Una traversata a tutto panorama
Il triangolo lariano è a pochi chilometri da Milano ed è un luogo ideale per le escursioni e i trekking di mezza stagione. Uno dei trekking di più giorni iconici e interessanti di questa zona è la traversata da Brunate a Bellagio percorrendo tutta la dorsale di cime di questo lembo di terra tra i due rami del Lago di Como.
Con un piccolo gruppetto di escursionisti ci siamo incamminati lungo questo percorso che per dislivello e distanza è sicuramente impegnativo ma per fortuna non ha difficoltà tecniche, anche se nel nostro caso le frequenti piogge di questo ultimo mese ha reso il terreno piuttosto scivoloso soprattutto nella parte mediana e finale del percorso.
Partiamo con una giornata fresca e con qualche nube, il cielo si vede che non vuole ancora liberarsi delle nubi e ci tiene lontana la speranza dei bei cieli azzurri di primavera. Per fortuna non sono previste piogge e quindi possiamo camminare più sereni.
Dopo la lauta colazione e il viaggetto in funicolare che ci porta a Brunate, iniziamo il nostro cammino tra le vie del paese per raggiungere il panoramico Faro Voltiano, dedicato a Alessandro Volta, famoso per aver "inventato" la pila rivoluzionando di fatto il mondo tecnologico.
Dal faro, lasciamo i territori urbanizzati per inoltrarci e salire sul crinale della dorsale lariana ed eccoci prima sul monte Boletto poi è la volta del Bolettone.

Prendiamo una pausa e proseguiamo lungo il crinale con diversi sali scendi che ci fanno accumulare dislivello nelle gambe

tra i vari su e giù abbiamo l'ultima e ripida risalita per raggiungere la cima del Monte Palanzone che offre una delle viste tra le più belle del Triangolo Lariano con il lago sullo sfondo, le Grigne e in fondo il Monte San Primo che ci attende per il giorno successivo, mentre qualcuno pensa a fare un tuffo nel lago

Meglio conservare le energie e scendere giù a Caglio in Hotel.
Cena buona e abbondante e a nanna presto perchè l'indomani ci si alza presto per affrontare la lunga traversata a Bellaggio con la salita al Monte San Primo e la discesa ripida e scivolosa del suo versante nord.
Al mattino si parte di buon ora, il cielo sembra essere migliore del giorno precedente e abbiamo la visione delle Grigne. Risaliamo un bel bosco e ci troviamo direttamente dopo un fuori sentiero sulla strada del muro di Sormano, famoso per le corse ciclistiche del Giro di Lombardia.

Ora siamo di nuovo sul percorso principale e iniziamo subito a salire verso il punto più alto del Triangolo Lariano. Qui siamo in mezzo a moltissima gente, è domenica e questa zona è decisamente presa d'assalto. Dopo aver percorso un tratto della mulattiera non appena raggiungiamo la bocchetta optiamo per la più panoramica e interessante cresta con scorci suggestivi sul Lago di Como e sulla nostra meta finale.

Finalmente in cima!

Ci prendiamo una bella pausa, facciamo merenda visto che siamo nell'orario giusto e dopo le foto di rito, iniziamo la discesa verso il Rifugio Martina... o meglio dire il ristorante Martina, perchè qui del rifugio non ci vedo proprio nulla. La discesa è piuttosto ripida e mentre il tratto alto è ripido ma per fortuna poco scivoloso, quello mediano nel bosco anche se meno ripido è piuttosto scivolosetto e occorre prestare molta attenzione.
Finalmente raggiungiamo il belvedere del ristorante Martina e ci concediamo una pausa tra la folla di persone, bambini, turisti e chi più ne ha più ne metta. Qui per un fazzoletto di panorama facilmente raggiungibile ci hanno fatto un vero business. Ma al di là di quello i nostri panorami sono stati decisamente migliori.
Proseguiamo la discesa ma dietro l'angolo non ci troviamo una bella e secca risalita? Eh si traversare ai piedi del Nuvolone occorre risalire e qui a parte i tentati omicidi nei confronti del sottoscritto, quando abbiamo raggiunto un balcone panoramico da urlo, le imprecazioni sono terminate!

Ora abbiamo davvero la discesa che con la stanchezza sembra interminabile, saranno due ore piuttosto sofferte ma quando arriviamo a Bellagio l'emozione è tanta. La troppa folla e la lunga coda per il traghetto ci distraggono dal festeggiare l'arrivo come si deve, ma al di la delle incomprensioni con la biglietteria, forse stanca di fare biglietti e dare informazioni riusciamo a prendere il battello e a rientrare a Como, evitare lo scipero dei treni e rientrare a casa in un orario decente.
Gambe cotte, ma felicità a mille! Grazie a tutti per aver partecipato



