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escursione valchiusella

Escursione con piano B che è diventato il piano C

Fine settimana di meteo molto ballerino, ma ci voleva soprattutto per la mancanza di neve in quota. Ha nevicato comunque alto e al di sotto dei 1500 m ha piovuto, insomma il freddo manca!

Partiamo da Milano ancora sotto una debole pioggia e lungo il tragitto in auto il cielo è plumbeo. Rimane però la speranza che le previsioni siano attendibili perchè ci hanno promesso un rapido miglioramento. Arriviamo a Ivrea e il cielo verso la Valchiusella è azzurro, le cime bianchissime con il bianco della neve appena scesa. La proposta iniziale della serra d'Ivrea sfuma subito per puntare più in quota e più in montagna. Così tiriamo dritto in direzione Valchiusella.

Dopo la ottima colazione in quel della nota pasticceria canavesana saliamo i tornanti della strada e siamo pronti a camminare. Anche per il sottoscritto è un percorso nuovo quindi si va di mappa.

Saliamo lungo una bella mulattiera e dopo un tratto boscoso iniziamoa uscire dalla vegetazione e lo spettacolo ha inizio. Le cime canavesane della Valle Sacra bianchissime della nevicata notturna ci appaiono in veste quasi patagonica.

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Oltre alle cime prossime a noi lo sguardo cade inevitabilmente verso il Re di Pietra, il Monviso

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Con questo spettacolare panorama saliamo lungo il sentiero che di tanto in tanto incrocia una strada. Cerco di tagliare la strada seguendo sentierini e così raggiungiamo il passo poco sotto la nostra piccola cima. Qui la neve della notte è presente anche se in un leggero strato.

Saliamo a fatica la rocciosa cimetta che con la neve pucciosa richiede un po' di attenzione e così eccoci in vetta. Da qui le cime valdostane iniziano ad apparire e sullo sfondo si intravede tra le nubi il Monte Rosa e un angolo di Cervino.

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Tira una bella bisa qui, fredda ma non da Febbraio, più da Marzo o Aprile. Dopo le foto di rito scendiamo al colle e poco distante c'è un alpeggio che sembra l'ideale per la pasua pranzo: panoramico, comodo e ci può offrire riparo dall'aria. Il gruppetto non è molto convinto, ma il vantaggio di essere il "capo" è che decido di andare. Non è tanto distante e così troviamo la panca provvidenziale, al riparo e con un bel panorama.

Per la discesa c'è un sentiero alternativo il percorso però raggiunge una strada e siccome non amo camminare sulle strade trovo segnato sulla mappa un vecchio sentiero. Speriamo esista!

Una volta raggiunto l'imbocco di quello che dovrebbe essere il sentiero poco si vede se non una labile traccia che si perde nella vegetazione. Ma si dai qui non ci sono punti ripidi o balze rocciose, entriamo nella via selvaggia del ravano. Alla fine il ravano è stato molto breve e ci ritroviamo lungo una vecchia mulattiera che in breve ci riporta sul percorso principale evitando la noiosa strada.

Terzo tempo al bar dei locals e via a casa prestissimo.

Bilancio della giornata? ho scoperto una zona del canavese che merita qualche giro tardo primaverile! Grazie a tutti per esserci stati.

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  Le Vie Selvagge di Davide Adamo
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