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trekking in basilicata e matera

Quattro giorni in terra lucana tra natura e cultura

La Basilicata è un vero gioiello con i suoi borghi, le gravine, gli appennini e la sua gente molto accogliente. Nei nostri quattro giorni abbiamo spaziato dai borghi tipici ai sentieri immersi tra i boschi di roverella e lecci a volte sormontati dalle lisce e alte pareti di arenaria e a volte immersi nei calanchi e nelle gravine.

Il meteo è stato favorevole con giornate belle e calde. Abbiamo vissuto una seconda piccola estate lontani dal maltempo che invece imperversava al nord.

Il primo giorno dopo una levataccia e un volo al mattino presto, siamo nella città dei sassi poco prima di mezzogiorno, giusto in tempo per un pranzo veloce e un primo assaggio di Matera con una interessante visita ad un museo interattivo dove abbiamo scoperto e conosciuto la storia recente dello sgombero dei sassi.

Poi come zingari senza meta abbiamo passeggiato per i vicoli del sasso caveoso e la prima impressione è stata forte: amore a prima vista.

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La serata sarà in un ottimo ristorante a degustare i piatti tipici del luogo dove il Re della Basilicata era presente ovunque: il peperone crusco.

La prima mattina a Matera ci svegliamo con un cielo azzurro e limpido, si prospetta una giornata meravigliosa e oggi la nostra destinazione sono le Dolomiti Lucane. Puntuali all'appuntamento con il nostro minibus dopo più di uno'retta di viaggio intrattenuti dal simpatico conducente siamo a Castelmezzano e qui non si smette di fare foto al meraviglioso borgo

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Iniziamo il nostro giro salendo in cima al paese per mettere mano sulle lisce placche rocciose di queste "dolomiti" che poi il nome dolomiti è una sorta di ossimoro perchè di dolomitico non hanno nulla.

Ci tuffiamo poi in discesa fino al bordo del piccolo torrente Caperrino e restando nel fondovalle ci spingiamo verso un piccolo sentiero che ci porta in una meravigliosa grotta dalla quale la visione sul paese incastrato tra le rocce è sensazionale.

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Ora inizia la dura risalita per Pietrapertosa lungo un bel sentierino che nella sua parte mediana mette a dura prova i nostri polpacci. Per fortuna il dislivello non è eccessivo ma le temperature estive rendono tutto più faticoso.

Finalmente il sentiero si abbatte e a parte qualche piccolo errore di percorso solito della guida accaldata e con poche ore di sonno siamo in quota.

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Ora ci possiamo concedere la pausa pranzo con vista montagne, divertendoci a guardare le persone che salgono sulla giostra del luogo: il "volo d'angelo". Questa giostra ha intrigato qualcuno che timidamente ha espresso la volontà di provarla così oltre al dilettevole ci ha unito l'utile perche chi si è tuffato con il cavo verso Castelmezzano si è risparmiata la discesa e la risalita in paese.

Così dopo aver visitato il piccolo borgo ci siamo rimessi in marcia lungo il sentiero più popolare della zona che dopo una discesa diretta verso il greto del torrente, ci fa risalire in paese dove poter fare un veloce terzo tempo con vista "Dolomiti Lucane" prima di rimetterci in viaggio verso Matera.

Altra sera altra cena superba e Matera by night è un vero incanto

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Altro giorno altra meraviglia. Sempre in viaggio con il minibus raggiungiamo prima Craco la città fantasma dove la vediamo solo dall'esterno, in quanto occorre prenotare con anticipo la visita che ci avrebbe portato via molto tempo, poi con un altro pezzo di strada ci dirigiamo ad Aliano.

Qui visto l'orario ormai verso il pranzo, invertiamo il programma e facciamo prima la visita del piccolo paese dove Carlo Levi fu confinato durante il periodo fascista. Fù propio Levi a denunciare la miseria di questi paesi e di Matera e ne fù così coinvolto che il suo ultimo desiderio, fù proprio quello di farsi seppellire in questo paese che cercò di curarne le persone con tutte le sue competenze.

Altro piccolo spostamento e siamo nel bel mezzo dei calanchi. Inizialmente il sentiero selvaggio e inerbato non lascia molto stupefatti i miei prodi escursionisti, ma appena sormontata la collina siamo catapultati in un mondo fatto di piramidi di argilla con un paesaggio che richiama la Cappadoccia.

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Ci fermiamo per il pranzo qui nella mezz'ombra per poi proseguire nel fondovalle sormontati dalle piramidi argillose dei calanchi e dopo un bel percorso tra la vegetazione risaliamo decisi sempre in mezzo a queste torri fino a concludere il nostro piccolo giro.

Altra serata materana con altro ristorante e siamo pronti per il nostro ultimo giorno a spasso tra la gravina e la murgia materana.

Oggi è il turno delle grotte e delle chiese rupestri con un percorso in parte selvaggio e in parte turistico ma sempre bello e interessante.

Sfiliamo lungo le vie dei Sassi di Matera e con uyn sentiero ripido scendiamo nel fondo della Gravina dove per attraversarla è stato installato un piccolo "ponte tibetano". Passata la paura del ponte dondolante ci rimettiamo a camminare in salita. Il peso della colazione a suon di uova strapazzate si fa sentire ma la salita viene presto interrotta da una deviazione verso un percorso meno noto ai turisti per caso.

Ridiscendiamo verso la gravina opposta e ci ritroviamo di nuovo nel fondo, questa volta in un luogo più selvaggio e poco battuto nonostante siamo ai piedi della città.

Un luogo con erba alta e qualche rivolo di acqua e qualche aquitrino: l'ambiente ideale per le bisce. Veniamo scossi da un urlo di una partecipante seguito da un balzo degno del campione mondiale di salto in alto: "Ahhhhhh una bisciaaaaa" era un povero colubro che pacificamente se ne stava a crogiolarsi tra l'erba alta e il poco fanghetto rimasto sul fondo della gravina. Noi con i nostri passi l'abbiamo spaventato ma anche lui ha spaventato noi, sia chiaro!

Passata la paura il sottoscritto con un bastoncino provvede a fare da apripista nella densa foresta materana. Andiamo alla ricerca della chiesa perduta ma come un fesso mi dirigo sulla parete sbagliata. Mi sono fatto ingannare dall'illusione ottica delle due pareti adiacenti e invece quella che ci interessava era nel secondo valloncello. Così decido di salire prima alla chiesa "isolata" da dove avrei potuto vedere meglio il passaggio giusto e difatti una volta saliti siamo riusciti a scorgere il passaggio giusto. Segue così una bella risalita che ci fa digerire abbondantemente le uova strapazzate ed eccoci sulle grotte più defilate ancora visibili e visitabili con le dovute accortezze.

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Lasciamo il sito che ritengo uno dei più interessanti della zona, forse perchè per raggiungerlo occorre ravanare nella gravina tra biscie e sassi. Scendiamo di nuovo nel fondo e con un taglio netto eccoci finalmente alla chiesa perduta anche questa molto interessante. Non lascio volutamente i dettagli dei luoghi perchè il vandalismo è cresciuto in maniera esponenziale e questi siti non sbarrati sono da preservare.

Ora risaliamo di nuovo sul versante opposto per una veloce carrellata di grotte, cave e viste panoramiche e rientriamo a Matera per pranzare e visitare le ultime chiese nei sassi prima di ripartire per le nostre case. Un ultimo passaggio in pasticceria per il terzo tempo meritato degustando le famose "Tette della monaca".

Grazie a tutti per esserci stati! Un bel gruppo, affiatato allegro e chiacchierone dove anche la guida si è divertita. Alle prossime avventure.

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
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