Una ciaspolata con neve perfetta
Dopo le recenti nevicate le temperature sono state perfette, ma per la domenica è previsto un rialzo termico. Dopo aver cambiato programma visto le scarse adesioni, ci siamo diretti in Svizzera e precisamente nel suo cuore, il Canton Uri, uno dei cantoni più antichi della confederazione.
Il viaggio da Milano non è lungo e il vantaggio è che è tutto autostrada, quindi veloce e senza grossi intoppi.
Raggiungiamo Andermatt ancora all'ombra delle montagne, il sole qui arriva solo al pomeriggio in questo luogo. La partenza è fredda ma non troppo, che come confermato dalle previsioni l'aria inizia a scaldarsi. In effetti la scelta di andare su un pendio esposto a nord è stata azzeccata perchè qui abbiamo trovato della neve perfetta!
Al parcheggio ci sono numerosi scialpinisti e solo due racchettatrici tedesche oltre a noi. Un simpatico crucco ci fa la battutina "dove avete nascosto gli sci?". La mia risposta è stata con un sorriso a 39 denti.
Iniziamo a salire lungo la strada innevata e dopo poche centinaia di metri iniziamo a risalire l'erto pendio iniziale. siamo ancora in ombra e il sole è ancora basso e nascosto dalle montagne. Saliamo di buon passo e raggiungiamo un vecchio ristorante nei pressi di una vecchia seggiovia. Qui facciamo una pausa per tirare il fiato e bere un sorso e finalmente il sole inizia a raggiungere i pendii vicino a noi.

Un piccolo sforzo ancora e siamo finalmente al sole. Non c'è vento a parte qualche piccola folatina che non risulta fastidiosa, ci togliamo qualche strato e quasi si riesce a stare senza guanti.
La pendenza a parte qualche tratto non è eccessiva ma è costante e non molla mai. Una volta raggiunto il sole rallentiamo un po' il ritmo adesso si sta bene e ci siamo scaldati per bene.
Guardand il pendio davanti a noi vediamo tantissime persone salire verso la cima, è davvero affollata! Noi invece puntiamo ad una elevazione lungo la cresta principale in quanto per raggiungere la cima il dislivello è più alto e non era nel target della giornata odierna.
Sali di qui, sali di là tira il fiato e il panorama si allarga

Puntiamo alla cresta davanti a noi dove si trovano alcune rocce che tornano utili per fare la pausa pranzo al sole.

Cosi con un ultimo strappone la raggiungiamo e ci accomodiamo per mangiare i nostri pranzi frugali. Di fronte a noi svetta la Winterhorn, da dove siamo noi mancano ancora 350 metri di dislivello, non sono tanti ma non sono nemmeno pochi con le ciaspole se si considera che da questo punto le pendenze aumentano sensibilmente.

Scambiamo quattro chiacchere con uno scialpinista che decide di fermarsi e dopo la foto di rito scendiamo lungo l'ampia e panoramica cresta su una neve perfetta.

Viste le condizioni ottime e la neve ben assestata vado alla ricerca di qualche breve pendio più ripido per divertirci a scivolare sulle ciaspole. Il primo è medio e si va giù belli dritti e veloci, una goduria.
Poi segue un traverso che per noi ciaspari sono scomodi, scivolosi e insidiosi ma a fianco c'è un bel pendio e la pendenza qui per un tratto di circa 10 metri è bella sostenuta. Già sverginato da uno sciatore ci spostiamo a lato per prendere la neve intonsa e via parto per primo per tastare il terreno. Una goduria, la prima parte un po' più dura e scivolosa, ma poi segue un tratto assolutamente da goduria e in un volo sono alla base. Prendono di coraggio anche gli altri escursionisti e a ruota mi seguono.
Le gambe sono stanchissime, perchè la discesa è comunque faticosa, ma siamo felicissimi di queste condizioni.
Dopo qualche altro piccolo tratto divertente siamo alla base della salita, il tratto finale già in ombra e molto tritato dal passaggio degli sciatori è piuttosto duro e il finale sulla strada anche se breve poco divertente ma siamo all'auto pronti per il terzo tempo nel bel paesino di Andermatt per una buona birra artigianale. Poi via lisci sulla strada rientrando a Milano prima dell'orario dell'aperitivo! Direi perfetto.
Grazie per chi ha partecipato a questa giornata semi esplorativa!



