Una salita invernale e una discesa autunnale
Oggi abbiamo fatto una escursione sulle Orobie Valtellinesi per salire il panoramico Pizzo Meriggio tra la Val Venina e la Val del Livrio. Il meteo prometteva una bella e limpida giornata sopra le nostre teste ma la cresta di confine delle retiche e delle orobie invece aveva un po' di innocqua nuvolaglia che in parte ci ha coperto lo spettacolare panorama che si gode da questa cima.
Siamo partiti belli carichi di entusiasmo con un clima freddino, la notte precedente in quota ha fatto qualche fiocco di neve e quindi ci aspettavamo qualche centimetro di polvere bianca da pestare.
Ci incamminiamo lungo le piste forestali che ci portano ai graziosi alpeggi in quota e dopo pochi metri di dislivello ci possiamo finalmente togliere qualche strato di indumenti. La salita è in buona parte in ombra e questo ci favorisce la salita senza sudare.
Tra chiacchiere e dislivello raggiungiamo il bivio da quale faremo il nostro percorso ad anello. Uno sguardo alla cresta occidentale e la troviamo bella bianca. Sembra comunque un leggero strato e decido di raggiungerla... alla peggio c'è un modo per tagliare senza perdere eccessivamente quota!
Raggiungiamo il nostro piccolo passo e la vista si apre sui bei laghetti delle Zocche. La neve è pochissima e con cautela saliamo la ripida cresta. Qualche passaggio è un po' esposto e fortunamente quelli esposti sono puliti dalla neve. Poi raggiungiamo il pendio finale ed eccoci su un tratto più innevato dove cerco il "sentiero" più logico. Un ultimo tratto di cresta dall'aspetto "glaciale" ed eccoci sulla cima del Pizzo Meriggio.
Ci sistemiamo per consumare il pranzo frugale e mentre guardo le creste intorno a noi ecco apparire un paio di corna dietro un piccolo cocuzzolo. "uhh forse è un camosco" Eh sì sembra un camosco. Guarda! "ah no ha le corna lunghe è uno stambecco"... "no ha il campanello! è una capra"
Speranzosi di essere accompagnati dai selvatici continuiamo a pasteggiare le nostre focacce, panini e snack vari ma l'aria punge ed è meglio scendere.
La discesa la facciamo lungo la sua cresta nord più dolce e decisamente panoramica verso le Alpi Retiche. Una vera e propria bellezza senza neve e in condizioni autunnali con i primi colori dei larici e lo sfondo delle cime innevate.
Ritorniamo al bivio lasciato la mattina e ripercorriamo la lunga mulattiera che ci riporta alle auto pronti per il terzo tempo tra birre, panachè e succhi di frutta arrichiti da qualche fettina di torta gentilmente offerti dalla barista.
Grazie a tutti per esserci stati!
QUALCHE FOTO DEL TREKKING
I primi colori autunnali sui larici

Il Pizzo Meriggio ci attende con la sua cresta

In cresta

Alla fine della cresta e del duro ravanage e qualcuno si rilassa.

Foto di vetta ben pettinati, in ordine e in posa



