Panorami, cielo terso, freddino e un itinerario che non delude mai
Lo staldhorn è la cima più facile da raggiungere con le ciaspole. Grazie alle sue pendenze mai eccessive e il dislivello contenuto è adatta anche ai neofiti purchè la si affronti con la giusta attrezzatura e le conoscenze di base per affrontare i terreni innevati senza cacciarsi nei guai.
L'escursione di oggi era prevista in Val Bognanco, ma la totale scarsità di neve e la quota relativamente bassa mi ha fatto decidere per un cambio programma. Per fortuna con la stessa strada e gli stessi tempi si può raggiungere il vicino Passo del Sempione in Svizzera dove la neve, seppur in minima quantità è ancora presente.
Così dopo una buona colazione nel noto bar di Domodossola eccoci pronti al Passo del Sempione con una temperatura decisamente frizzante e un venticello tipico di queste zone. La neve la troviamo dura come il marmo, ma il rialzo termico è alle porte, almeno così recitavano le previsioni. Occorre considerare che la parola previsioni non sono mai certezze e qui nella giornata ha insistito una leggera brezza fredda che ci ha tenuto duro il manto nevoso anche nel pomeriggio.
Oggi il gruppetto tutto femminile è decisamente ridotto ma il sottoscritto non lascia mai a casa gli entusiasti della montagna e se le condizioni lo permettono (meteo e costi di viaggio) non lascio a casa nessuno.
Così ci prepariamo: ciaspole, bastoncini, artva, pala e sonda... manca il secchiello ma vista la poca neve oggi non possiamo fare i pupazzi di neve! Il mio umorismo simil inglese non è immediato e in genere la battuta la capiscono solo gli addetti ai lavori ma poco importa.
Saliamo lungo la pista battuta dai numerosi scialpinisti e ciaspolatori. Oggi ci sono in giro anche i ramponcinatori! In giro ci sono moltissime persone dirette da tutte le parti, le condizioni sono decisamente primaverili: poca neve, qualche lastrone qua e là ma facilmente individuabile, un po' di valanghette di neve bagnata dei giorni precedenti... condizioni che troveresti a fine Marzo...
Saliamo per il nostro bel pendietto e visto che oggi abbiamo dei buoni margini di tempo e le ragazze comunque camminano bene dispenso qualche nozione di nivologia fresca dei miei recenti approfondimenti.

Saliamo lungo la via comune allo Spitzhorly ma dopo qualche decina di metri deviamo verso la nostra meta. Saliamo lungo i facili pendii, la neve rimane dura e il vento nella parte bassa è quasi assente e la temperatura si fa più calda.

Tra una chiacchiera e l'altra eccoci in dirittura della cima, non manca molto. Prima un breve traverso in un piccolo canalino con qualche accumulo dove occorre sempre procedere con cautela e poi un ultimo strappetto ripido e siamo in vetta ora abbiamo davanti tutta la catena di montagne tra il Bietschhorn e l'Aletschhorn e l'omonimo ghiacciaio.

Qui il vento è teso e non è sicuramente il posto ideale per managiare in santa pace. Scendiamo di una ventina di metri e ci sistemiamo in una piccola area scoperta dalla neve così da sederci all'asciutto.
Foto di gruppo e dopo il pranzo scendiamo passando prima per un piccolo passo e una conchetta panoramica verso la valle dove in estate si trova un piccolo laghetto e poi giù di nuovo lungo la via di salita.
Raggungiamo il passo del Sempione con la neve ancora dura come la mattina e solo qualche tratto che inizia a fondere, oggi se non ci fosse stato il vento credo avremmo fatto lo sci nautico.
Terzo tempo a Varzo a suon di tagliere di salumi e birretta! Brave ragazze siete state super, alla prossima avventura!



