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trekking da milano in valgrande

Un sabato partito con il broncio e continuato con il sorriso

Questo sabato era in programma una escursione nel Parco Nazionale Valgrande per salire sulla cima del Monte Todano. La meteo prometteva che già dal mattino si sarebbe rasserenato con sole e un po' di vento. Questa era la previsione del giovedì ma come spesso accade il venerdì sera ti aggiornano la previsione con un lieve ritardo del sole. Chissà come mai, forse il sole stava arrivando un un treno di Trenord.

Comunque sia, il sottoscritto non annulla le uscite per quattro goccie d'acqua che sono destinate a estinguersi nel breve della mattinata. Al massimo si perde tempo qualche decina di minuti in più al bar a fare colazione, oppure si parte più tardi. Ma in questa giornata le aspettative del sole erano ampie l'unico vero dubbio è il vento che temevo fosse piuttosto intenso.

Il viaggio in auto è stato bagnato ma l'arrivo in quel di Verbania era tutto asciutto o quasi, le nubi alte e la visibilità ottima. Così dopo la colazione ci mettiamo subito in marcia e tra una chiacchiera e l'altra ci alziamo di quota et voilà Monsieur Monviso est là. Da ovest avanzava a falcate il cielo azzurro e con se l'ottima visibilità. Il vento era abbastanza sostenuto ma decisamente meno di quanto immaginavo e così l'ottimismo vola!

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Dopo un tratto di percorso in traverso tra bosco e prato raggiungiamo l'ampia dorsale dove assaggiamo il vento della giornata. Tutto sommato è molto tollerabile e le mie escursioniste sono ben equipaggiate con gli indumenti giusti così da tenere a bada il freddo e il vento.

Una veloce deviazione per andare a vedere un bel bivacco in posizione dominante verso la Val Pogallo e la Val Pobbie. Aprofittiamo della pausa per ristorarci e bere qualcosa di caldo, mentre il sottoscritto viste le temperature ha pensato bene di portare solo l'acqua e niente the caldo. Chissà cosa mi è passato per la testa!

Intanto il cielo si alza sempre di più la visibilità sempre più ampia, ora anche il Monte Rosa inizia a scoprirsi e noi felici riprendiamo il cammino, ora si va diretti in cima. Sulla dorsale troviamo il sentiero piuttosto scivoloso la pioggia e il vento hanno fatto effetto gelicidio e fintanto che il sole restava ancora dietro le nubi occorre stare più attenti. Per evitare di scivolare restiamo fuori dal sentiero e risaliamo le praterie decisamente meno scivolose.

Così in un batter d'occhio o forse è meglio dire di gambe siamo in cresta

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Il panorama è super nonostante la monocromia data dall'assenza del sole. Tempo al tempo! Intanto lungo il percorso troviamo delle tracce di canide piuttosto grandi. Le tracce sono di uno o due esemplari e potrebbero essere due lupi in quanto oltre alle dimensioni non c'erano tracce di scarponi il che mi ha fatto subito pensare ad un animale non accompagnato. Non ci posso mettere la mano sul fuoco ma le probabilità sono buone.

Raggiungiamo la cima e il vento cala notevolmente, si potrebbe stare quasi qui! Ma fa un bel freddo e di sicuro non è il posto ideale per mangiare. Così scendiamo al Pian Cavallone e ci rifugiamo nella cappellina dove siamo riparati dall'aria.

Finalmente esce il sole e il cielo diventa sempre più bello

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Per il ritorno propongo una piccola deviazione e saliamo ad una seconda cimetta facendo così un semi anello. Qui finalmente il cielo diventa limpido e la vista sul lago è fenomenale

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Ora scendiamo belli decisi verso la macchina per concludere la nostra escursione con il consueto terzo tempo tra cioccolata e tisane viste le temperature.

Grazie per aver dato fiducia al meteorologo di fiducia!

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
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