Dalle Alpi al mare potevamo vedere tutto il nord Italia
La nostra escursione sul Monte Ebro è stata semplicemente unica! Una condizione di visibilità davvero eccezzionale ci ha permesso di vivere una giornata spensierata e con un panorama decisamente emozionante.
Ci ritroviamo con tutti in quel di Caldirola, una piccola stazione sciistica ormai convertita quasi interamente a bike park. La poca neve rende necessario partire con la giusta attrezzatura, perchè un versante a nord con poca neve significa ghiaccio assicurato!
Ci incamminiamo nel fitto della faggeta che in questa stagione permette un minimo di luce e visibilità. Vista la giornata molto tersa e panoramica effettuo un deciso taglio alla "Vie Selvagge" per raggiungere il crinale senza troppi giri tortuosi. Così dopo una brevissima "ravanata" nel fogliame eccoci sul crinale dove già iniziamo a scorgere le Alpi retiche. Ma oggi la vista riesce a scorgere anche oltre le retiche ed ecco che in fondo le altre cime innevate all'orizzonte sono l'Adamello e la Presanella.
Per cercare di capire bene le cime, uso la famosa applicazione sul cellulare e così ho la conferma che sono proprio loro! La App mi dice anche che una delle puntine è quella di Cima Brenta, però direi che a volte questa app sulle lunghe distanze pecca di ottimismo!
Ci alziamo di quota e finalmente il panorama è totale: da un lato il mare e la costa tra Savona e Imperia e tra gli appennini di fronte si scorge il Genovesato e il mare Tirreno. Dall'altro lato ci appaiono interamente tutte le Alpi. Così il sottoscritto si mette a descrivere le cime principali: Alpi Liguri e Marittime, il Monviso, il Gran Paradiso, il Monte Rosa, le cime del Sempione, Il Bernina, l'Adamello, la Presanella. Senza contare le cime famose delle prealpi come le Grigne, e addirittura le Prealpi Venete e Gardesane. Ma c'è di più perchè volgendo lo sguardo a sud e sud est oltre alle innumerevoli cime tra l'Aveto e il Genovesato ecco apparire il crinale parmense dei Cento Laghi e sullo sfondo appare la cima del Pisanino e del Tambura che fanno parte delle Alpi Apuane in Toscana. Aguzzando di nuovo la vista nel piatto del mare si poteva scorgere anche l'Isola di Gorgona e l'Isola Gallinara!
Con un solo colpo d'occhio e girando solo la testa abbiamo viaggiato da est a ovest e da nord a sud tutto il nord italia! Per la gioia dei terrapiattisti potremmo dire che con un binocolo potente avremmo potuto vedere il ponte sullo stretto di Messina!
Scherzi a parte la visibilità di questa giornata è stata decisamente eccezionale e comunque rara e quindi ci siamo goduti questo spettacolo per gran parte della giornata anche perchè le foto non riescono a rendere giustizia a quanto gli occhi possono vedere e percepire.
Raggiungiamo così la cima del Monte Ebro prima di pranzo e visto che nessuno dava cedimenti di stanchezza, propongo di raggiungere anche il Monte Chiappo scavallando così in Oltrepò Pavese e sfiorando il piacentino. Ci accomodiamo per il pranzo e ci godiamo l'ottima temperatura che ci permette una pausa al sole. Il piccolo rifugio sulla cima è aperto così ci concediamo il caffè e una fettina di torta.
Arriva come sempre l'ora di rimettersi in cammino e così dopo aver percorso a ritroso un tratto di crinale ripieghiamo su un sentiero in traverso per effettuare il nostro giro ad anello.
Il percorso a volte in ombra ci obbliga a rimettere i ramponcini per evitare scivoloni sul ghiaccio e di camminare più tranquilli. I sali scendi fanno sentire la stanchezza nelle gambe. Raggiungiamo il piccolo rifugio Orsi nel bosco e anche qui con una deviazione selvaggia ci portiamo per vie più brevi al percorso di andata chiudendo il nostro anello.
Terzo tempo al bar del bike park e poi via di nuovo a casa giusti per la cena.
Grazie a tutti per aver partecipato e alla prossima escursione.
QUALCHE FOTO DEL TREKKING
Sull'ampio crinale

In cima sul Monte Chiappo

La vista sul mare

In cima sul Monte Ebro



