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Sentiero dei pescatori portogallo

Sette giorni per sette meraviglie tra scogliere, spiagge e mare

Questo viaggio in Portogallo per percorrere il famoso sentiero dei pescatori, chiamato anche Fisherman's trail, una variante parallela della Rota Vicentina, è stato una meraviglia unica. In primis il solo raggiungere Lisbona per alcuni del mio gruppo è stata una impresa ciclopica costata stress e noia tra aeroporto, scioperi, voli cancellati, voli in forse.

Purtroppo la legge di Murphy è vera ed esiste e proprio il giorno della nostra partenza decidono per uno sciopero che ha lasciato a terra alcuni partecipanti. La fortuna, ma anche la bravura e competenza, del nostro tour operator di fiducia è stata quella di riuscire a ricollocare tutte le persone rimaste a terra e di farle ripartire con dei voli successivi. Nel contempo il sottoscritto che è riuscito a raggiungere Lisbona emetteva biglietti del bus e riorganizzava il transfer dei malcapitati tra una Pastel de Nata e un Bacalo Fritto e un giro in tram in centro città. In quel momento mi sono sentito un nomade digitale che vagava per le vie della città con lo schermo del telefono incollato alla faccia.

Passata questa furia che si è risolta alla grande finalmente il Sabato sera mi ritrovo il gruppo in quel di Porto Covo pronti e desiderosi di partire. Una parentesi: Non sto a dilungarmi su cene, retroscena, effetti speciali e colori ultravivaci. Ma in questi giorni credo di aver mangiato i piatti di pesce più buoni di sempre, per non parlare della carne di maiale che qui cucinano egreggiamente! 

Pronti a partire, trasporto bagagli organizzato e via che ci incamminiamo nella prima tappa. Il gruppo di questo viaggio è tutto femminile, sono io l'unico "homo" della situazione, ma ormai ci ho fatto l'abitudine visto che ultimamente capita sempre più spesso.

Primo ostello direi buono, cena ottima e colazione al bar a suon di pastel de nata, brioches enormi e cappuccio... va beh quello lo sappiamo fare bene solo noi italiani.

Si parte la prima tappa scorre mica tanto liscia, ogni dieci minuti siamo fermi a fare foto peggio di un gruppo di turisti giapponesi. Non siamo abituati a così tanta bellezza!

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Una scogliera seguita da una spiaggia bianchissima, la Ila do Pessegueiro, gli infestanti ma stupendi Carpobrotus che gli amici chiamano Fico degli otentotti, i piccoli paesini bianchi splendenti, il cielo azzurro e il mare blu. In pratica stiamo vivendo in una cartolina.

Il gruppo si amalgama e rimane affiatato e allegro, ma in questa giornata da venti chilometri se continuiamo a fermarci a fare foto arriviamo a tarda notte!

Così cerco di persuadere le gentil signore che tanto abbiamo altri sei giorni così o quasi. I dislivelli di questo trekking sono piuttosto bassi e diluiti bene su tutti i chilometri. L'unica vera fatica è camminare nei sentieri spesso sabbiosi che rendono la camminata faticosa. C'è chi usa le ghettine per non fare entrale la sabbia che sono molto utili a penda di far sudare di più i piedi, ma le vere nemiche del Sentiero dei Pescatori sono le vesciche!

Così tra chiacchiere, qualche spiegoncino, tante risate ed una bella pausa pranzo in riva al mare pucciando i piedi in acqua, raggiungiamo il bel paesino di Vila Nova dove ci attende un confortevole hotel, una abbondante cena e una altrettanto abbondante colazione il giorno dopo... Sono curioso di sapere se le mie ragazze si sono pesate a fine trekking... chissà se ha prevalso lo stato di fitness giornaliero o le cene della serie "va a ramengo cara dieta".

Il secondo giorno di cammino ci prendiamo il lusso di una barchetta per traversare il fiume, l'idea di camminare su un ponte lungo la statale non piace alla guida e nemmeno al gruppo e quindi si va per questi due minuti di traversata assieme al barcaiolo furioso. Raggiunta la riva opposta, parte il mio spiegoncino e poi ci si rimette in cammino, così facciamo pure la rima perche ci permette di camminare meglio sulla sabbia fina!

Rime oscene a parte prendo la palla al balzo e visto che oggi la marea è piuttosto bassa e a detta dei locali lo rimarrà fino al pomeriggio decido per una via alternativa all'alta scogliera. Quindi fuori traccia lungo la lunghissima spiaggia.... e che meraviglia!

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Ma oggi oltre alla bella spiaggia abbiamo anche delle scogliere più scenografiche

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Oggi la tappa è decisamente più corta così abbiamo più tempo per rilassarci e soprattutto il percorso ce lo prendiamo con molta calma tanto da trovare anche qui una spiaggia per pucciare i piedi in acqua.

Altra cena super, anzi questa sera credo sia stata una delle migliori, ristorante super semplice e molto anni settanta ma cucina divina, una delle migliori carni alla griglia!

Colazione preparata dalla nostra gentilissima "host" a suon di torta all'arancia, pane, marmellate, burro aromatizzato, frutta... insomma siamo partiti subito con il piede giusto. Anche oggi dose massiccia di spettacolo e di chilometri. Anzi oggi era la giornata con più chilometri in assoluto e dove alla fine qualcuno ha iniziato a manifestare i primi sintomi tipici delle lunghe distanze.... le vesciche. Per fortuna che prima di partire ho invitato tutti a fare scorta di compeed!

Però il mal di vescica viene compensato da spettacoli simili

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Oggi abbiamo avuto anche un assaggio di un bel bosco

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Finalmente dopo gli interminabili chilometri su asfalto eccoci pronti per la cena della sera, un bel riposino notturno e il giorno successivo siamo di nuovo pronti. Anche oggi il chilometraggio è piuttosto alto e ci si deve armare di pazienza.

Ripartiamo baldanzosi e anche oggi la dose di bellezza c'è

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Ma anche oggi abbiamo l'immancabile pausa pranzo in spiaggia e per pura coincidenza dei tempi, ci mettiamo comodi a mangiare e tentare un primo approccio balneare nella spiaggia di una celebre cantante portoghese.

rota vicentina spiaggia

Poi è la volta dello struzzo che si lascia fotografare senza però avvertirci di non stressarlo troppo ed infine ecco il paese. Ohhh finalmente il paese.... ma non mancano altri 4 km? Eh si il paese è la, ma per arrivarci dobbiamo passare di la... in pratica gli ultimi 3 chilometri sono di asfalto caldo, arsi dal sole e con finale sulla statale.... Per fortuna che dopo tutto c'è sempre il punto fermo della cena, che anche qui è stata mitica!

La quinta giornata prevede una tappa prevalentemente di entroterra, dalle relazioni viene data noiosa e lunga e il sottoscritto ha studiato una variante per renderla più lineare e con un paesaggio di entroterra più interessante. Qualcuno opta per un transfer in bus in quanto la sopportazione delle vesciche è al limite e si vuole conservare per le tappe successive più interessanti. Così parto con il gruppo ridotto di intrepidi camminatrici. Alla fine il percorso risulta piacevole e carino... anzi meglio del percorso originale.

canale irriguo portogallo

Anche il piccolo paesino di quest'oggi rimane nell'entroterra ed una volta raggiunta la spiaggia l'idea di fare chilometri sulle strade assolate e in parte asfaltate fa pendere la bilancia per una lunga sosta in spiaggia e un transfer in taxi. Proposta ben accolta anche dal sottoscritto che ha aprofittato per esplorare e fotografare le belle rocce di questa spiaggia.

rocce spiaggia portogallo

Solito cenone e il giorno successivo si va di transfer a Vila do Bispo per accorciare di qualche chilometro e avvicinarci al punto più a sud-ovest dell'antico mondo conosciuto, il Cabo de Sao Vicente.

La parte iniziale di questa tappa è noiosetta, su strada sterrata mentre il mare si avvicina sempre di più. Le fiacche dei piedi oramai sono diventate dei calli ma dai il gruppo tiene duro e raggiunge il faro dove una foto è d'obbligo. Al di là del punto geografico il resto del percorso è poco interessante dal punto di vista panoramico ed escursionistico.

Cabo Sao Vicente

Sagres è una cittadina fatta di vie tutte uguali e un po' degradate, ma il nostro residence è da cinque stelle.

L'ultimo giorno di cammino invece recupera tutto e rimaniamo estasiati e affascinati da questi paesini della costa sud, certo turistici ma decisamente più vitali e con un mare diverso. A ovest l'oceano era impetuoso con onde alte e acqua fredda. A sud invece diventa più mediterraneo, sempre freddino ma con onde meno imponenti e temperature più alte.

La partenza è dolce lungo un bel lungomare fatto di barettini e ristorantini, poi si sale e poi si arriva ad una rampa ripida come un muro. Dietro di me sento santi, madonne e sassaiole: "Ma dobbiamo passare di li" " ma è ripido!" "Ma di là sembra meno" "Sei sicuro?"

Alla fine con un silenzio quasi spettrale salgono tutti... beh alla fine era ripido ma nemmeno poi tanto, ma la vista da qui paga!

La vera ciligiena sulla torta è l'arrivo a Lagos passando per la Ponta da Piedade, un luogo suggestivo visto dall'alto della scogliera

Ponta da piedade

Ma non ci si può far mancare il giro in barca, soprattutto con una bella giornata davanti.

barca ponta da piedade

Finale in spiaggia e serata nella movida di Lagos per terminare in bellezza questo spettacolare viaggio in Portogallo.

Complimenti a tutte, siete state bravissime e soprattutto avete resistito fino all'ultimo, sia a sopportare la guida che diciamolo si è impegnato a trovare strutture e ristoranti ottimi e sia le fatiche che nonostante sia tecnicamente facile sono sempre 120 km in 7 giorni. Le fiacche guariranno presto ma le immagini impresse nella vostra mente di questi luoghi magnifici rimarranno per sempre. Alla prossima avventura!

gruppo trekking milano portogallo

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
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