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trekking piccole dolomiti milano

Due giorni intorno e sopra le Piccole Dolomiti

Un bel trekking appena concluso, con la soddisfazione di un fine settimana di escursionismo interessante e appagante. In breve la sintesi di questo racconto.

Siamo andati nel gruppo dolomitico del Monte Carega chiamate anche Piccole Dolomiti. Siamo sulle prealpi vicentine e trentine dove da una parte si estendono le provincie di Verona e Vicenza e dall'altra quella di Trento.

La meteo finalmente ci ha regalato due splendide giornate di sole e tempo stabile, tenendo lontane le ansie dei temporali e delle piogge.

Il primo giorno si parte subito con una bella discesa e le preoccupazioni di parte del gruppo: "Ma si scende tanto", "Ma perchè scendiamo se dobbiamo salire?". I dubbi sono subito tolti e il giorno successivo parcheggiare più in alto darà i suoi frutti.

Intanto finita la discesa eccoci pronti per la salita, anzi salitona. Il bosco fitto rende tutto monotono, se prima si sentiva il chiacchierio ora piomba il silenzio. Sali di qui, zizzagga di là, bevi un sorso perchè fa caldo, guarda che belle le scarpette di venere, ed eccoci fuori dalla vegetazione e dopo poco siamo al colle dove abbiamo uno scorcio dolomitico.

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Ma è solo un piccolissimo assaggio perchè ora ci basta traversare verso il secondo passo per iniziare ad avere un ampio panorama verso il Monte Baldo mentre sullo sfondo il Monte Adamello e le cime lombarde. Ma è dal passo che iniziamo ad avere una discreta visione e di li risalendo un bel pratone verde raggiungiamo la nostra prima cima che ci da una bella visuale del Carega

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Qui ci facciamo la nostra pausa pranzo e ci divertiamo a salire e scendere dalle creste erbose a tutto panorama.

Ritorniamo sui nostri passi e proseguiamo verso il rifugio che ci ospiterà per questa notte e lo spettacolo continua raggiungendo la bella e verdeggiante conca del rifugio

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Prendiamo posto, beviamo qualcosa e gli instancabili escursionisti di oggi vogliono vedere l'omo che non c'è più e la dona vedova rimasta senza il suo omo. Così il sottoscritto li porta verso la meta e siccome non sa bene dove si vedono meglio andiamo a tentoni tra i vari passi, passettini, pulpiti finchè troviamo quello giusto e vediamo la "Dona perchè l'Omo se andao via!"

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Foto di rito e torniamo al rifugio per un po' di riposo, ma per qualcuno pare che il riposo sia vietato, compreso il sottoscritto che sceglie assieme ad un pugno di escursioniste di esplorare ancora la conca dove scelgo anche un ravanaggio finale tra i mughi, così per scendere diretti perchè il sentiero era troppo lungo e noioso... ormai il ravanaggio è sempre incluso nel prezzo!

Al rifugio prepariamo i letti... un po' umidicci, forse le piogge non hanno permesso la deumidificazione degli ambienti... ma con una stufa... va beh abbiamo farcito i materassi con le coperte di lana e abbiamo tamponato il tamponabile, però la cena è stata ottima e abbondante, dove il sottoscritto ha anche provveduto a smaltire le torte in avanzo.

Sveglia non troppo presto, colazione con calma e pronti a partire, oggi il menù escursionistico propone, creste, cime e creste. Così si parte verso la dolomitica vetta del Carega e che meraviglia di percorso

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Anche le cengie ci piacciono molto

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Finita la traversata di cresta, ci immettiamo nell'autostrada che sale verso il rifugio Fraccaroli posto a pochi metri dalla vetta del Carega. Qui sembra di essere in Piazza Duomo durante la fashion week, tanta gente tutta abbigliata e griffata con i più prestigiosi marchi di montagna. Un caotico defilè di moda. Al rifugio e in cima coda e tante persone. Incredibile quanto le persone si comportino come dei greggi, tutti lungo lo stesso percorso quando intorno c'è veramente da sbizzarrirsi a percorrere sentieri sempre diversi e divertenti.

Nel caos cerco di mettere ordine, ma a parte il mio fuso orario sballato, visto che è presto è meglio prendere il panino prima che arrivi la folla della polenta con cervo, poi per chi ne aveva voglia una rapida salita sulla cima principale del Carega. Bella e bel panorama ma troppa gente. Poi radunato il gruppo di paninari e non propongo una meta alternativa. Qualcuno titubante sulla necessità di aggiungere strada ma poi la sscelta di salire su una cimetta secondaria, decisamente più tranquilla con un bel panorama e con l'occasione di vedere anche il lato b del Carega viene ben apprezzata.

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Torniamo sui nostri passi e percorriamo l'alta crestona

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Con un su e giù in stile montagne russe, raggiungiamo l'ultima elevazione e poi giù per un sentiero ripido e roccioso. Sulla mappa si capiva che era ripido ma tra ghiaia e sassi è stata piuttosto ostica per qualcuno, ma ginocchia fuse a parte ne è valsa la pena altrimenti l'alternativa era il noioso sentiero autostrada con mille persone.

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Bravi tutti, è stato un bel fine settimana, un bel gruppo e soprattutto grazie al meteo ottimo abbiamo potuto apprezzare questo angolo delle montagne italiane interessante.

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
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