello diventano 8 Km. Mi immagino il geometra francese che ha misurato il percorso sorseggiando litri di Pastiss e poi ha fatto qualche scarabocchio sulle carte.

La giornata è bella, la neve rimane dura grazie al venticello che non la fa smollare e ora il lungo pianoro ci consente di mantenere un ritmo di crociera tra le meraviglie di questa valle stretta che tanto stretta non è!

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Le domande dei miei escursionisti quando si rendono conto che i km sono di più: "Ma dov'è questo colle?" la mia risposta "Eh vedi là in fondo al vallone, poco a sinistra e siamo al colle", "dai ancora un paio di Km e siamo con la faccia al sole, al riparo dal vento dietro il muro del rifugio!" Come sempre non vengo mai preso sul serio. Ma siamo qui, che facciamo? torniamo? Noo!

Sali , scendi pianeggia, alla fine ecco la curva a sinistra che dicevo ed ecco finalmente il colle! Qui passiamo dalla regione delle Haut Alps alla Savoie! e finalmente più avanti ecco apparire il rifugio. Per evitare di scendere e risalire vado di traverso visto che la neve tiene, ma alla fine risulterà sempre più conveniente restare sul fondo della valletta. Fatto sta che qualcuno mi dice "Non so se ho le allucinazioni dalla faticaccia che mi stai facendo fare, ma io sento odore di camino" Inizalmente stavo pensando di schiacciare il bottoncino dell'SOS del mio InReach ma poi lo sento anch'io e in prossimità del rifugio vedo un montone di sacchi e le persiane del rifugio aperte. Facendo la somma dei tre elementi scopriamo essere aperto e l'umore va alle stelle e la mente è già con la birra in mano e un buon caffè!

Questa è stata una bella sorpresa, il primissimo giorno di apertura del rifugio, anticipata rispetto al solito perchè scarseggiando la neve hanno decisio di anticipare le aperture!

Fantastico, calduccio, panorama, birretta, quattro chiacchiere e poi si scende a valle, questa volta evitando gli inutili dossi e optando per il fondo della valle.

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Scesi di nuovo altra merendina, un po' di relax, una lettura di una rivista e si cena a suon di lasagne e cotolette! Slurp!

Ultima giornata, vista la faticaccia del giorno prima, l'escursione di oggi è decisamente più breve con rientro in rifugio per l'ora di pranzo. Una persona si ritrova con il ginocchio dolorante e opta per la vita da merenderos, mentre il resto del gruppetto lo trascino in un'altra salita. Qui abbiamo un bel muretto da superare e si arriva subito in quota. Anche stavolta i dossi non mancano e mannaggia a loro... sia chiaro non è che sono dossi da 100 m di dislivello ma quei 10 - 15 m  che ti annoiano perchè inutili.

Però il paesaggio!

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Ma il lago dov'è? E' la più avanti a sinistra!.... Ma il lago dov'è? E' la più avanti a sinistra!... ma il lag.. eccolo! Ma dov'è? è ghiacciato è piatto è qui! In effetti i laghetti alpini in inverno non sono suggestivi quanto in estate però è sempre un lago!

Ci riposiamo, scattiamo una fotina di gruppo e poi giù per vie più dirette. Oggi il vento è pressochè assente e il sole scalda parecchio la neve che già alle 11.00 del mattino è pappa decretando la fine dell'inverno! chissà se sarà così o arriveranno delle nevicate tardive che rimpolperanno le montagne di riserve idriche...

Ebbene un piattone di pasta è stata la conclusione della giornata ora non ci resta che ricaricare gli zaini e scendere a valle per la lunga strada della Valle Stretta fino a varcare di nuovo i confini italici.

Grazie a tutti per aver partecipato e complimenti, siete stati in gamba e soprattutto simpatici e affiatati.

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
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